Salvini diserta i vertici europei sui migranti (e vuole mandarli in Vaticano)

Il capo della Lega ha saltato sei riunioni su sette dei ministri Ue degli Interni, vertici importanti in cui si parla di riforma di Dublino, rimpatri e misure antiterrorismo. Intanto, 62 migranti sbarcano a Pozzallo: "Accolti a spese della Cei, così ognuno fa la sua parte"

Matteo Salvini. Foto Ansa

"Gli sbarchi si sono ridotti del 90 per cento e i pochi che riescono ad arrivare, quelli di oggi, ad esempio, saranno accolti a spese del Vaticano, così ognuno fa la sua parte". Nel giorno in cui 62 migranti sbarcano a Pozzallo (in provincia di Ragusa), smentendo ancora una volta la retorica dei porti chiusi, Matteo Salvini non rinuncia alla sua proverbiale vena polemica. I migranti in questione sono stati soccorsi ieri in acque Sar maltesi dalla Asso 25 - nave commerciale di appoggio alle piattaforme petrolifere nel Mediterraneo -, arrivano quasi tutti dal Gambia, dalla Costa d'Avorio e dal Senegal, e verranno accolti in strutture della Cei (la Conferenza episcopale italiana) dopo l'identificazione nell'hotspot del porto di Pozzallo dove la nave è entrata.

Il Vaticano accoglie i migranti sbarcati oggi a Pozzallo

"Il nostro porto non è mai stato chiuso, così come quelli del resto d'Italia, semplicemente perché i porti non si possono chiudere", ha detto il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna. Come era successo pochi giorni fa con i migranti sbarcati a Genova, la Cei ha dato il suo ok ad accogliere i migranti soccorsi una volta terminate le procedure di identificazione. Un'offerta raccolta con piacere da Salvini, che ha ringraziato i vescovi per la disponibilità a prendersi carico dell’accoglienza. "Così ognuno fa la sua parte", ha aggiunto.

Salvini non fa la sua parte: (quasi) sempre assente quando si parla di migranti

Se, dunque, è un dato di fatto quello del Vaticano che accoglie, ci chiediamo: Salvini, invece, fa la sua parte? Non proprio, a giudicare dalle assenze ai vertici europei sui migranti. Su sette incontri tra i ministri Ue agli Interni che si sono tenuti da quando il leader della Lega si è insediato al Viminale, i suoi colleghi europei lo hanno visto una sola volta. L'ultima assenza è stata quella al Consiglio di venerdì 6 giugno in Lussemburgo. Parliamo di incontri fondamentali su questioni importanti come la riforma della direttiva sui rimpatri, i fondi europei per gli affari interni nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, le misure antiterrorismo e le sfide future su migrazione e asilo. Un'assenza costante e pesante, dunque, proprio sui temi che hanno costituito il principale argomento propagandistico di Salvini e della sua retorica sulla difesa degli interessi nazionali in Europa. 

Come evidenziano i colleghi di EuropaToday, in Lussemburgo sono in agenda anche i negoziati per la riforma del Regolamento di Dublino, quel testo Ue, per intenderci, che l'Italia contesta da tempo perché scaricherebbe il peso dei migranti in arrivo in Europa sulle spalle dei Paesi di frontiera come il nostro. Il motivo dell'assenza di Salvini - se un motivo ci può essere...- è legato agli impegni elettorali in Lombardia, come spiega lui stesso in questo post su Instagram. 

Al suo posto alla riunione Ue c'è il giovane sottosegretario Nicola Molteni, che da quando c'è il nuovo governo ha seguito quasi tutti i vertici degli Interni. Tocca a lui difendere le posizioni dell'Italia su uno dei temi più cari alla Lega (e agli italiani): quello, appunto, dei migranti.

Le parole di Mattarella sui migranti salvati in mare

"Salvare vite umane dà lustro all'Italia", ha detto proprio oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivolgendosi allo stato maggiore della Marina militare in visita al Quirinale. 

"L'azione della Marina è fondamentale: è l’azione che garantisce la sicurezza del nostro Paese, dei suoi mari e delle sue coste sotto ogni profilo: la sicurezza in generale, il mantenimento della pace, la sicurezza della libertà di navigazione e dei commerci, la sicurezza delle infrastrutture, il salvataggio di vite umane - in questi anni con molta intensità - che ha reso prestigio al nostro Paese".

Chissà che il destinatario ideale di questo messaggio non sia proprio lui, Matteo Salvini, l'assenteista che sui salvataggi in mare continua a raccontare una storia diversa e continua a raccontarla sui social, non ai tavoli che contano. 


 

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