Lunedì, 18 Ottobre 2021
Lega in affanno

Chi ha fatto uscire la notizia di Morisi indagato per droga?

Salvini: "Un attacco gratuito alla Lega". Il Carroccio teme l'effetto Morisi sulle comunali del prossimo weekend. La procuratrice che indaga: "Nulla è stato detto da noi e dai carabinieri, sorpresi anche noi da tutto questo clamore. La denuncia risale al 14 agosto, per noi è un fatto antico"

Le Lega teme l'effetto Morisi sulle comunali del prossimo weekend. Ogni giorno da quando è scoppiato il caso Morisi il partito è suo malgrado in prima pagina per una storia non politica, con una conseguenza inevitabile: le divisioni interne - che ci sono nonostante le smentite - sono più esacerbate che mai, e un messaggio di debolezza viene trasmesso ai propri elettori in una fase delicatissima. Salvini prova ad attaccare per non restare sulla difensiva. Il centrodestra, di cui la Lega è ancora "esercente di maggioranza" (almeno fino a lunedì mattina) rischia di non ottenere risultati soddisfacenti né a Roma né tantomeno a Milano. Il voto del 3-4 ottobre potrebbe certificare lo "sboom" della Lega salviniana: è il timore delle ultime ore in via Bellerio.

Salvini: "Un attacco gratuito alla Lega"

"Un attacco gratuito alla Lega" a pochi giorni dal voto. Il caso Luca Morisi, indagato per droga, agita Matteo Salvini che ieri è passato al contrattacco lanciando l'ipotesi che la vicenda possa in qualche modo essere connessa con le imminenti elezioni e con la volontà di qualcuno di imbastire "un processo politico" al partito. "E' surreale", accusa il leghista. Nessun nome, nessun riferimento diretto o indiretto, ma Salvini intanto para i colpi puntando il dito.

Salvini continua a difendere Morisi e, nel contempo, a ribadire la posizione - netta - sulle droghe: "Non c'è reato, son problemi che riguardano la vita privata di una persona" e "comunque chi spaccia droga è un criminale, chi la usa va curato". E non si pente, il leader del Carroccio, della ormai famosa citofonata alla palazzina di Bologna abitata da un presunto spacciatore: "Quelli - spiegava ospite di 'Oggi è un altro giorno' su Rai1 parlando dell'episodio - erano spacciatori, infatti sono stati arrestati. Chi vende droga vende morte, chi la consuma sbaglia e va aiutato e capito", replicava, negando la possibilità di un parallelo con la vicenda

Con lui si schiera Giorgia Meloni, per la quale "certe cose vengono utilizzate politicamente". Una cosa che "non è normale in uno Stato di diritto", ha spiegato a 'Porta a Porta' parlando del caso. "Io parlo della ragione per la quale una notizia viene data ai giornali in questi giorni di campagna elettorale, insiste la leader FdI, che continua: "Vedere uscire queste notizie a 7 giorni dal voto quando poi il profilo giudiziario della materia ad oggi sembra scivoloso, mentre il profilo personale, sbattuto sui giornali, questo l'impatto politico sui giornali ce l'ha...", assicura.

La procuratrice Barbaglio: "Nulla è stato detto da noi e dai carabinieri"

Angela Barbaglio, la procuratrice di Verona che gestisce l'indagine su Luca Morisi, risponde alle dichiarazioni di Matteo Salvini che ha parlato di un "attacco alla Lega" a "cinque giorni dalle elezioni". "Ho la certezza - ha affermato in un'intervista - che nulla è stato detto da noi e dai carabinieri, quindi sinceramente non capisco proprio questa uscita. Chi dice cose tanto assurde dovrebbe anche spiegare quale sarebbe stato il nostro interesse".

Morisi, ex capo comunicazione della Lega, è indagato per "supposta cessione di sostanza stupefacente". Sono stati alcuni giovani, fermati in auto dai carabinieri e trovati in possesso di un liquido ritenuto stupefacente, ad indicare proprio Morisi come la persona da cui avevano ricevuto la sostanza. "Trattiamo questo fascicolo come tutti gli altri - ha spiegato la procuratrice al Corriere della Sera -. Peraltro si tratta di una storia banale che risale alla scorsa estate. La perquisizione è avvenuta a metà agosto, che motivo avremmo avuto di far uscire adesso la notizia?". 

Sul perché di questa inchiesta si parli solo ora, ha poi affermato: "Noi non abbiamo avuto alcun ruolo nella gestione di questa notizia e quindi non so davvero che cosa rispondere. Lo ripeto, non abbiamo alcun interesse per gli effetti sull'elettorato e mai, ribadisco mai, abbiamo pensato a strumentalizzazioni delle inchieste. E poi basta analizzare le date per capire che siamo rimasti sorpresi anche noi da tutto questo clamore. La denuncia risale al 14 agosto, per noi è un fatto antico. Abbiamo effettuato i nostri accertamenti e nulla è mai emerso. È rimasto tutto segreto fino a che non sono state rese note le dimissioni dall'incarico. Sono in magistratura da 44 anni, conosco le dinamiche perfettamente, ma non accetto illazioni sul nostro lavoro".

Chi ha fatto uscire la notizia dell'indagine che riguarda Morisi? E perché proprio in questo momento? Non è dato saperlo. Tutto è iniziato lo scorso agosto quando i carabinieri di Belfiore, località fuori Verona, fermano alcuni giovani con un flacone di una sostanza che i militari ritengono possa essere droga. Uno dei ragazzi sostiene di averla avuta da Luca Morisi che ha una proprietà in un cascinale ristrutturato in paese. Scattano quindi le indagini per appurare se la sostanza trovata è droga e scatta anche la perquisizione a casa dello stesso Morisi dove viene rinvenuta anche della cocaina in quantità definibili "per uso personale". Da qui l’intervento della procura. La droga non era nascosta, è stata trovata piuttosto facilmente dagli investigatori.

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