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Sabato, 22 Giugno 2024
La presa di posizione

Salvini vuole liberare le grandi opere dal controllo della Corte dei Conti

"Il terrore della firma per tecnici e politici è qualcosa che non può più essere" ha detto il leader della Lega

Matteo Salvini contro la Corte dei Conti e l'abuso d’ufficio. Emerge dal congresso nazionale degli Ordini ingegneri della riforma del codice degli appalti, dove è intervenuto proprio il ministro delle Infrastrutture, parlando in collegamento e dicendo che "rivedere il ruolo della Corte dei Conti, dell'abuso d'ufficio significa accelerare, firmare e prendersi delle responsabilità".

Così il segretario della Lega vuole mettere mano al ruolo della Corte dei Conti e modificare il reato di abuso di ufficio. Lo vuole fare soprattutto in vista della messa a terra del Pnrr, per accelerare i cantieri delle grandi opere ed evitare rallentamenti dovuti agli interventi dei magistrati della Corte dei Conti, tanto che Salvini ha dato anche dei precisi riferimenti. "La deadline è quella del 31 marzo per rispettare le scadenze Pnrr. Tra fine ottobre e novembre bisogna chiudere la partita. L'idea è quella di un codice degli appalti autoapplicativo con la data di entrata in vigore certa".

Quando parla dell'abuso di ufficio, Salvini si riferisce al reato per cui, quando un pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, nell'esercizio delle sue funzioni, produce un danno o un vantaggio patrimoniale che è in contrasto con le norme di legge. Il punto è che in passato, secondo il leader della Lega, ci sono stati casi di indagini e processi a carico di persone solo per aver apposto una firma su un documento. Per questo ha detto che "il terrore della firma per tecnici e politici è qualcosa che non può più essere". 

Lo stesso Salvini in passato aveva avuto i suoi problemi con la Corte dei Conti, in particolare nel 2019, quando la procura della Corte dei Conti del Lazio aveva aperto un fascicolo sull'utilizzo dei voli di Stato da parte del leader leghista. Nel mirino c’erano i tour per l’Italia del ministro dell’Interno e in particolare sull’uso del lussuoso bimotore Piaggio P-180, ribattezzato la "Ferrari dei cieli", non solo per partecipare a eventi ufficiali ma anche per iniziative elettorali. Un'inchiesta poi archiviata
 

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