Giovedì, 28 Ottobre 2021
Vigilia elettorale

Salvini cannoneggia il governo: "Di alcuni ministri non ho stima né fiducia"

La campagna elettorale per le elezioni amministrative incombe e il leder della Lega entra a gambe tese sulle polemiche sullo scioglimento delle organizzazioni neofasciste

"Di alcuni ministri non ho particolare stima né fiducia, ne parlerò con il manager, l'amministratore delegato di questo governo, non può permettere che l'Italia vada incontro a problemi enormi": l'ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini nella conferenza stampa del centrodestra a Roma alla presenza del candidato sindaco della Capitale Enrico Michetti, della leader di Fdi, Giorgia Meloni e dell'assessore alla Cultura in pectore in caso di vittoria alle elezioni, Vittorio Sgarbi.

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"Sono preoccupato, ho chiesto un incontro a Draghi, così il Paese non va avanti. Per me prevenire è meglio che curare: puoi anche avere un genio ma se la macchina è fuori controllo... Chiederò al presidente Draghi di guidare un percorso di pacificazione nazionale" ha detto Salvini. "Io la responsabilità non me la prendo. Io sono molto preoccupato che qualcuno porti in Italia un'idea di passato. Di alcuni ministri non ho né stima di fiducia, ne parlerò con l'amministratore delegato", ha aggiunto.

"Cinque milioni di lavoratori sono a rischio stipendio, i poveri sono sempre più poveri, ci sono i nodi bollette, tasse, Equitalia, riforma del catasto e Fornero". Secondo Salvini "serve una pacificazione nazionale, l'emergenza è il lavoro e non il fascismo".

Salvini torna a criticare "chi gestisce l'ordine pubblico" e sottolinea: "Tra 15 giorni c'è il G20, ci sono cinque scemi disadattati che hanno assaltato la sede di un sindacato, da venerdì il green pass obbligatorio...Alitalia, Ilva, la riforma del catasto, i porti a rischio blocco e qui stiamo a parlare di fascismo? Dopo quindici giorni, grazie a giornalisti arrivati a un infimo livello, di guardonaggio in camera da letto...". 

Il riferimento è alla vicenda che aveva procurato un certo imbarazzo quando il 9 ottobre, alla vigilia della giornata europea della cultura ebraica, Il Manifesto aveva ricordato un articolo Enrico Michetti aveva scritto per Radio Radio lo scorso 19 febbraio dove aveva messo a confronto la tragedia della Shoah con quella delle foibe.  "Ma mi chiedo – aveva scritto nel 2020 il candidato sindaco - perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta. Forse perché – aveva commentato Michetti - non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta".

 "Tirare fuori gli scheletri dal passato non fa bene all'Italia e non fa bene al governo" dice oggi Salvini.  

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