Giovedì, 13 Maggio 2021
La resa dei conti

Rousseau divorzia dal M5S, col manifesto "Controvento" si apre a nuovi partner

Casaleggio e Sabatini presentano il loro nuovo progetto politico: non un partito ma 10 punti che strizzano l'occhio alla base pentastellata. Intanto Grillo e i vertici M5s guidano la rifondazione con l'ex premier Giuseppe Conte

Davide Casaleggio con Enrica Sabatini - FOTO ANSA

L’associazione Rousseau lancia il suo nuovo progetto politico “Controvento” e divorzia dal Movimento 5 Stelle, anche se, forse l’ultimo doloroso strappo spetterà proprio ai pentastellati. Se qualcuno infatti si aspettava il lancio di un nuovo partito è rimasto deluso. In occasione della presentazione online, tenutasi oggi alle 19 sulla piattaforma Zoom di fronte a oltre 2mila persone collegate, Casaleggio ha ribadito che “Controvento è un manifesto sul metodo e chi se ne vuole servire è il benvenuto”. Vale per le tante associazioni internazionali che hanno già chiesto di sfruttare la piattaforma digitale, come anche per gli iscritti al Movimento 5 Stelle. Dunque un divorzio, ma con ancora la possibilità di restare separati in casa. Non sembra però essere questa l’intenzione dei parlamentari 5 stelle. Almeno a guardare la reazione avuta all’iniziativa della coppia Casaleggio-Sabatini. C’è chi ha parlato di atto di guerra, chiedendo subito di stoppare ogni collaborazione e tirando per la giacca Vito Crimi perché si muovesse a fare qualcosa.

Divorzio tra Rousseau e M5S, Beppe si incontra con i vertici

Intanto Casaleggio e Sabatini hanno presentato il manifesto, spiegato con citazioni che hanno spaziato da Pericle a Olivetti, dal Mahatma Gandhi a Beppe Grillo. Sì, proprio lui, il vecchio amico che si è perso per strada e che, proprio stasera, partecipa ad un’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari di Senato e Camera. A quanto si apprende infatti, la riunione é stata chiesta dagli stessi eletti per parlare dell’eventuale progetto di rifondazione del Movimento, quello di cui si era parlato lo scorso 28 febbraio all'Hotel Forum di Roma con l'ex premier Giuseppe Conte e i big.

Divorzio tra Rousseau e M5S, questione di metodo e non di merito

Ma è qualcosa che non interessa alla piattaforma Rousseau perché di quello che fanno i Movimenti politici a loro interno esula dal loro compito di traghettatori. Loro si occupano del modo attraverso cui quegli stessi movimenti possono presentare candidature o selezionare i propri candidati. Un metodo fondato su 10 principi, che devono essere chiari e su cui non si possa derogare perché, come ha detto la Sabatini, “il voto sul governo Draghi ha prodotto cicatrici perché ci si è divisi, non nel merito, ma nel metodo. Sicuramente ci sono delle cose da migliorare”.

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Divorzio tra Rousseau e M5S, ecco i principi di Controvento

Ma gli obiettivi non hanno nulla di nuovo, tanto che una delle persone collegate ha anche chiesto chiaramente: “La maggior parte dei principi sono gli stessi dei Meet-Up di 10 anni fa e allora dove abbiamo fallito?” Risposta di Casaleggio? “Tanti ostacoli, alcuni sono stati risolti e su altri ci stiamo ancora lavorando”. Fatto sta che il resto è una mera riproposizione di capisaldi già sentiti: partecipazione attiva, candidatura come proposta di servizio per la collettività e mai come metodo per carriera o interesse personale, decentralizzazione del potere con lo scopo di farlo uscire dal palazzo, fino al metodo gandhiano di essere noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere.

Ma su almeno 2 punti il manifesto si stacca dall’ortodossia del Movimento. Principio 5: uno non vale uno. “C’è bisogno di competenza e di meritocrazie e devono essere celebrate ogni volta che va fatta una scelta. – ha detto la Sabatini – Serve una selezione meritocratica, con nomine e candidature che si basino su formazione culturale e merito”. Dunque via il concetto per cui chiunque possa rappresentare i cittadini. Ci vogliono competenze. Ma soprattutto, e fa specie che sia il punto numero 1, “il voto è dibattito”. Significa che il voto espresso anche sulla piattaforma Rousseau non può essere una ratifica dogmatica. Premettendo tempi di comunicazione ampi, pubblicazione di quesiti chiari e neutri, “il voto è un fine, non una ratifica” per cui la Sabatini ha rilanciato anche come virtuoso l’idea che ci sia un successivo passaggio di dibatti su cui, perché no, si possa anche tornare indietro.

Dunque Movimento 5 Stelle e piattaforma Rousseau prendono 2 strade distinte anche se resta ancora il nodo di quei pagamenti, che Casaleggio pretende dagli eletti in parlamento. “E’ tutto pubblico, le restituzioni non sono in linea” ha detto Casaleggio, che alla fine non tronca definitivamente quando, rispondendo alla domanda di un iscritto alla conferenza virtuale, dice che “almeno da oggi, i rapporti col Movimento 5 Stelle saranno più chiari”.

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