Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Rosatellum bis avanti tra fiducie e proteste: M5s scendono in piazza

Nell'Aula del Senato sono arrivate le 5 fiducie richieste dal Govenro per la legge elettorale. Manifestazione dei pentastellati al Pantheon con Beppe Grillo: “Lo Stato non c'è più”. Adesso manca soltanto il voto finale

Tra proteste, urla e spintoni, il Rosatellum bis ha ottenuto le cinque fiducie nell'Aula del Senato. Un risultato scontato, visto che il vero scoglio per la riforma della legge elettorale era il passaggio alla Camera, avvenuto la scorsa settimana. Le dichiarazioni di voto avranno luogo domani, giovedì 26 ottobre, dalle 9.30; il voto finale è previsto intorno alle 11.

Le 5 votazioni

Il primo ok all'articolo 1 con 150 voti a favore, 69 contrari e nessun astenuto. La fiducia sull'articolo 2 è passata con 151 voti a favore, 61 contrari e nessun astenuto. Il Senato ha approvato l'articolo 3 del Rosatellum con 148 voti favorevoli, 61 contrari e nessun astenuto. Via libera, infine, anche alla fiducia sull'art. 4 con 150 voti favorevoli, 60 contrari e nessun astenuto. L'Aula del Senato  ha detto sì anche a al quinto voto di fiducia chiesto dal governo alla riforma della legge elettorale. I voti a favore sono stati 145, quelli contrari 17. Nessun astenuto. I presenti sono stati 172, i votanti 162. Passa così l'articolo 6 del Rosatellum. L'articolo 5 era stato approvato con voto elettronico senza ricorrere alla fiducia.

Che cos'è il Rosatellum bis, la nuova riforma della legge elettorale

M5s protesta in piazza

Mentre in Senato si votavano le fiducie, in piazza della Rotonda esplodeva la protesta del Movimento 5 Stelle contro la legge elettorale, dove è giunto anche Beppe Grillo: "Abbassate le bandiere, qui stiamo facendo una battaglia per tutto il popolo italiano".

Dal Pantheon sono arrivati molti fischi quando sul palco venivano citati i presidenti delle Camere Grasso e Boldrini, la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Boschi e l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano. Le forze dell'ordine hanno dovuto chiudere gli accessi alla piazza in cui sio è tenuta la manifestazione, con i supporters dei pentastellati che sono arrivati a decine per protestare contro il Rosatellum. In piazza oltre alle bandiere con le 5 stelle spiccano delle lettere a caratteri cubitali che formano le parole: "Siete circondati" e "Popolo sovrano".

Grillo: “Se vinceremo noi sarà vittoria tripla”

 “Abbassate le bandiere, siamo qui per fare una battaglia per tutto il popolo italiano”. Stavolta Beppe Grillo non infrange la promessa di andare in piazza contro il Rosatellum e, poco dopo le 17, sale sul palco allestito al lato del Pantheon, a pochi passi dal Senato dove si votano le cinque questioni di fiducia poste dal governo alla legge elettorale. Raffreddato e con la tosse, non diserta una manifestazione decisamente più partecipata di quella di due settimane fa davanti a Montecitorio, dove i sostenitori lo attesero per ore restando delusi. Il colpo d’occhio c’è, piazza piena per tre quarti. “Non abbiamo potuto fare una manifestazione davanti al Senato perché hanno paura. Ho consigliato alla polizia di andarci loro là, e di accerchiarli”, tuona Grillo.

“Sono venuto qui con il raffreddore e la tosse – spiega – ho il sistema immunitario in crisi come quello del paese. L’esito è già scontato, è una roulette dove vince sempre il banco. Non hanno più la maschera dei malfattori, ormai sono a volto libero, non dobbiamo scoprire più niente. Facciano quello che vogliono, se truccano pure questa legge le regole non valgono più”. Quindi annuncia: “Se vinceremo noi sarà una vittoria tripla. Cominceremo dalla Sicilia, ma non mi voglio montare la testa. Lo Stato non c’è più, il desiderio di essere indipendenti arriva in tutto il mondo, vedete Lombardia e Veneto. Ormai c’è il decentramento e non più l’accentramento dello Stato, visto che lo Stato non c’è più”. Poi fa salire sul palco Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista e con loro si benda gli occhi perché – questo era il liet motiv della protesta – con il Rosatellum sarà un voto alla cieca, i cittadini non sapranno chi eleggeranno.

E’ lo stesso Grillo poi a presentare Di Maio: “Il premier, il premier, il premier, la parola a quello che cambierà l’Italia”. Tra gli applausi il vicepresidente della Camera ammette: “Non credo che con questa piazza riusciremo a fermare il Rosatellum, hanno raggiunto limiti di indecenza. Con questa legge scientificamente nessuno vincerà le elezioni. Però se questa comunità di persone crescerà noi, con una legge che crea incertezze e fa piombare il paese nel caos, saremo l’unica certezza per formare un governo. Si stanno facendo male con le loro mani, creando l’incertezza renderanno M5s sempre più determinante. Ci sono risultati a portata di mano ma dipendono solo dalla volontà del cittadino di andare a votare: dobbiamo chiedere alla gente di andare a votare per mettere questa gente all’angolo. Una volta messi all’angolo gli toglieremo il vitalizio e gli taglieremo lo stipendio”.

Tocca a Di Battista chiudere gli interventi dei big dal palco. Si rivolge al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Da deputato, di fronte alla riforma costituzionale di Berlusconi disse che non si possono scrivere regole importanti da soli. Oggi si ricordi quelle parole perché ha già firmato una volta una legge illegale e truffaldina che si chiamava italicum e si è sbagliato già una volta. Deve stare molto attento a rifirmare una legge incostituzionale perché sarebbe il primo presidente ad aver firmato per due volte leggi elettorali illegali, incostituzionali e truffaldine. Mi auguro che ci pensi molto molto bene”. E giù fischi. “Vox populi”, commenta Di Battista. Il deputato pentastellato ne ha anche per Matteo Renzi: “L’accelerazione che c’è stata sul Rosatellum è estremamente legata all’esito delle elezioni in Sicilia. Il ragionamento fatto da Renzi è stato: io arriverò terzo, sarà la debacle per il mio partito che mi scoppierà allora meglio avere un’arma di ricatto politico verso i parlamentari minacciando di non nominarli. E’ un bulletto che vale quattro lire”.

L'intervento di Napolitano

Durante la discussione in Senato è intervenuto l'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha detto la sua sul Rosatellum: "Singolare e sommamente improprio il far pesare sul presidente del Consiglio la responsabilità di una fiducia che garantisse l'intangibilità della proposta in quanto condivisa da un gran numero di partiti.  Ma si può far valere l'indubbia esigenza di una capacità di decisione rapida da parte del Parlamento - si chiede Napolitano - fino a comprimerne drasticamente ruolo e diritti sia dell'istituzione sia dei singoli deputati e senatori?”.

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“L'interrogativo - prosegue - è sorto nelle ultime settimane con la posizione di fiducia su parti sostanziali del testo prima che si aprisse in aula alla Camera il confronto sugli emendamenti all'art.1. Il dilemma non è - per Napolitano - fiducia o non fiducia, anche perché non è mai stata affrontata, neppure dinanzi alla Corte, un'obiezione di incostituzionalità della fiducia. C'è però stato, nell'esperienza italiana, ricorso alla fiducia in occasioni e modalità molto diverse tra loro. Quali forzature può implicare e produrre il ricorso a una fiducia che sancisca la totale inemendabilità di una proposta di legge estremamente impegnativa e delicata? Mi pronuncio, con tutte le problematicità e le riserve che ho motivato, per la fiducia al governo Gentiloni, per salvaguardare il valore della stabilità, per consentire, anche in questo scorcio di legislatura, continuità dell'azione per le riforme". 

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