Sabato, 18 Settembre 2021
Duello a distanza

Salvini risponde a Draghi: "Invitare alla prudenza non è invitare a morire"

Il leader della Lega ha replicato alle parole esclamate dal premier durante la conferenza stampa sul nuovo decreto: "L'appello a non vaccinarsi è un appello a morire"

Scontro a distanza tra il premier Mario Draghi e il leader della Lega Matteo Salvini. Dopo le parole pronunciate ieri sera dal presidente del Consiglio in merito ai vaccini anti-covid "l'appello a non vaccinarsi è un appello a morire", è arrivata immediatamente, ma a distanza, la risposta del leghista.

Salvini risponde a Draghi: "Invito alla prudenza non è invito a morire" 

Il leader del Carroccio ha commentato così le parole di Draghi: ''L'obiettivo di tutti, mio come di Draghi, è salvare vite, proteggere gli italiani", ha detto l'ex vicepremier. "Comunità scientifiche e governi, che invitano alla prudenza sui vaccini per i minorenni, invitano forse a morire? Per fortuna no". Una tensione nata dalle timidezze di alcuni politici sulle vaccinazioni con Draghi che stavolta sembra aver bocciato definitivamente la posizione di Salvini, che qualche giorno fa aveva detto che ai giovani vaccinarsi "non serve" e che dai 40 ai 59 si può decidere liberamente se farlo.

Ma l'affondo di Draghi sui vaccini non è stato l'unico nei confronti di Salvini. Durante il Cdm la Lega aveva chiesto   limitare il più possibile l'obbligo di Green pass, ripetendo più volte la parola "libertà", come principio guida per gli italiani. Un termine rimarcato in conferenza stampa dal premier, che ha ribattuto così alle perplesstà dei leghisti: "Senza vaccinazione si deve chiudere tutto di nuovo, con il vaccino abbiamo visto che le conseguenze, per quanto riguarda ricoverati e morti, sono molto meno serie".

Gelmini: "Senza questo decreto saremmo tornati tutti gialli"

In risposta alle critiche mosse da Salvini sono arrivate anche la parole di Mariastella Gelmini,  ministra degli Affari regionali: "La Lega ha sostenuto la ragionevolezza delle richieste delle regioni, che in buona parte sono state accolte. Al bar, nei servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti, sui mezzi di trasporto non c'è bisogno di green pass. È un buon punto di mediazione anche quello raggiunto sui parametri. Non possiamo sottovalutare che senza questo decreto ci saremmo trovati con regioni di nuovo in giallo già da lunedì prossimo. E questo sì, in piena stagione turistica, sarebbe stato un problema enorme".

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