Giovedì, 13 Maggio 2021
La storia infinita

Perché lo scontro a bassa intensità Letta-Salvini serve a entrambi

È un ciclo in cui prima si lavora insieme per le riforme che servono al paese e che garantiscono la stabilità del Governo Draghi, poi si fanno i conti al di fuori dei palazzi, dove entrambi hanno bisogno di recuperare consenso

Enrico Letta (S) e Matteo Salvini. ANSA

Con il segretario della Lega, Matteo Salvini, "va meglio di quanto potessi pensare" e il rapporto "può essere positivo, sul decreto imprese abbiamo deciso di mettere da parte alcune delle cose che ci dividono". Lo diceva 3 settimane fa il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, ospite della trasmissione televisiva “Piazza Pulita” su La7, parlando del Decreto sostegni bis e rimarcando anche come Pd e Lega siano “i due partiti più presenti sul territorio italiano: abbiamo le sezioni, i sindaci, gli amministratori, siamo i partiti più strutturati sul territorio e credo che su questo abbiamo fatto bene”. A sentire Letta, nelle stanze del Governo, seppur con qualche scontro, si lavora bene insieme alla Lega e si portano a casa i risultati.

Eppure ieri Letta ha sbottato contro il segretario del Carroccio, parlando di un “metodo Salvini”, il cui modus operandi è quello di firmare le carte quando si prendono le decisioni dentro il Consiglio dei Ministri, salvo poi criticare quelle scelte una volta fuori per fare propaganda. Su quel metodo, Letta ha espresso insoddisfazione proprio con il Premier Mario Draghi, che ha incontrato ieri. Il Pd chiede correttezza e rispetto nell'impegno comune dei partiti della maggioranza nel sostegno all'esecutivo. "Basta stare con un piede dentro e uno fuori", dicono al Nazareno. Letta ha chiesto al premier "correttivi e rispetto dell'impegno comune a sostegno dell’esecutivo”. Letta non avrebbe gradito l’attacco del leader leghista con la petizione lanciata per eliminare il coprifuoco, in dissenso con la linea scelta proprio dal presidente del Consiglio. È pur vero che il coprifuoco era stata la pietra dello scandalo dello strappo da parte della in occasione del voto in Cdm sul Decreto Covid, dove si stabilivano le riaperture.

È arrivata puntuale la risposta di Matteo Salvini che, dopo aver rivendicato una serie di proposte della Lega in Commissione Senato, ha detto che, a metà maggio, se i dati sanitari continueranno ad essere positivi come accade ormai da settimane, ci saranno riaperture, ritorno al lavoro, ripartenza e abolizione del coprifuoco. Questo é il metodo Salvini: leali e propositivi, non ci occupiamo di Ius Soli e ci fidiamo degli italiani”. Ha poi aggiunto di essere dispiaciuto che “Letta viva male” e che i suoi continui attacchi “sono espressione di difficoltà. Io sono soddisfatto di questo governo: stiamo seminando per il bene dell'Italia, cerco di ottenere il più possibile. Il mio timore è che siano ossessionati dalla Lega. Io non vivo pensando agli altri. Mi spiace che Letta viva con l'ossessione di Salvini e della Lega, perchè deve avere una brutta vita”.

Letta contro Salvini, tra convivenza di Governo ed esigenze di partito 

Ma come è possibile che il rapporto tra Letta e Salvini sia così schizofrenico? E pensare che lo scorso 9 aprile, i due si erano anche incontrati in gran segreto, senza telecamere, senza proclami e senza selfie per discutere proprio del modo migliore per aiutare le imprese, i commercianti e in generale le famiglie del paese. Una vera pace armata ma che, sia chiaro, avrebbe lasciato il campo allo scontro totale in occasione delle elezioni. Ed il punto è proprio questo. Le elezioni. Perché è vero che Pd e Lega governano insieme, ma non possono assolutamente presentarsi alle prossime elezioni mentre si danno le pacche sulle spalle, altrimenti gli elettori no li sceglierebbero. C’è bisogno di mantenere una polarizzazione delle idee, così da mandare il messaggio all’elettorato che: Sì, governiamo insieme ma solo per il bene del Paese e per affrontare la pandemia. Ma sul resto siamo sempre avversari. Una cosa che probabilmente i due hanno sempre bisogno di rimarcare a scanso di equivoci. Con da una parte Salvini che già fa fatica a spiegare il salto carpiato dell’ingresso in un governo dove il Premier vede “l’ingresso nell’Europa come un processo irreversibile”. Dall’altra Letta che deve compattare il Partito Democratico. Letta infatti aveva subito individuato in Salvini il suo avversario, già nel suo discorso della candidatura a segretario Pd. E poi esisterebbe anche un "Metodo Letta", almeno a sentire il senatore della Lega Massimiliano Romeo, che stamattina ha detto che Salvini fa battaglia "ma sempre su temi di governo, mentre Letta tenta in tutti i modi di minare la stabilità portando in agenda temi divisivi: Ddl Zan e Ius Soli". Dunque lo scontro serve ad entrambi per legittimarsi a vicenda. Lavorare al governo e basta sarebbe rischioso.

Letta e Salvini, uniti nella crisi dei sondaggi 

A quanto pare lo dicono anche i sondaggi. Infatti in questo momento l’unico partito che può davvero godere di un consento stabile e sempre in salita è Fratelli d’Italia. Il Movimento 5 Stelle è il quarto più votato ma la classifica è corta e c’è da capire che cosa succederà quanto si rifarà vivo Giuseppe Conte in un mondo in cui c’è sempre più divisione tra il Movimento di governo, quello di popolo e la piattaforma Rousseau. Resta il fatto che la Lega non è mai andata così male e il Pd non riesce proprio a guadagnare un voto. Il fatto che siano tutti e 4 lì, tra il 17 e il 22%, significa che c’è incertezza nel paese. Ecco allora perché Lega e Pd, più di chiunque altro hanno, hanno bisogno di lite: per ricompattare un’elettorato troppo magmatico.

Intanto, dopo Letta, anche Salvini ha chiesto un incontro a Draghi, il quale dovrà decidere se rispondere alle richieste di Letta di fare una lavata di capo al senatore Salvini o passare oltre. Forse gli conviene questa ultima scelta se vuole davvero essere eletto Presidente della Repubblica.

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