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Martedì, 17 Maggio 2022
Monte Paschi Siena

La strada per salvare Mps: 1,5 miliardi dal governo e 5 mila licenziamenti

Riduzione delle retribuzioni e chiusura di 400 filiali della banca entro il 2015. Questo il piano industriale di salvataggio di Monte Paschi Siena.

In tre anni, 4.600 licenziamenti. E' questo il primo passo che farà Monte Paschi Siena per salvarsi. Le cessioni di asset, di razionalizzazione del gruppo e di outsourcing delle attività di back-office, oltre ai processi di esodo per coloro che hanno maturato il diritto alla pensione, porteranno infatti ad una significativa riduzione del personale Mps, pari appunto a 4.600 nell'arco del piano 2012-2015.

La riduzione sarà realizzata - assicura l'istituto - attraverso un percorso "socialmente sostenibile" teso ad evitare importanti ricadute sui livelli occupazionali.

Il piano prevede la riduzione dell'organico di 100 dirigenti, pari al 20% del totale, al taglio "one-off" del 5% della retribuzione per 12 mesi e alla riduzione selettiva della retribuzione annua lorda, con approccio one-to-one allineandola al peso del ruolo ricoperto in azienda post-riorganizzazione sulla base dei criteri di mercato.

Per favorire la realizzazione di tutte le azioni del Piano Industriale 2012-2015 e garantire il rilancio di BMPS, "il management sarà fortemente impegnato a diffondere una cultura meritocratica del lavoro per assicurare il massimo engagement di tutti i dipendenti", sottolinea la banca.

A tal fine, è stata delineata una politica attiva di gestione delle risorse umane e verrà introdotto un nuovo modello di organizzazione del lavoro (denominato LPO - Lavoro Per Obiettivi) che preveda obiettivi quali-quantitativi e comportamentali diffusi a tutto il personale accompagnato da sistema premiante trasparente e motivante.

Inoltre Mps vuole pervenire alla "completa razionalizzazione dell'assetto del gruppo con incorporazione delle controllate e chiusura di 400 filiali" entro il 2015. E' quanto prevede il piano industriale approvato da Rocca Salimbeni.


La terza banca italiana ha quindi sottolineato che sta avviando le procedure per emettere entro l'anno uno "strumento di patrimonializzazione governativo" del valore di 3,4 miliardi di cui 1,5 miliardi verranno sottoscritti direttamente dal Tesoro: la parte restante sarà destinata al rimborso dei Tremonti Bond in essere. Il rimborso di circa 3 miliardi di tale strumento è previsto entro la fine del piano nel 2015.

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