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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Russia-Lega, spunta il terzo uomo: Salvini "si sottrae" al parlamento

"Il Francesco del Metropol sono io": si fa avanti il terzo italiano che sostiene di aver partecipato alla riunione a Mosca con Savoini e Meranda. Berlusconi: "La Russia non ha finanziato la Lega". Quasi tutto l'arco politico a Salvini: "Riferisca in parlamento"

Tiene banco il giallo relativa alla presunta trattativa sui contatti Mosca-Lega: e spunta il terzo uomo dell'audio pubblicato da Buzzfeed.  "Sono sicuro che la Russia non ha dato alcun finanziamento alla Lega, mi è stato assicurato direttamente dal presidente Vladimir Putin, che non aveva nessuna ragione per dirmi una cosa diversa dalla realtà". Lo ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi, a margine della plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo.

Cadono nel vuoto per ora gli appelli di Pd, Leu e +Europa, che continuano a chiedere a Matteo Salvini di riferire sul caso Russia alla Camera. Il ministro dell'Interno non dà la sua disponibilità, almeno per ora. Di fronte al 'no' del vicepremier, il presidente dell'Assemblea di Montecitorio  Roberto Fico decide di mandare una lettera al ministro per i Rapporti  con il Parlamento Riccardo Fraccaro per reiterare e ufficializzare la  richiesta di un'informativa del leader della Lega. Nonostante le sollecitazioni che arrivano anche dal premier Conte e dal vicepremier Luigi Di Maio, il capo del Viminale tace di fronte alla richiesta formale di un'informativa.

Moscopoli: "Il Francesco del Metropol sono io"

"Il Francesco del Metropol sono io". Ieri 18:30 all'AdnKronos giunge una mail firmata da tale Francesco Vannucci, nella quale si sostiene che il terzo italiano presente alla riunione del 18 ottobre a Mosca con Gianluca Savoini e l'avvocato Gianluca Meranda sia un esperto bancario che "da anni collabora" proprio con Meranda.

Nella mail l'uomo spiega: "Io sottoscritto Vannucci Francesco, nato a Suvereto (Li) il 11/12/1956, intendo comunicare che in ordine alla vicenda chiamata dalla stampa 'Moscopoli' e segnatamente con riferimento all'incontro del 18/10/2018 presso l'hotel Metropol di Mosca, ero presente in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l'avvocato Gianluca Meranda. Specifico inoltre che lo scopo dell'incontro era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non vi sono state situazioni di natura diversa rispetto a quelle tipiche previste dalle normative che disciplinano i rapporti d'affari. Sono profondamente dispiaciuto di essere indicato in modo a volte ironico, a volte opaco, con lo pseudonimo di 'NONNO FRANCESCO'; così come sono profondamente rammaricato di dover con questa mia nota interrompere la privacy mia e della mia famiglia. Confido nella serietà della Magistratura italiana nel capire le chiare dinamiche di questa vicenda. Cordialità. Francesco Vannucci".

Il modo con cui Vannucci rivela la sua identità e conferma la sua presenza al vertice moscovita finito al centro dell'inchiesta milanese per corruzione internazionale è simile a quella di Meranda con il quotidiano 'La Repubblica'. Anche per questo motivo, e per l'ammissione di Vannucci circa la collaborazione con l'avvocato d'affari di origini calabresi, abbiamo contattato via WhatsApp lo stesso Meranda. A precisa domanda, se confermasse l'identità di Vannucci e il contenuto della mail, il legale ha confermato entrambe le cose, sottolineando: "Se la nota dice che è lui il terzo italiano, non posso smentirla". Vannucci per ora non aggiunge nulla di più: "Confermo quello che ho scritto e questo è tutto quello che ho da dire". La questione è delicatissima. Sarà la procura a decidere se e quando convocare Vannucci.

Trenta: "Salvini chiarisca in parlamento"

"Penso sia sempre giusto dare spiegazioni alle Camere, perché è il Parlamento che ci dà la fiducia. Ogni volta che nasce un dubbio è giusto spiegare, anche per noi stessi, per trasparenza. Salvini, poi, ha detto di essere disponibile: sono contenta". Lo ha detto la ministra della Difesa Elisabetta Trenta a 'AdnKronos live' parlando della richiesta di chiarimenti in Parlamento a Matteo Salvini per il 'Russiagate'. "Chiarire è un atto di trasparenza per i nostri alleati e per il nostro Paese - ha sottolineato - è giusto farlo". 

Pd non demorde: "Salvini non può sottrarsi al parlamento"

"Non è nelle prerogative di un ministro sottrarsi alla volontà del Parlamento che chiede di ascoltarlo" dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti a chi gli chiede se Matteo Salvini potrebbe dire no all'informativa in aula sul caso Russia. Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo Andrea Marcucci: "Non è facoltà del governo decidere se presentarsi o meno. Se il Parlamento chiama ministri o il presidente de consiglio in aula sono tenuti a presentarsi per rispetto istituzionale. Sarebbe ancora una Repubblica parlamentare la nostra...".

Russiagate Lega, Savoini non risponde. M5s: "Ora una commissione d'inchiesta" 

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