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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Migranti, Salvini accusato di sequestro di persona per la Open Arms: le email con Conte

L'atto di accusa con cui il tribunale dei ministri chiede al Senato l'autorizzazione a processare l'ex ministro dell'Interno: "Ha abusato dei suoi poteri da ministro". Ecco i testi delle email scambiate dal 14 al 17 agosto 2019 tra Salvini e Conte nelle ore del blocco

L'iter per il caso della nave Gregoretti non si è ancora chiuso ed è già arrivata una nuova richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Sequestro di persona plurimo aggravato e rifiuto di atti d'ufficio per aver trattenuto per diciannove giorni a bordo di una nave 164 migranti soccorsi in zona Sar libica il primo agosto 2019: sono le nuove accuse mosse nei confronti dell'ex ministro dell'Interno, stavolta per la vicenda legata al blocco della Open Arms

Migranti, Salvini accusato di sequestro di persona per la Open Arms

Il tribunale dei ministri ha inoltrato la richiesta alla Giunta per le autorizzazioni del Senato, sostenendo che quanto operato da Matteo Salvini non fu "un atto politico". I 164 migranti, tra cui numerosi minori non accompagnati, che nell'agosto del 2019 furono soccorsi dalla nave spagnola Open Arms, in attesa di ottenere un porto di sbarco, fino a quel momento rifiutato dal Viminale guidato in quel momento da Matteo Salvini, "vennero costretti forzatamente a rimanere a bordo per sei giorni, dal 14 agosto sino all’esecuzione del sequestro preventivo, in data 20 agosto (solo per i soggetti minorenni, sino al 18 agosto, data in cui ne venne autorizzato lo sbarco".

A scriverlo sono le tre giudici del Tribunale dei ministri di Palermo nella richiesta di autorizzazione a procedere per Salvini accusato di sequestro di persona. "La protrazione della loro permanenza a bordo della Open Arms, per le precarie condizioni, sanitarie, psico-fisiche e logistiche, in cui essi versavano ha certamente compresso in modo rilevante e, dunque, giuridicamente “apprezzabile” la loro libertà di movimento", dicono i magistrati. "La privazione di libertà personale dei soggetti a bordo della Open Arms ha dunque assunto carattere di illegittimità, non solo in quanto inflitta in violazione di precise norme di rango primario, ma altresì in quanto non era consentita né imposta da alcuna ragione giuridicamente rilevante".

Open Arms, il tribunale dei ministri: "Fu sequestro di persona"

Non solo. "Il reato di sequestro di persona" contestato dal Tribunale dei ministri di Palermo "risulta aggravato dal fatto che la condotta è stata commessa da parte di pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni", scrivono le tre giudici nella richiesta di autorizzazione a procedere al Senato. "Non è infatti dubitabile che l’indicazione del Pos (porto sicuro, ndr) o il suo diniego - era atto rimesso al Ministro dell’Interno che avrebbe dovuto emetterlo quale pubblico ufficiale nell’esercizio di una funzione amministrativa, e che lo stesso ha abusato di tali poteri sviando la funzione esercitata dal risultato per il cui conseguimento essa era normativamente riconosciuta (emissione dell’atto conclusivo di un evento SAR, in funzione di tutela della vita in mare, secondo quanto prescritto dalla normativa nazionale e sovranazionale più volte ricordata) verso finalità ad esso estranee, quale la difesa dei confini, con prioritario accento sulla tutela della sovranità dello Stato, in violazione della citata normativa".

"Altresì configurabile è l’aggravante integrata dalla minore età di alcune delle persone offese, dato che solo in data 18 agosto 2019 fu consentito lo sbarco dei 27 minori non accompagnati che si trovavano ancora a bordo", dicono ancora le giudici.

L'ex ministro dell’Interno, nell'agosto 2019, "era pienamente consapevole di come il proprio rifiuto di concedere alla Open Arms un Pos (porto sicuro, ndr) sulle coste italiane incidesse, comprimendoli, sugli interessi e i diritti fondamentali delle persone soccorse", scrivono le tre giudici del tribunale dei ministri. "Vale la pena di ricordare come le autorità ministeriali coinvolte erano perfettamente a conoscenza e non hanno mai posto in dubbio che all’origine della intera vicenda vi fossero episodi di soccorso in mare di persone in situazione di difficoltà, tanto che lo stesso decreto interministeriale del 1° agosto 2019 assume tale dato di fatto tra le sue premesse, affermando che si era avuto un soccorso di natante 'in distress' - dicono i magistrati nel provvedimento - Inoltre, la presenza a bordo di minori, di soggetti che intendevano avanzare richiesta di asilo e, più in generale, il progressivo peggioramento delle condizioni psicofisiche delle persone trasportate erano circostanze puntualmente portate, in tempo reale, a conoscenza del Ministro, per il tramite di Imrcc che trasmetteva ogni notizia all’Ufficio di Gabinetto".

Open Arms, le email scambiate tra Salvini e Conte

I giudici contestano la violazione delle convenzioni internazionali, con una decisione presa in autonomia dall'allora ministro dell'Interno, come si evince dallo scambio di email con il premier Giuseppe Conte che spinse per far sbarcare immediatamente almeno i minori a bordo.

L'Adnkronos, in possesso della richiesta di autorizzazione, cita i testi di queste email scambiate dal 14 al 17 agosto 2019 tra Salvini e Conte nelle ore del blocco a Pozzallo (durato in totale venti giorni) dei migranti a bordo della Open Arms. "Il 15 agosto il ministro Salvini sottoscriveva una nota di risposta ad una precedente missiva del 14.8.2019 del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con cui lo si era invitato "ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti sull’imbarcazione" - scrivono le tre giudici nel provvedimento di 110 pagine - con tale nota respingeva ogni responsabilità al riguardo, evidenziando che i minori a bordo della nave spagnola dovevano ritenersi soggetti alla giurisdizione dello Stato di bandiera anche con riferimento alla tutela dei loro diritti umani".

"Che, inoltre, non vi erano evidenze per escludere che gli stessi viaggiassero accompagnati da adulti che ne avevano la responsabilità, comunque ricadente sul comandante della nave - si legge ancora nella richiesta di autorizzazione a procedere - che, infine, aveva già dato mandato all’Avvocatura Generale dello Stato per impugnare il decreto di sospensiva del Presidente del Tar del Lazio, che di fatto aveva rimosso ogni ostacolo all’ingresso della nave in acque territoriali".

Sempre dalla carte in possesso dell'Adnkronos si legge: "È dello stesso giorno la nota di risposta del ministro Salvini alla richiesta, avanzata congiuntamente in data 8.8.2019 dal Presidente del Tribunale per i Minori di Palermo e dal Procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale, di informazioni circa i provvedimenti che il Governo intendesse adottare con riferimento ai minori non accompagnati trasportati a bordo della Open Arms: nota con cui il ministro dell’Interno, ribadendo la sussistenza della giurisdizione spagnola in materia, tornava a declinare ogni competenza ad assumere provvedimenti in ordine alla protezione di detti soggetti", scrivono ancora le tre giudici del Tribunale dei ministri di Palermo.

"Sempre il 16 agosto il Presidente del Consiglio dei Ministri rispondeva alla citata missiva del ministro Salvini, ribadendo con forza la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori presenti a bordo della Open Arms, anche alla luce della presenza della nave al limite delle acque territoriali (in effetti vi aveva già fatto ingresso) e potendo, dunque, configurare l’eventuale rifiuto un’ipotesi di illegittimo respingimento - scrivono le magistrate - aggiungeva di aver già ricevuto conferma dalla Commissione europea della disponibilità di una pluralità di Stati a condividere gli oneri dell’ospitalità dei migranti della Open Arms, “indipendentemente dalla loro età”. Invitava, dunque, il ministro dell’Interno ad attivare le procedure, già attuate in altri casi consimili, finalizzate a rendere operativa la redistribuzione".

A questo invito il ministro Salvini ha risposto con un'altra missiva il 17 agosto, "assicurando che, nonostante non condividesse la lettura della normativa proposta dal Presidente Conte, suo malgrado avrebbe dato disposizioni tali da non frapporre ostacoli allo sbarco dei “presunti” minori a bordo della Open Arms, provvedimento che definiva, comunque, come di “esclusiva determinazione” del Presidente del Consiglio", si legge nella richiesta. "Alle ore 20 del 17 agosto veniva eseguita, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, dalla Polizia giudiziaria e da personale medico dell’Usmaf (Uffici di sanità marittima, area di frontiera), un’ispezione della nave, nel corso della quale si constatava il sovraffollamento e le pessime condizioni in cui versavano i migranti a bordo".

Insomma, nella lunga corrispondenza tra Salvini e Conte, l'ex ministro dell'Interno avrebbe ribadito al premier la sua contrarietà allo sbarco. "Il ministro assicurava suo malgrado che avrebbe dato disposizioni tali da non opporre ostacoli allo sbarco dei (presunti) minori a bordo della Open Arms". Cosa che poi avvenne solo su disposizione della magistratura che ordinò l'evacuazione.
 

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