Lunedì, 1 Marzo 2021
Migranti

Migranti, Salvini promuove Conte: "È stato bravo, ma siamo a metà dell'opera"

Il ministro dell'Interno: "Ong non più legittimate, i nostri porti resteranno chiusi". Minniti: "L'Italia è andata per suonare il piffero ed è tornata suonata"

Matteo Salvini

“Il premier Conte? È stato bravo, ma siamo a metà dell’ opera”. Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere della Sera commenta l’ accordo raggiunto ieri dal Consiglio europeo.

“A quanto leggo – spiega Salvini – Conte ha messo nero su bianco il discorso sulle Ong. Che è un discorso chiuso, loro non sono più legittimate: si è sancito che nessuno deve interferire con il lavoro della Guardia costiera libica. E infatti Malta chiude e l’ Italia ha già chiuso i suoi porti. Anzi, abbiamo chiuso per gli attracchi di queste navi anche quando non portano migranti. Le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccheranno più terra”.

Poi Salvini spiega che sarà “a Innsbruck il 12 luglio per la prima riunione dei ministri dell’ Interno. E lì, vedremo di ampliare ulteriormente il nostro peso e le nostre alleanze. Se ti rispettano, ti ascoltano. Se no, ti ignorano. Come dimostrano tutte le direttive di questi anni, dannosissime per l’ Italia”.

Minniti: "L’ Italia era andata per suonare il piffero ed è tornata suonata"

“L’ Italia era andata per suonare il piffero ed è tornata suonata. Se si è trovato un accordo minimale e fragilissimo lo si deve all’ opposto delle alleanze in campo, per iniziativa degli odiatissimi francesi mentre l’ amatissimo gruppo di Visegrad ha messo all’ angolo il nostro paese. E d’ altronde non poteva essere diversamente. Se la tua impostazione è nazional-populista ti scontri con gli interessi di altri Paesi, inconciliabili tra loro, confini contro confini”.

Non è positivo il giudizio dell’ ex ministro dell’ Interno, Marco Minniti, sull’ accordo di Bruxelles.

In un’intervista a “Repubblica”, Minniti spiega che “L’Italia era andata per chiedere maggiore condivisione ed è tornata abdicando totalmente a questa richiesta, scambiando l’ obbligatorietà con la volontarietà”.

“Io non ho mai voluto mettere fuori gioco le Ong – ricorda Minniti – Io ho sempre creduto che il sistema di soccorso in mare dovesse avere tre riferimenti: la guardia costiera italiana, quella libica e le Ong. Ho chiesto alle organizzazioni umanitarie un’ assunzione di comune responsabilità. Non ho fatto un atto unilaterale. Abbiamo avuto un drastico ridimensionamento degli arrivi con un dispositivo che dava la massima garanzia in mare, non era un modello di accoglienza a tutti i costi e soprattutto metteva sempre la vita umana al primo posto. Non si può certo dire che quest’ altro nuovo modello abbia reso il mare più sicuro”.

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