Lunedì, 1 Marzo 2021
L'opinione di Antonio Piccirilli

L'opinione di Antonio Piccirilli

A cura di Antonio Piccirilli

Se Salvini per entrare nel governo Draghi si rimangia anche i decreti sicurezza

Matteo Salvini

Che cosa è successo a Salvini? Molti commentatori in questi giorni hanno ironizzato sulla metamorfosi del leader della Lega che da quando Mario Draghi è entrato in scena si è trasformato in un politico così zen da far impallidire i vari ex premier in loden e pochette. Solo una settimana fa, pur precisando di non voler dettare a tutti i costi le condizioni, il leghista fissava cinque punti per far parte dell’esecutivo, ovvero “un impegno a non aumentare in alcun modo le tasse. No alla patrimoniale, no agli aumenti dell’Imu” e poi “flat tax al 15 per cento e pace fiscale sulle cartelle esattoriali”.  

Ma già qualche giorno dopo, i toni si erano ammorbiditi. Sul governo Draghi "altri mettono veti e fanno capricci. Noi abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo" aveva spiegato il segretario del Carroccio a margine di alcuni incontri in Regione Lombardia e alla vigilia delle nuove consultazioni con il presidente incaricato. "Quella che nascerà a livello nazionale, se nascerà, perché vedo che altri fanno i capricci, non sarà una squadra ripetibile a livello locale, comunale e regionale. Bisogna fare bene e in fretta alcune cose e poi, una volta messo in sicurezza il Paese, tornare a competere". Ad ogni ora la saga delle dichiarazioni da statista si arrischisce di un nuovo capitolo. La flat tax salta? Salvini non se la prende più di tanto. "C'è l'impegno a tagliare le tasse, mi basta".

La notizia di oggi è che il leader della Lega è disposto a chiudere un occhio perfino sull’immigrazione. Non solo la Lega non ha posto veti alla possibile conferma di Luciana Lamorgese al Viminale. Salvini usa toni distensivi anche sui decreti sicurezza: "A me basta, a legislazione vigente, una politica seria di controllo e verifica di chi entra nel Paese. Non stiamo a smontare e rimontare decreti". L’intervista di oggi ad “Avvenire” è un capolavoro di equilibrismo politico. Quale atteggiamento pensa di tenere sull’immigrazione? “Credo sia corretto uniformarsi agli altri Paesi europei - dice Salvini -, ricordando che chi arriva in Italia arriva in Europa. Su espulsioni, respingimenti e controllo dei confini possiamo seguire l’esempio di Spagna, Germania o Francia che sono decisamente più severe di noi. Da ministro non solo ho difeso la sicurezza degli italiani, ma soprattutto ho salvato migliaia di vite (i dati Onu su morti e dispersi testimoniano il crollo dei numeri). Ho anche aiutato i profughi veri ad avere l’accoglienza e i diritti che meritavano”.

Insomma, il Capitano ha già accettato senza battare ciglio che le modifiche ai decreti sicurezza verranno mantenute. Del resto, già qualche giorno fa qualcuno ha fatto notare che non aveva dedicato neppure un tweet al caso dei 422 migranti sbarcati a Siracusa dalla Ocean Viking. Siamo in una nuova fase. A Palazzo Chigi c’è SuperMario. E Salvini si è messo finalmente a fare politica.  

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