Domenica, 19 Settembre 2021
Riforma PA

Riforma PA, Madia: "Licenzieremo dirigenti inadeguati"

Il ministro ha spiegato a Repubblica come cambierà la figura del dirigente pubblico e annuncia: più semplici i procedimenti disciplinari per scarso rendimento

ROMA - "Un dirigente inadeguato potrà essere licenziato". A dirlo è Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione, in una lunga intervista al quotidiano La Repubblica. Si tratta di una "vera rivoluzione", ha aggiunto il ministro, la quale ha spiegato i punti cardine della sua riforma della Pa che nei prossimi giorni inizierà ad essere votata in Senato ed entro l'estate dovrebbe diventare legge, con l'approvazione di quasi tutti i decreti attuativi.

Il dirigente pubblico "dovrà superare un concorso per l'abilitazione ed entrerà così nel ruolo unico dei dirigenti", non essendo più come legato alla singola amministrazione o di una Regione, ma diventando dirigente della Repubblica Italiana.

"Prevediamo l’istituzione di una commissione super partes composta da tecnici che deciderà quali sono i dirigenti adatti per un determinato incarico anche sulla base del lavoro svolto in precedenza e sulla base della loro stessa capacità di valutare i propri collaboratori. La carriera dei dirigenti dipenderà da queste valutazioni: si potrà scendere o salire. Finirà la stagione dei dirigenti sempre allo stesso posto. L’incarico sarà affidato per tre anni e sarà rinnovabile una sola volta. Poi si ricomincerà".

Chi sono sarà riconfermato "decadrà e tornerà nel ruolo unico in attesa di un nuovo incarico" e "potrà anche andare a lavorare temporaneamente nel privato", "ma se dopo un congruo periodo che escluda qualsiasi ipotesi di fumus persecutionis un dirigente continuerà ad essere senza incarico perderà l’abilitazione fino a perdere il lavoro" e potrà essere licenziato.

Per quanto riguarda il pubblico impiego e l'articolo 18, "resterà il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. Non è un favoritismo - ha spiegato il ministro - ma il lavoro pubblico è diverso: chi licenzia non è un imprenditore che decide con le proprie risorse. Lo stesso obiettivo si può raggiungere in altro modo. Già oggi c'è la messa in mobilità che può portare al licenziamento. Renderemo più semplici i procedimenti disciplinari, quelli per scarso rendimento. Ci saranno procedure specifiche per contrastare i casi di assenze di massa, come quelle dei vigili di Roma lo scorso Capodanno, o di assenze sospette", ha concluso.

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