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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica

Governo Meloni: perché si inizia a parlare di rimpasto

Incominciano a circolare (se ne legge qualcosa oggi per la prima volta sui quotidiani La Stampa e Il Foglio) prime voci su un possibile futuro rimpasto di governo: ecco perché

Sulla fiducia ai ministri, la classifica del mese di luglio stilata da Noto Sondaggi è caratterizzata dal "consistente decremento che ha fatto registrare la responsabile del dicastero del Turismo, Daniela Santanchè". Nel sondaggio - riportato da Repubblica - riguardo la ministra del Turismo si sottolinea che "d’altronde questo trend era inevitabile in seguito alle vicende giudiziarie legate alla sua azienda, Visibilia, e sulle quali ha riferito alla Camera, suscitando grande eco. La perdita è di 8 punti, scende al 24% e precipita al 19° posto. È questo, in un mese, il calo maggiore (-8%) da quando il governo è in carica".

Il sondaggio, scrive Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, rileva che "nella parte alta invece è il ministro Urso che allunga il passo e, guadagnando un punto, consolida la vetta e arriva al 44% di fiducia". "Al secondo posto rimane saldo con il 43% il ministro della Cultura Sangiuliano. La medaglia di bronzo invece è divisa tra 3 ministri: Piantedosi (Interno), Lollobrigida (Agricoltura) e Giorgetti (Economia), tutti totalizzano il 40%" sottolinea Noto Sondaggi aggiungendo che "chi altro cala, anche se in misura minore rispetto a Daniela Santanchè, è il ministro Nordio (Giustizia) che perde due punti, scende al 29% ed arriva al 15° posto. In tal caso non è da escludere che questo decremento possa essere legato alle recenti polemiche sulla “sua” riforma della Giustizia".

Non è forse un caso che inizino a circolare (se ne legge qualcosa oggi per la prima volta sui quotidiani La Stampa e Il Foglio) prime voci su un possibile futuro rimpasto di governo. Il rimpasto "consentirebbe alla premier di liberarsi di personaggi che, giorno dopo giorno, rosicchiano nei sondaggi percentuali di popolarità al governo e nuocciono all'immagine decisionista della premier - scrive sul quotidiano torinese Marcello Sorgi - Dopo averla difesa in Parlamento dalla mozione di sfiducia 5 stelle con l'appoggio Pd, Meloni potrebbe insomma scaricare elegantemente la ministra Santanchè, prima perfino del possibile rinvio a giudizio su cui ha fissato la linea del Piave".

In autunno, o forse prima, Meloni potrebbe "invece di fare un licenziamento singolo, procedere a 'un riaggiustamento della squadra', chiedendo anche agli alleati di contribuire a sostituire ministri non proprio brillanti. Naturalmente - precisa Sorgi - queste che nascono nei corridoi sono chiacchiere messe in giro dagli aspiranti a entrare nell'esecutivo, quelli che animano i capannelli in cui si esprimono i giudizi più ingenerosi su membri della compagine nei guai o scarsamente capaci di far fronte alle proprie responsabilità. Ce ne sono, oltre alla traballante responsabile del Turismo, e l'idea che alla fine si possa mettere insieme un pacchetto di quattro-cinque poltrone fa gola a molti".

Spingere un ministro, qualsiasi ministro, alle dimissioni non è però affar semplice. E Meloni contestualmente dovrebbe spiegare in parlamento le ragioni del rimpasto. Un rischio, sempre e comunque. Il Foglio accenna dal canto suo non solo a un possibile rimpasto di governo, ma anche a un "reset" forse più profondo, magari con un cambio nel simbolo del partito. Se i casi di Daniela Santanchè, ma anche di Ignazio La Russa, porteranno davvero a una rimodulazione della squadra di governo, lo capiremo solo dopo l'estate.

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