Martedì, 27 Luglio 2021
Politica Italia

Il rosatellum diventa la nuova legge elettorale: sì definitivo al Senato

La riforma, ora al Quirinale per la firma di Mattarella, è frutto del patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si aggiungono i voti favorevoli dei verdiniani che in Senato sono risultati determinanti. Contrari M5S, Mdp e Sinistra italiana

Denis Verdini nell'aula del Senato durante il voto finale della legge elettorale, detta ''Rosatellum bis'', Roma 26 ottobre 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il Rosatellum bis è la nuova legge elettorale per il rinnovo del Parlamento italiano. A Palazzo Madama il via libera definitivo con 214 sì, 61 i voti contrari. Il testo va ora al Quirinale per la firma di Mattarella.

La legge è frutto del patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si aggiungono i voti favorevoli dei verdiniani che in Senato sono risultati determinanti per assicurare il numero legale, e di altre forze minori come i fittiani e l'Udc. La riforma elettorale è stata invece duramente contrastata da M5S, Mdp, Sinistra italiana.

Legge elettorale in tempi record

Sono trascorsi esattamente 35 giorni - domeniche comprese - da quando il Pd ha depositato in commissione Affari costituzionali della Camera il testo base. Era il 21 settembre. Da allora, un vero e proprio tour de force tra Camera e Senato per approvare la legge prima del voto siciliano e prima della sessione di Bilancio.

Il governo, su richiesta del Pd, ha posto ben 8 questioni di fiducia: le prime tre fiducie sono state votate a Montecitorio, le altre cinque nel passaggio finale al Senato. Tutto per evitare imboscate in Aula: troppo alto il rischio che le votazioni a scrutinio segreto su singoli emendamenti facessero naufragare tutto, come del resto era già avvenuto a giugno scorso sul Tedeschellum. 

Il Rosatellum bis, così ribattezzato dal nome del capogruppo dem a Montecitorio, Ettore Rosato - già 'padre putativo' di una precedente proposta, il Rosatellum appunto, poi modificata nel corso del tempo e divenuta 'bis' - è frutto del patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega. Ma via via si sono aggiunte a sostegno della riforma altre forze minori, prima fra tutte quella guidata da Denis Verdini.

Rosatellum, cinque voti blindati

Renzi difende il ricorso al voto di fiducia: "Non capisco dove sia il problema - ha spiegato il segretario del Pd a Porta a Porta - la fiducia l'ha messa anche De Gasperi. Tra Di Maio e Di Battista, io sono con De Gasperi".

Cinque fiducie sulla legge elettorale: la maggioranza che sostiene il Governo Gentiloni passa indenne alla prova di Palazzo Madama grazie anche alla 'stampella' dei verdiniani di Ala. A guardare i numeri, Pd, Ap, Autonomie, con l'aiuto dell'Idv, sono state autosufficienti nella maggior parte delle votazioni, anche sul filo del numero legale: i senatori presenti in aula erano appena sufficienti  perché le votazioni potessero considerarsi valide. I verdiniani, tuttavia, per dare un messaggio politico, hanno da subito rivendicato come determinante il loro voto. Da segnalare che Denis Verdini in persona ha sempre votato a favore delle fiducie sin dalla prima chiama, senza quindi attendere il responso dei numeri.

Che cos'è il Rosatellum bis, la nuova riforma della legge elettorale

Prende il nome da Ettore Rosato, capogruppo alla Camera del Pd, e prevede un mix di proporzionale e uninominale, soglie differenti e una scheda anti-frode.

Un mix tra proporzionale e uninominale

Il 36% dei seggi viene assegnato con l’uninominale, il 64% con il proporzionale. 231 sono quindi i seggi alla Camera e 109 quelli al Senato assegnati in collegi uninominali, vince il candidato più votato. Il resto dei seggi viene assegnato con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali: i listini non possono contenere un numero di candidati inferiori a 2 e superiori a 4. Le circoscrizioni sono 20 per il Senato e 28 alla Camera. Viene assegnata al governo la delega per ridisegnare i collegi.

Le soglie

Per accedere in Parlamento è fissata una soglia d’ingresso del 3%, sia al Senato che alla Camera. Soglia che per le coalizioni sale al 10% su base nazionale. I voti dei partiti in coalizione che abbiano raggiunto la soglia dell’1% vengono ripartiti alla stessa coalizione. Sotto la soglia dell’1%, invece, i voti vanno dispersi. È vietato il voto disgiunto.

La scheda anti-frode

Su ogni scheda ci sarà un tagliando removibile, dotato di codice alfanumerico progressivo, che verrà rimosso e conservato dall’ufficio elettorale prima che la scheda venga depositata nell’urna.

Le istruzioni sulla scheda

All’elettore viene consegnata un’unica scheda, sia per il proporzionale che per il maggioritario. Una scheda è per la Camera e una per il Senato. Sul frontespizio ci saranno le istruzioni per l’uso: viene spiegato come si vota e come saranno distribuiti i voti.

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Pluricandidature

Le pluricandidature sono consentite fino a un massimo di 5 nei listini proporzionali, non sono consentite nei collegi.

La norma salva-Mdp

La commissione ha approvato alcuni emendamenti al Rosatellum bis che consentono anche a Mdp di non raccogliere le firme per presentare le liste alle prossime elezioni (avendo già un gruppo parlamentare) e un altro che consente ai nuovi partiti non presenti in Parlamento di dimezzare il numero delle firme necessarie da 1.500-2.000 a circa 750. In questo caso si tratta di una deroga valida solo per le prossime politiche. E lo stesso vale per un’altra norma: gli avvocati cassazionisti potranno autenticare le firme a sostegno delle liste elettorali.

Quota di genere

Nei collegi uninominali e plurinominali nessuno dei due generi può essere rappresentato da più del 60% dei candidati

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