Venerdì, 7 Maggio 2021
Firenze

Aggressione politica a Salvini? Cosa è successo davvero a Pontassieve

Il leader della Lega è stato strattonato da una 30enne durante la visita in Toscana per la campagna elettorale in vista delle Regionali. I leghisti parlano di attacco politico, ma la ricostruzione della Questura per ora è diversa

Salvini aggredito a Pontassieve (Foto da FirenzeToday)

La visita di Matteo Salvini a Pontassieve, in provincia di Firenze, continua ad essere piuttosto ''movimentata''. Dopo il pranzo annullato per le minacce al ristoratore che avrebbe dovuto ospitare il pasto del leader della Lega, questa mattina il numero uno del Carroccio è stato vittima di una aggressione da parte di una donna che, strattonandolo, gli ha strappato la camicia e il rosario. 

Cosa è successo davvero a Pontassieve

A lanciare sui social la notizia è stato l'esponente della Lega Guglielmo Picchi, che su Twitter ha scritto: ''Matteo Salvini aggredito a Pontassieve da una facinorosa militante antifascista che gli ha strappato camicia e rosario. I veri democratici''. Una descrizione dei fatti che lascia intendere, neanche troppo velatamente, che l'attacco a Salvini sia stato per motivato da cause di appartenenza politica, una protesta tutt'altro che pacifica contro il tour del leader leghista in Toscana in vista delle Regionali.

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Il tweet è stato poi rimosso e sostituito con un più semplice "c'ero a Pontassieve. Ho visto. Provo pena per questo atto non democratico e violento''.

Una tesi 'cavalcata' anche da Elisa Tozzi, capolista della Lega nel collegio Firenze 2 (Megello-Valdisieve-Chianti-Valdarno) alle elezioni regionali: "Questa aggressione è il frutto del clima di intolleranza e di odio che la sinistra continua ad alimentare nei confronti dell'avversario politico, episodio ancor più grave perché preceduto da un post criminoso del sindaco di Pontassieve, nel quale veniva esplicitamente ribadito che Salvini non era un ospite gradito".

Salvini aggredito a Pontassieve, la ricostruzione della Questura

Infatti, a ''saltare al collo'' di Salvini è stata una 30enne congolese che lavora per un progetto del servizio civile del Comune di Pontassieve, che è riuscita ad avvicinarlo e a strattonarlo per le vie della città. La polizia è intervenuta immediatamente per allontanare la donna, che non ha precedenti penali, ed è un'immigrata regolare in Italia. Nei suoi confronti la polizia di Firenze, con la Digos, sta valutando in queste ore una denuncia per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e turbamento di comizio elettorale. Ma si è trattato davvero di un attacco per motivi politici? La versione della Questura è un tantino diversa.

Secondo la ricostruzione della polizia, la donna avrebbe strattonato Salvini, strappando la camicia e la catenina al collo, ''in evidente stato di alterazione psico-fisica". Inoltre, secondo la Questura, non si sarebbe trattato di un gesto programmato, la 30enne infatti stava tornando a casa dal lavoro, incrociando per caso la strada di Salvini e dei suoi sostenitori. La giovane, da quanto è emerso dai primi accertamenti, non si trovava alla manifestazione organizzata contro il leader della Lega e sarebbe quindi sganciata da motivazioni politiche.

Salvini rassicura tutti sui social: ''Tutto bene tranquilli''

Il leader della Lega ha poi postato un commento sul suo profilo Facebook per rassicurare i suoi supporter: ''Tutto bene tranquilli, nessun problema fisico. La camicia strappata la posso ricomprare, il Rosario strappato con violenza dal collo che mi aveva donato un Parroco purtroppo no. A questa rabbia rispondo col sorriso e col lavoro, evviva l’Italia delle donne e degli uomini che credono nella libertà, nella serenità e nel lavoro. P.s. Per la “signora” che mi ha aggredito e insultato non provo rabbia, solo pena e tristezza. Avanti, senza paura e a testa alta''.

Salvini ha poi aggiunto dettagli sulla vicenda durante una diretta Facebook: "Sto bene, ho incontrato una persona che avendo idee che valgono poco ha usato le mani, addirittura mi ha detto 'ti maledico'. Mi ha rotto due rosari, uno di un parroco di Cava dei Tirreni, l'altro dei francescani. E' nata in Congo, ma qui è pieno di congolesi che lavorano, la cosa grave è che pare è che lavora a contatto con il pubblico e si occupa del futuro dei bimbi, questo è grave, non mi ha impaurito, ma solo infastidito".

Anche il Pd toscano, attraverso le parole della segretaria Simona Bonafè, ha condannato l'aggressione nei confronti di Salvini: "Condanniamo con nettezza l'aggressione avvenuta poco fa ai danni di Matteo Salvini. La Toscana è e deve continuare ad essere terra che si contraddistingue per un dibattito politico corretto e noi vogliamo che tutti possano manifestare liberamente le proprie idee, che si tratti di chi la pensa come noi o diversamente".

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