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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica Pescara

Macché cancellate, le Province chiedono soldi: "Al Rigopiano morti per la riforma Delrio"

"Servono subito 500 milioni di euro o si rischiano altri morti": a rischio la manutenzione e la messa in sicurezza di 130mila chilometri di strade provinciali e di più di 5.100 scuole superiori. Effetto del solito pasticcio all'italiana di una riforma a metà

Le province dovevano essere cancellate, ora chiedono più soldi per evitare nuove tragedie. Con le casse svuotate da una riforma lasciata a metà ora accusano: i servizi inefficenti all'origine delle sciagure. Finita la conta dei morti, mentre ai familiari vengono restituite le salme dei propri cari morti sotto la valanga che ha cancellato l'hotel Rigopiano, si alza la nenia delle polemiche.

Da Pescara, sede di quella provincia martorita dalla nefasta concomitanza della nevicata del decennio con l'infinito terremoto del Centro Italia, parte il j'accuse del rappresentate delle province, ente redivivo nonostante tre anni fa, il 3 aprile 2014 il Governo le svuotò di poteri con la riforma degli enti locali contenuta nella legge Delrio. 

Salvate dal no al referendum che ne chiedeva la cancellazione, ora si contanto i danni di un pasticcio all'italiana. Eppure, per dirla come Achille Variati, presidente nazionale dell'Unione province italiane, "la riforma Delrio era partita con intenzioni positive, ma oggi non va" .

"Anche per rispetto verso tutti coloro che hanno ricevuto danni immani da questa situazione, oltre a dover rispondere alla domanda legittima di chi è la colpa, bisogna rispondere anche alla domanda perché le cose accadono".

Le Province sono tutte in predissesto, servono subito 500 milioni di euro per i servizi ai cittadini. Variati ha sottolineato che le risorse per i servizi essenziali, come la manutenzione e la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali e delle 5.100 scuole superiori italiane, sono ormai ridotte al minimo.

"Non siamo in grado di fare un bilancio nel 2017. Urliamo basta, non vogliamo altri morti. Non ci sono più alibi per Governo e Parlamento”.

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