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Domenica, 3 Luglio 2022
L'intervista esclusiva

Salvini scuote Meloni e Berlusconi: "Si può vincere, se si muovono"

Il leader della Lega in una intervista esclusiva con Today, parla delle sue aspettative e manda messaggi agli alleati, Forza Italia e Fratelli d'Italia, su referendum e elezioni comunali

Tra leader di partito e ministri, c’era anche il segretario della Lega Matteo Salvini ieri al parco Rabin di via Panama a Roma, in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Yitzhak Rabin, che fu presidente di Israele ed è Nobel per la pace. C’era anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ma i due si sono quasi sempre ignorati. Durante le celebrazioni, Salvini un po’ defilato, sotto un gazebo, ha lanciato un grande bacio ad una donna che lo salutava dal parterre, ma non era per la Meloni. Alla fine i due si sono sussurrati due parole all’orecchio e si sono fatti una foto con il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Appena finiti gli scatti, Meloni e Salvini neanche si sono guardati in faccia e ognuno è andato per la sua strada. 

Senta Salvini, le elezioni sono vicine e state discutendo soprattutto del candidato della Sicilia ma sembra che non ci sia verso di trovare un accordo. Che succede se l’intesa non arriva?
"Guardi, l’obiettivo in Sicilia come in Italia è vincere il 12 giugno. Per quanto riguarda noi con le liste "Prima l’Italia", vincere a Palermo e vincere a Messina al primo turno il 12 giugno e poi il 13 giugno, gli stessi siciliani, dopo aver vinto le amministrative si siederanno intorno ad un tavolo e troveranno gli equilibri. Non voglio neanche pensare a divisioni e rotture. Decideranno loro senza obblighi e input dall’alto entro giugno".

Ma ci dovrà pur essere una unità del centrodestra, se no è inutile dire che decideranno loro. 
"È quello a cui lavoro. Noi abbiamo, sia a Palermo che a Messina, due parlamentari, ottimi candidati sindaci e abbiamo chiesto ad entrambi il sacrificio di fare un passo indietro, come in altre città perché io alla coalizione ci credo". 

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Quindi si aspetta che adesso il passo indietro lo faccia Meloni, rinunciando alla Regione Siciliana. 
"No, mi aspetto che i siciliani si mettano intorno a un tavolo il 13 giugno, guardino i numeri, guardino i risultati, guardino le cose fatte e le cose da fare e poi decidano". 

Quindi si discute di Sicilia dopo aver visto risultati di Palermo.
"Dopo Palermo e Messina". 

Di questo ha parlato poco fa con Meloni?
"No, abbiamo parlato di Israele e di poco altro perché siamo in campagna elettorale entrambi. Io adesso (ieri) vado all’Aquila, lei non so dove vada, io domani (oggi) sono in Lombardia".

Poi ci sono anche i referendum. Una partita persa perché è dura raggiungere il quorum non crede?
"Per me non ci sono partite perse però se il centrodestra si muovesse compatto, anche quella sarebbe una battaglia che si può vincere, mi sembra che alcuni siano un po’ silenziosi". 

Si riferisce ai suoi alleati, la Lega è rimasta sola in questa battaglia?
"Sono occasioni per gli italiani. I referendum sono strumento di democrazia per gli italiani".

È giusto ma lei ha appena detto che alcuni sono un po’ silenziosi. Forza Italia e Fratelli d’Italia non vi stanno aiutando sui referendum.
"Hanno quindici giorni per fare quello che ancora non hanno fatto, mettiamola così". 

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