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Sabato, 20 Agosto 2022
Politica Palermo

Sicilia, finisce l'era Crocetta: il governatore si ritira, il Pd sceglie Micari

Rosario Crocetta lascia la corsa alla presidenza della Regione Sicilia alle elezioni del prossimo 5 novembre, a Palermo la direzione regionale del PD il via libera a Fabrizio Micari che gode del sostegno di Angelino Alfano

Rosario Crocetta lascia la corsa alla presidenza della Regione Sicilia alle elezioni del prossimo 5 novembre: l'epilogo nel faccia a faccia al Nazareno con il leader Partito Democratico Matteo Renzi che ha promesso al governatore siciliano un posto in Parlamento e ora spiana la strada alla candidatura "dem" del rettore di Palermo Fabrizio Micari.

Proprio a Palermo la direzione regionale del PD formalizzerà il sostegno a Fabrizio Micari. Un sostegno che gode del contributo di Ap di Angelino Alfano frutto dell'intenso lavoro di diplomazia svolto da Leoluca Orlando e da ampi settori Dem, teso anche a coinvolgere gli alfaniani. Ap attende l'esito della direzione per esprimere la propria posizione. Accreditata l'ipotesi di un ticket tra Micari e Giovanni La Via.

Sul nome di Miccari potrebbe convergere anche Pisapia: all’ex sindaco di Milano, infatti, non entusiasma la candidatura di Claudio Fava, e nelle prossime ore deciderà se rompere o meno con Mdp in Sicilia, per convergere su Micari nonostante la presenza di Alfano in coalizione.

Pisapia e Mdp ai ferri corti dopo lo scontro in Sicilia

Il coordinatore nazionale di Articolo Uno - Mdp Roberto Speranza e il leader di Campo Progressista Giuliano Pisapia si sono incontrati a Roma per fissare akl'inizio della prossima settimana una riunione dei gruppi dirigenti di Articolo Uno Mdp e di Campo Progressista.

"A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa le attuali diverse valutazioni sulle elezioni in Sicilia non incidono sulla prosecuzione del percorso unitario nazionale per la costruzione di un nuovo centrosinistra in discontinuità con le attuali politiche del Pd. Continuerà ancora l'impegno comune non solo a livello nazionale, ma anche in tutte le altre regioni che andranno al voto nel 2018".

Finisce l'era Crocetta: 58 assessori in 5 anni

Dopo 5 anni chiusura senza appello per l’esperienza di Rosario Crocetta al timone della Regione siciliana. Un lustro durante il quale l’ex sindaco di Gela ha dato vita a cinque squadre di governo alternando accanto a sé 58 assessori. Un percorso che, complice un contesto politico che sull’isola ha amplificato i propri contorni caotici e disordinati, si è tradotto in un’azione legislativa certamente meno incisiva di quelle che furono le premesse.

Partendo dalla certificazione, poi rientrata, del fallimento del bilancio regionale, ad opera della Corte dei Conti, cosa mai avvenuta prima d’ora, per arrivare al “flop” della riforma delle Province, passando per gli scandali giudiziari, l’amministrazione che Crocetta si appresta a lasciare non soddisfa neanche la sua stessa coalizione di governo, che anche per queste ragioni non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di sostenere un secondo mandato.

I fallimenti di Crocetta hanno riguardato soprattutto la gestione ordinaria della Regione. Fu un disastro, ad esempio, la gestione del “click day” per il Piano giovani, messo in crisi da un sistema informatico inadeguato che portò alle dimissioni con un lungo strascico di polemiche il giovane assessore alla Formazione Nelli Scilabra. E’ stata inadeguata la programmazione dei fondi europei, così come inadeguato si è rivelato il Piano rifiuti che ha portato il settore ad una paralisi. E ancora i 700 milioni di euro destinati alle reti idriche non utilizzati per intoppi burocratici; e gli altri 180 milioni di fondi sfumati per le coltivazioni biologiche.

A questi insuccessi vanno aggiunte anche alcune vicende giudiziarie che hanno costellato l’attività amministrativa del presidente, e culminate lo scorso 19 maggio nell’inchiesta per corruzione che vede coinvolto anche il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari, nell’ambito di una indagine che ha portato agli arresti del deputato regionale siciliano Girolamo Fazio e dell’armatore Ettore Morace.

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