Giovedì, 24 Giugno 2021
Scontro

Vitalizi, confermata la restituzione dell’assegno a Roberto Formigoni: "Come scatarrare sui cittadini onesti"

Il Consiglio di garanzia del Senato ha confermato con tre voti favorevoli e due contrari la decisione assunta in precedenza dalla Commissione contenziosa di restituire il vitalizio ai condannati in via definitiva. La decisione riguarda anche la posizione del 'Celeste' condannato per corruzione. E' scontro, caustico il commento dell'ex ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina

Il Consiglio di garanzia del Senato ha confermato con tre voti favorevoli e due contrari la decisione assunta in precedenza dalla Commissione contenziosa di restituire il vitalizio ai condannati in via definitiva. La decisione riguarda anche la posizione di Roberto Formigoni, condannato per corruzione. "Nulla ho dichiarato e intendo dichiarare sulla sentenza" emessa dal Consiglio di garanzia del Senato dice l'ex presidente della Regione Lombardia ed ex senatore. I 'giudici' d'appello di palazzo Madama hanno di fatto confermato il suo diritto alla pensione, nonostante la condanna in via definitiva.,"Le frasi a me attribuite e riportate da fonti stampa sono destituite di ogni fondamento" avverte Formigoni parlando all'agenzia Agi. Caso chiuso? Forse sì, ma non si placheranno così facilmente le polemiche e il clamore mediatico. E' scontro politico. 

M5s: "Un nuovo schiaffo ai cittadini italiani"

"Il condannato per corruzione Formigoni riprende il vitalizio, e con lui gli altri ex senatori riconosciuti colpevoli di gravi reati. Dal Senato arriva un nuovo schiaffo ai cittadini italiani: la Lega e Forza Italia se ne assumono la responsabilità di fronte al Paese. Il Consiglio di Garanzia, in cui non siede il M5S dopo il tradimento di un nostro ex senatore, ha deciso di respingere il ricorso avanzato dall'amministrazione di Palazzo Madama contro la sentenza di primo grado con la quale la commissione Contenziosa aveva annullato la delibera Grasso del 2015" affermano in una nota gli esponenti del MoVimento 5 Stelle Paola Taverna, vice presidente del Senato, Laura Bottici, questore di Palazzo Madama e Gianluca Perilli.

"Finché c'era da assegnare i privilegi ai pochi della casta si faceva valere l'autonomia del Senato, ora che invece c'è da applicare regole di civiltà e rigore, allora l'autonomia non serve più e ci si appella in modo strumentale addirittura alla legge su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 nonché a sentenze interpretate in modo forzato - continuano -  Dopo decenni si sono accorti che i parlamentari potrebbero avere le stesse regole dei cittadini, ma lo fanno nell'unica volta in cui questo serve a difendere un privilegio. Evidentemente non conoscono vergogna. Noi non ci arrendiamo e domani rilanceremo la nostra battaglia con nuove proposte" concludono i pentastellati.

Roberto Formigoni ha diritto, per legge, alla pensione

La vicenda va spiegata per bene, per filo e per segno. Roberto Formigoni ha diritto, per legge, alla pensione. O almeno, è quel che ha deciso già un mese fa la commissione Contenziosa del Senato, presieduta da Giacomo Caliendo (Forza Italia), accogliendo il ricorso dell'ex governatore lombardo. L'organismo guidato dall'ex sottosegretario alla Giustizia, aveva annullato la cosiddetta delibera Grasso e la sua decisione non riguarderebbe solo Formigoni, ma anche altri politici.

La decisione della commissione contenziosa del Senato è di carattere generale, non riguarda - va specificato - solo il "Celeste", che si era visto revocare la pensione e il vitalizio nel 2019, in seguito alla conferma della condanna per corruzione nell’ambito del processo Maugeri-San Raffaele (nel 2019 Formigoni e altri sono stati condannati a 47,5 milioni di risarcimento erariale). Il consiglio di presidenza di palazzo Madama aveva dato atto a una delibera approvata nel 2015 che prevede la sospensione della erogazione di pensioni e vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva. La decisione di riassegnargli il vitalizio, secondo Formigoni, riconosce evidentemente la fondatezza del ricorso presentato dai suoi legali dopo il provvedimento, che aveva congelato pensione e vitalizio, portandolo a vivere, in "gravi ristrettezze economiche".

Piccolo problema: a quel che risulta, la delibera Grasso-Boldrini, approvata sei anni fa dai due rami del Parlamento, non prevede alcuna deroga per malattia o difficoltà economiche: i vitalizi devono essere sospesi a tutti quegli ex parlamentari condannati in via definitiva per "reati di particolare gravità". La corruzione rientra tra questi. Forse essere condannati in via definitiva per corruzione non basta più. Roberto Formigoni ha segnato un'era in Lombardia. E' stato presidente della Regione Lombardia dal 22 aprile 1995 al 18 marzo 2013. Condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione, è stato detenuto nel carcere di Bollate dal 22 febbraio al 22 luglio 2019, quando gli è stata concessa la detenzione domiciliare, in quanto ultrasettantenne, come richiesto dalla difesa.

Il vitalizio del parlamentare in Italia è una erogazione mensile godibile, al termine del mandato parlamentare, in base al conseguimento di alcuni requisiti di anzianità di permanenza nelle funzioni elettive. L'erogazione di un trattamento economico vitalizio, alla cessazione della carica e comunque al superamento di una soglia di età anagrafica, è un istituto che nell'ordinamento italiano è riservato ai deputati, ai senatori e ai consiglieri regionali.

Delicatissimo il commento dell'ex ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina: "Come scatarrare sui cittadini onesti".

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