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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

La certezza di Saccomanni: "La crisi economica globale è finita"

L'ottimismo del ministro dell'Economia: "Dobbiamo riportare l'Italia in un sentiero di crescita, tutta l'Europa sta uscendo dal periodo difficile". E promuove la tassazione sulla casa fatta dal governo

ROMA - Tra disoccupati e "scoraggiati dalla crisi", sono sei milioni le persone senza lavoro in Italia. Crescere e mantenere un figlio fino alla maggiore età sta diventando un lusso riservato a pochi: le famiglie spendono in media 171mila euro. Se l'Istat e Federconsumatori, proprio ieri, hanno diffuso due indagini non certo confortanti sul presente e sul futuro del Paese, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni va in tv da Fabio Fazio e racconta agli italiani che "la crisi globale è finita".

Gli slanci di ottimismo del ministro del Tesoro - disse più o meno le stesse cose in estate - si scontrano, insomma, con i dati e i bollettini economici che raccontano di un Paese in cui aumentano precarietà e disoccupazione. "Occorre riportare l'Italia in un sentiero di crescita, la crisi globale è finita, ne stiamo uscendo, ne sta uscendo l'Europa", ha detto il ministro ospite di Che Tempo Che Fa, aggiungendo che bisogna scegliere se "agganciare la ripresa, anche con riforme strutturali", o avviarci verso "una fase acuta di instabilità politica". In questo caso "il danno sarebbe talmente forte che le forze politiche non vorranno percorrere questa strada".

TASSE - Con il premier Enrico Letta "ci siamo sentiti ieri e continuiamo a essere ottimisti", ha proseguito Saccomanni, che difende il nuovo metodo di tassazione della casa e boccia la patrimoniale. "Con la riforma della tassazione immobiliare, introdotta dalla Legge di stabilità, ci risulta che c'è una riduzione significativa del peso della tassazione", afferma. Quanto poi a una tassa patrimoniale, precisa che "va bene in linea di principio" ma non si considera che "il patrimonio degli italiani, seppure valga 6-8 volte il Pil, è già investito in immobili, imprese etc.." e non si ha disponibile una "liquidità per 400 miliardi di euro". "Dovrebbero quindi vendere tutto per pagarla?", si è chiesto il ministro.

PRIVATIZZAZIONI RAI ED ENI - Saccomanni ha poi annunciato le privatizzazioni nel settore pubblico. "Ci sono varie ipotesi sotto esame, stiamo guardando ogni possibile soluzione". "Noi abbiamo detto, lo ha detto anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, che intendiamo annunciare entro fine anno un programma di privatizzazioni che coprirà sia proprietà immobiliari dello Stato, ma anche partecipazioni azionarie, che sono ancora numerose anche se veniamo dopo un percorso di privatizzazioni significative negli anni scorsi", ha aggiunto Saccomanni. "In questo ambito - ha proseguito rispondendo a due specifiche domande su Eni e Rai - ci sono varie ipotesi. La Rai è una delle società di cui lo Stato è azionista, stiamo guardando ogni possibile soluzione". L'obiettivo del programma, ha concluso, "è dare una mano alla riduzione del debito pubblico, gli introiti andranno direttamente nel fondo di ammortamento del debito: abbiamo bisogno di poter dare un segnale che al di la' di rigore fiscale c'è anche un altro modo, che è quello delle privatizzazioni".

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