Open Arms, oggi il voto sul processo a Salvini: Italia Viva "in soccorso" del Carroccio

Esito incerto per la richiesta del Tribunale dei ministri di Palermo di processare l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini nell'ambito della vicenda dei migranti della nave Open Arms

Matteo Salvini in una foto ANSA / FABIO FRUSTACI

Open Arms, la Giunta delle immunità del Senato oggi decide su Matteo Salvini: il risultato è incerto ma la mossa a sorpresa dei renziani cambia gli scenari. E' terminata ieri a tarda sera la riunione della giunta per le Elezioni e le immunità del Senato, presieduta da Maurizo Gasparri, chiamata a decidere sulla richiesta del Tribunale dei ministri di Palermo di processare l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini nell'ambito della vicenda dei migranti della nave Open Arms. L'ipotesi di reato è relativa al sequestro di persona aggravato e al rifiuto di atti di ufficio per i fatti avvenuti ad agosto 2019, quando il leader della Lega era ministro dell'Interno. Salvini è accusato di non aver indicato il porto sicuro alla nave spagnola che aveva soccorso i migranti e di aver quindi negato il loro sbarco. L’allora titolare del Viminale negò per alcuni giorni l’approdo a Lampedusa e lo sbarco di 107 persone salvate in acque libiche e internazionali. La giunta deve valutare se l’ex ministro abbia agito - come sostiene - per un preminente interesse pubblico di governo, oppure se andrà processato per sequestro di persona e omissione di atti di ufficio, commessi abusando del ruolo di ministro degli Interni, come da richiesta del tribunale dei ministri di Palermo.

Oggi nuova riunione e intervento del presidente Gasparri che replicherà alla richiesta di autorizzazione a procedere. In tarda mattinata è atteso il voto. Gasparri, che è anche relatore sul caso, ha proposto di negare il processo all'allora Ministro dell'Interno che, ha sostenuto, avrebbe agito nell'interesse superiore di sicurezza del Paese, non per un suo interesse personale, e con l'intesa del governo tutto.

I tempi si sono allungati a causa del lockdown. Dopo la seduta del 25 febbraio scorso la Giunta ha infatti sospeso i lavori per l'emergenza Coronavirus. Sulla base degli orientamenti espressi o lasciati intendere prima della 'pausa forzata' dei lavori della Giunta, risulterebbe decisivo il voto del senatore ex M5s, Mario Giarrusso, confluito nel gruppo misto, e che oggi denuncia di ricevere "minacce e pressioni" per far convergere il suo voto con quelli favorevoli al processo a Salvini. "Noi come M5S continueremo come abbiamo fatto, come nel caso Gregoretti: pensiamo che il confronto per Salvini debba essere davanti alla magistratura quindi voteremo perché possa essere processato come un normale cittadino. E' un caso diverso da quello Diciotti, dove la scelta fu condivisa all'interno del Consiglio dei ministri" ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, a Stasera Italia, su Rete 4.

Giarrusso al momento non si esprime ("Come votare deciderò domani, alla fine della discussione"), mentre i voti degli altri componenti della Giunta dovrebbero portare ad una parità, 11 contro il processo e 11 a favore. Nel dettaglio, i voti contro la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini dovrebbero giungere dalla Lega (5), da Forza Italia (4 compreso il presidente Gasparri), da Fratelli d'Italia (1) e dalle Autonomia (1). Numeri alla mano, così si pensava fino a poche ore fa, i voti a favore del processo a Salvini dovevano essere quelli del M5s (5), di Iv (3), del Pd (1), di Leu (1) e dell'ex 5s, Gregorio De Falco. Incerto il voto dalla senatrice pentastellata Alessandra Riccardi, secondo alcune voci forse orientata a votare contro l'autorizzazione a procedere. 

Ma arriva la mossa a sorpresa di Italia Viva. I tre senatori di Italia Viva che fanno parte della Giunta delle elezioni e delle immunità oggi non parteciperanno al voto. L'annuncio arriva a metà mattina: "Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all'aula. Non c'è stata a nostro parere un'istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall'ex ministro dell'Interno, che non sono arrivate", dice il capogruppo Iv in Giunta per le autorizzazioni del Senato, Francesco Bonifazi.

"La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto", prosegue Bonifazi, "risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex ministro dell'Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest'ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l'avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un'attività istruttoria ulteriore". "Dunque, allo stato dell'arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto", conclude l'esponente di Iv.

Dal canto suo Matteo Salvini ha fatto sapere di essere tranquillo: "Ho difeso la legge, la sovranità, la sicurezza, l'onore e la dignità italiane, con l'accordo dell'intero governo.Sono tranquillo e rifarei tutto, non per interesse personale ma per tutelare il mio Paese", ha detto il leader leghista. “Pd e 5Stelle vogliono mandarmi a processo per aver bloccato uno sbarco l’anno scorso? A differenza di altri, io non cambio idea - ha poi ribadito - fermare gli sbarchi di clandestini, combattere gli scafisti, difendere la sicurezza, l’onore e la dignità dell’Italia non è un reato, ma un dovere. Mi processano? Sono tranquillo. Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui".

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In ogni caso il verdetto dovrà essere ratificato dall'Aula del Senato entro 30 giorni. Quella di oggi è la terza decisione della giunta su Salvini. Nella prima, per il caso Diciotti, la richiesta di processo venne respinta: la Lega era ancora al governo con il M5s. La successiva, per il caso Gregoretti, venne accolta. Il processo, che vede Salvini imputato sempre di sequestro di persona per i migranti trattenuti a bordo della nave militare Gregoretti, avrebbe dovuto aprirsi a Catania il 4 luglio, ma è stato rinviato all'autunno 2020.

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