Venerdì, 14 Maggio 2021
Volano gli stracci

Rousseau si fa partito, parlamentari in rivolta ma “ostaggi”: ecco spiegato il caos dentro il M5s

Davide Casaleggio scende in campo e prepara il nuovo manifesto politico di un movimento che vuole andare "Controvento". Rivolta dei pentastellati che vogliono il divorzio, ma c'è un problema. Sul Lazio si complica la partita per un'alleanza giallorossa

Davide Casaleggio e Beppe Grillo FOTO ANSA

Si va verso il divorzio tra il Movimento 5 Stelle e l'associazione Rousseau di Davide Casaleggio, dopo che quest’ultimo ha annunciato il lancio di un suo manifesto politico: “Controvento”. Dunque Casaleggio pronto a scendere in politica? Pare di sì. Un atto di guerra per tutti i parlamentari pentastellati, che adesso non ne possono veramente più e vogliono il divorzio. “Prendo atto che Rousseau é diventato un partito con un proprio manifesto anche se avrebbe dovuto essere uno strumento del M5s finanziato da noi eletti. - scrive subito su Twitter la deputata M5s, in commissione affari costituzionali Federica Dieni - Credo che il nostro percorso insieme sia ufficialmente finito qui”. Ma separarsi non sarà così facile perché gli eletti in Parlamento devono fare i conti con una regola di cui ora sono ostaggio: se lasci l'associazione sei fuori dal Movimento. E montano le barricate degli eletti che si rivolgono direttamente a Roma, nella persona del capo politico reggente, Vito Crimi, a cui affidano il compito di risolvere quanto prima questo vero e proprio cul-de-sac. Intanto da Bruxelles l'europarlamentare M5S Dino Giarrusso assiste attonito e twitta: “Lo stillicidio di dichiarazioni e iniziative alternative al Movimento 5 Stelle da parte di Rousseau ci fa solo male. Siamo stati pionieri della democrazia diretta, ne siamo orgogliosi: perché rovinare tutto proprio quando l'Italia ha più bisogno di noi?”

Divorzio Rousseau - M5s, la questione economica

La domanda è lecita e forse la risposta non si potrebbe liquidare in breve, ma di sicuro ha pesato la questione economica. Infatti l’associazione chiedeva da tempo ai parlamentari del Movimento, in Italia e in Europa, il saldo di pagamenti arretrati mai arrivati. Già, perché, secondo quanto riportato anche dal Fatto Quotidiano, Casaleggio pretende 450mila euro di versamenti arretrati dei parlamenti e oltre 40mila dagli europarlamentari. Deriverebbero da questo le “ingerenze diventate insopportabili” di cui parla oggi il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e deputato M5s Giuseppe Brescia che, di fronte alla novità del manifesto di “Controvento”, dice: ”Penso che sia arrivato il momento che le strade si dividano. L'ho sempre detto, lo sostengo da diverso tempo. Si doveva arrivare a una risoluzione del contratto”. 

 Divorzio Rousseau - M5s, ecco "Controvento"

Intanto l'associazione Rousseau tira dritto e su Facebook si propongono di scendere in campo: “Non è più tempo di accontentarsi. Non è più tempo di limitare l'immaginazione. Non è più tempo di avere sogni moderati. E' tempo di confronto, di idee ribelli, di sogni che non siano bollati di utopia da chi non ha capacità, voglia o coraggio di realizzarli. Per questo è arrivato il momento di riattivare i motori e cominciare la nostra corsa controvento”. E così mercoledì prossimo (10 marzo) il nuovo “Movimento”, quello controvento, si presenterà.

 Divorzio Rousseau - M5s, si complica nel Lazio

"Buon vento...", risponde all'Adnkronos Roberta Lombardi, componente del Comitato di garanzia M5s, commentando lo strappo. “Per quanto mi riguarda è più di un anno che è arrivato il momento di dire basta ad un malsano e volutamente opaco intreccio di competenze e ruoli tra M5S e Associazione Rousseau. Se Rousseau vuole il suo ecosistema è ovviamente libero di farselo aprendo la campagna iscrizioni alla sua Associazione e dando vita al suo progetto, qualunque esso sia, senza più attingere a sua totale discrezione a risorse e iscritti del Movimento 5 Stelle” conclude la capogruppo 5 Stelle in Regione Lazio. Proprio la regione dove adesso la piattaforma digitale fondata da Gianroberto Casaleggio era necessaria per consultare gli iscritti su un nodo cruciale: quella del progetto di alleanza in Regione tra Pd e Movimento. Forse non è il momento, ancor di più adesso che, notizia di poco fa, si è dimesso da segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, in prima linea per il progetto di una nuova sinistra pronta a correre sulle ruote del tandem Pd-M5S. 

Intanto dal blog delle Stelle, Beppe Grillo spiega il perché sia  fondamentale il Ministero della Transizione Ecologica, condizione tassativa imposta dal Movimento per la nascita del governo Draghi. In un lungo articolo dal titolo “La rivoluzione MiTE”, ripercorre tutta la necessità di puntare dritti verso la sfida globale dell’ambiente per arrivare ad un 2050 attraverso la transizione green. Così, come Roosvelt nel 1941 disse ai responsabili dell’industria automobilistica: “Signori non capite, non possiamo più costruire automobili per gli americani finchè non vinciamo questa guerra”, “Signori, non capite” è ciò che ora il Movimento 5 Stelle dice ora al Paese e a tutti coloro che siedono nel governo e in Parlamento. In un anno tutto è cambiato. Per restare fedele a se stesso cambia anche il MoVimento 5 Stelle. Cambia parole. Cambia metodo. “O con le buone o con le buone” è ora il nostro motto. O con le buone o con le buone il Paese sta affrontando la pandemia nel 2021. O con le buone o con le buone, il Movimento 5 stelle promuove il cambiamento del Paese. Sia per il 2021, sia per il 2050”. Poi alla fine cita Roma e indirettamente rilancia la candidatura al Campidoglio di Virginia Raggi, che “è in buona posizione per dare nuovo slancio ecologico alla Capitale. Siamo orgogliose e orgogliosi di avere scelto per sindaco una donna, come a Parigi, Barcellona, Zurigo e in atre grandi città europee”.

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