Domenica, 28 Febbraio 2021
L'opinione di Antonio Piccirilli

L'opinione di Antonio Piccirilli

A cura di Antonio Piccirilli

Salvini e i cani che fiutano il coronavirus: perché il leader della Lega ha un problema

Matteo Salvini ansa

È vero che i cani sanno fiutare il coronavirus con un’affidabilità del 95% “superiore a quella dei tamponi molecolari”? L’informazione arriva dall’account Twitter di Matteo Salvini che ha di recente pubblicato un post (poi cancellato) in cui loda(va) le doti del miglior amico dell’uomo "anche nella lotta contro il Covid". Come sempre, o quasi sempre, è partita la guerra tra parrocchie con Salvini che è stato accusato dai suoi detrattori di fare disinformazione sul virus, tanto che poi il post è scomparso dalla pagina.

salvini cani virus-2

Come stanno le cose? In realtà, sebbene non ci siano ancora evidenze scientifiche, molti esperimenti condotti finora suggeriscono in effetti che i cani siano in grado di riconoscere il coronavirus grazie al loro prodigioso olfatto. L’autorevole rivista “Nature” cita anche uno studio (l’unico finora che ha ricevuto l’autorizzazione ad essere pubblicato) che ha visto otto cani addestrati annusare i campioni prelevati dalle vie respiratorie di sette persone in ospedale con Covid-19 e sette persone sane riuscendo ad identificare l’83% dei casi positivi e il 93% dei negativi. Salvini cita però probabilmente un altro studio, riportato su alcuni giornali italiani, secondo cui i cani avrebbero “un’affidabilità del 95 per cento, superiore ai tamponi molecolari”.

Ma il punto è un altro. Sulla capacità dei cani di individuare il coronavirus la scienza ci va cauta, tanto che anche nell’articolo di “Nature” viene evidenziato come siano necessarie ricerche più ampie e articolate per arrivare ad una risposta definitiva. Il problema è che un conto è citare uno studio con tutte le cautele del caso, un altro è spacciare un’informazione per assodata, come nel caso specifico fa Salvini e come non di rado fanno anche i giornali. Quanto al caso dei cani che fiutano il virus, diciamo pure che il leader della Lega è stato protagonista di scivoloni molto peggiori.

Qualcuno forse ricorderà la sua battaglia per l’uso dell’idrossiclorochina nella cura a Covid-19, un medicinale "da 6 o 7 euro" che ha  "salvato migliaia di vite a pazienti con i primi sintomi a cui l'hanno somministrata nei mesi scorsi". La verità è che sebbene sul farmaco ci siano in corso più di 180 studi, finora non ce n’è nessuno che ne abbia provato l’efficacia. Anzi per ora si direbbe il contrario. E che dire del plasma iperimmune, che secondo Salvini "può guarire i malati. Può salvare delle vite, sta salvando delle vite", e che invece, stando al New England Journal of Medicine, si è rivelato inefficace per curare i pazienti con gravi forme di Covid-19. Insomma, oltre che di merito il problema è anche di metodo: materie così delicate andrebbero maneggiate con cautela, ma Salvini preferisce usare l'accetta. 

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