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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Politica

Rosatellum bis, scoppia il caso degli eletti all'estero e del 'salva-impresentabili'

Mentre la riforma della legge elettorale è ancora in fase di discussione alla Camera, c'è una norma che fa già discutere: quella che consente di eleggere nelle circoscrizioni fuori Italia anche candidati che siano residenti sul territorio nazionale

Il Rosatellum Bis è ancora al vaglio della Camera, dove domani si terrà la votazione decisiva. Intanto  è scoppiato il caso sulle norme per gli eletti all'estero. In particolare, a finire sotto accusa, è la modifica che prevede che possano essere eletti nelle circoscrizioni fuori Italia anche candidati che siano residenti sul territorio nazionale. “Gli elettori residenti in Italia – si legge nel testo – possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all’estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione estero”. 

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Chi ne trae vantaggio?

Finora, invece, per candidarsi all’estero era necessario esservi residenti da almeno un paio di anni. Per questo in Transatlantico molti si chiedono: chi ne trarrebbe vantaggio? Il sospetto è che possa essere un modo per salvare i cosiddetti impresentabili. Insomma, per far rientrare dalla finestra parlamentari che qui sarebbe più difficile candidare. 

Che cos'è il Rosatellum bis

A chiedere di cambiare la norma è il senatore Pd, Claudio Micheloni. Che domanda: “A chi può interessare una circoscrizione estero nella quale si possono candidare quei politici della madrepatria che non abbiano trovato collocazioni alternative? A chi, se non a quelle segreterie di partito che, non contente di continuare a sottrarsi a un diretto e limpido giudizio popolare, giungono oggi a sovvertire il senso di una norma approvata con oltre 50 anni di ritardo sul dettato costituzionale?”. 

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La norma anti-Bueno

Ma questa non è l’unica norma del Rosatellum bis ad aver destato sospetti. Ce n’è anche un’altra che è già stata ribattezzata anti-Bueno, dal nome della senatrice Renata Bueno, eletta in Brasile. Risulta infatti ineleggibile chi “nei dieci anni precedenti la data delle elezioni” abbia ricoperto una serie di incarichi tra cui anche quello di consigliere comunale all’estero. Proprio il caso della Bueno che ha ricoperto quel ruolo dal 2009 al 2012 in una città brasiliana. Il capogruppo Pd Ettore Rosato spiega tuttavia che non c’era alcuna volontà contra personam. “Si troverà certamente una soluzione”, dice.

Rosatellum bis, protesta in piazza del M5s (FOTO ANSA)

Modifiche in vista

Modifiche in vista per il testo del Rosatellum bis. Sarà infatti presentato un emendamento dal relatore che va ad incidere sulle norme relative all'elezione nella circoscrizione Estero. In particolare, viene spiegato da fonti Pd, si è deciso di abbassare da 10 a 5 gli anni previsti per potersi candidare alle elezioni politiche italiane qualora si sia ricoperta una determinata carica. E precisamente, il testo attuale recita: "Gli elettori che ricoprono o hanno ricoperto dei dieci anni precedenti la data delle elezioni cariche di governo o cariche politiche elettive a qualsiasi livello o incarichi nella magistratura o cariche nelle forze armate in un paese della circoscrizione Estero, non possono essere candidati per le elezioni alla Camera dei deputati o al Senato nella circoscrizione Estero". Con la modifica, saranno 5 e non più 10 gli anni precedenti la data delle elezioni che devono essere trascorsi per potersi candidare. Il tema è stato sollevato, viene riferito, da alcuni candidati all'Estero ed è stato accolto dalla maggioranza che sostiene il Rosatellum bis.

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