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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Rosatellum bis, "en plein" di fiducie: sarà decisivo il voto segreto

Con 309 voti a favore la riforma della legge elettorale ha ottenuto la terza fiducia dopo le due di ieri. Il voto finale potrebbe slittare a domani, intanto il Movimento 5 Stelle continua la sua protesta

Il Rosatellum bis va avanti a colpi di fiducie. Dopo le due votazioni di ieri, la riforma della legge elettorale ha ottenuto la fiducia anche nelle tre votazioni avvenute oggi  nell'aula della Camera. NelIa terza votazione i sì sono stati 309, i no sono stati 87, 6 astenuti. I deputati presenti erano 402, i votanti 396.

Quarta e quinta votazione

La maggioranza che sostiene il Rosatellum bis supera "indenne" i 21 voti elettronici a scrutinio palese, sugli articoli 4 e 5 e relativi emendamenti. In particolare, la soglia più bassa è stata raggiunta sul cosiddetto emendamento "salva Bueno" che ha ottenuto 337 voti a favore. L'articolo 4 è passato con 381 sì, mentre l'articolo 5 ne ha incassati 372. A questo punto si procederà all'esame degli ordini del giorno, quindi al voto finale con scrutinio segreto.

Il voto segreto

Dopo le tre fiducie, arrivate senza troppi problemi come auspicato dal Pd, il destino del Rosatellum bis verrà deciso dal voto segreto che dovrebbe tenersi stasera o al massimo domattina. C'è infatti l'ipoteso che la votazione decisiva slitti a domani.

I parlamentari dei gruppi che sostengono la nuova legge elettorale, Pd Fi Ap e Lega, secondo quanto si è appreso, sono stati allertati stamani via sms sulla possibilità del voto finale domani, a causa dell’alto numero di ordini del giorno che le opposizioni alla riforma (M5s, Mdp, Sinistra Italiana Possibile Fdi) sembrano intenzionate a presentare e far mettere in votazione questa sera per ostacolare e ritardare il più possibile il voto finale sulla nuova legge.

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Riprese le proteste del Movimento 5 Stelle

È ripresa intorno alle 14 la protesta M5s davanti a Montecitorio contro il Rosatellum bis, la legge elettorale su cui il governo ha ottenuto tre fiducie alla Camera. Mentre in aula va avanti l’esame del testo, in piazza è ricominciata la staffetta oratoria degli eletti pentastellati. A salire sul palco sono i senatori, mentre i deputati per ora restano nell’emiciclo per le votazioni su emendamenti e ordini del giorno. Beppe Grillo, arrivato a Roma stamattina, dovrebbe unirsi alla protesta entro stasera quando l’aula arriverà al voto finale probabilmente a scrutinio segreto.

Fiano respinge le critiche

Intanto il relatore della legge alla Camera, il deputato Pd Emanuele Fiano, respinge le critiche di chi ha evocato il fascismo parlando di “fascitellum” riguardo al “Rosatellum” e la sua approvazione con il voto di fiducia: “La demagogia si nutre sempre di falsi argomenti” ha detto. “Il voto di fiducia sulla legge elettorale è sicuramente un’estrema ratio, ma non è incostituzionale”. “Ci può essere condivisione o meno nella scelta di utilizzare la fiducia, ma non stiamo parlando di una pratica incostituzionale. Noi non avremmo voluto mettere la fiducia, ma l’abbiamo fatto di fronte alla possibilità che il Paese vada a votare con un sistema elettorale determinato dalle sentenze della Consulta che hanno prodotto due leggi diverse per Camera e Senato e rendono molto improbabile la creazione di due maggioranze omogenee in Camera e Senato”, ha spiegato Fiano.

Che cos'è il Rosatellum bis

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Le opposizioni

Il M5s paragona il Pd al Mussolini della legge Acerbo e promette di bissare la mobilitazione al Senato se  il Rosatellum dovesse superare la prova del voto finale segreto, in programma stasera al più tardi domattina. Per l'occasione, è atteso anche Beppe Grillo a Roma. Alle accuse replica il segretario dem, Matteo Renzi. La fiducia - dice - può essere discutibile, ma non è un colpo di stato ed è "assurdo" parlare di fascismo, bisognerebbe ricordare che "la usò anche Alcide de Gasperi".

Rosatellum bis, protesta in piazza del M5s (FOTO ANSA)

Ma non è soltanto dalle opposizioni che arriva una censura contro la legge elettorale in votazione alla Camera. Un monito, pesante, porta la firma dell'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano che in una nota mette nero su bianco le sue perplessità e annuncia, sin da ora, l'intenzione di prendere la parola in Senato quando il Rosatellum approderà lì. E lo farà, spiega, "per mettere in luce l'ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi, o senatore domani, può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più significativi e delicati".

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Il fac-simile della scheda elettorale:

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L'hashtag sbagliato

Incredibile ma vero, l'hashtag in tendenza su Twitter che riguarda la discussione sul Rosatellum bis è sbagliato. Come è facile vedere dalla classifica aggiornata posta sulla sinistra nella schermata del social network, tra i primi dieci argomenti più twittati c'è #LeggeElettolare e non #LeggeElettorale. Un errore notato da molti utenti, che ha fatto scattare subito una serie di commenti ironici, anche se non è chiaro come un hashtag sbagliato possa essere diventato un trending topic.

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