Venerdì, 7 Maggio 2021

Perché i pm chiedono il processo per Salvini e la versione dell’ex ministro sul caso Open Arms

Il segretario della Lega è accusato di avere trattenuto "illecitamente" 147 migranti a bordo della Ong spagnola nell’agosto del 2019. Secondo i magistrati la decisione sarebbe stata esclusivamente del Viminale

Matteo Salvini, foto di repertorio

Il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, al termine della discussione, ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio nell’ambito del procedimento per il caso Open Arms. Salvini è accusato di avere trattenuto "illecitamente" 147 migranti a bordo della ong spagnola nell’agosto del 2019. A differenza della Procura di Catania che per il caso Gregoretti si è pronunciata per il non luogo a procedere, i magistrati di Palermo hanno chiesto invece che Salvini venga processato. 

Open Arms: perché i pm chiedono il processo per Salvini

La prima a parlare è stata la Procuratrice aggiunta Marzia Sabella, seguita dal pm Geri Ferrara. Ha concluso il Capo della Procura Francesco Lo Voi. "Non vedremmo come in un caso come questo non si possa chiedere il rinvio a giudizio", ha ribadito il magistrato.

Secondo i magistrati sul caso di Open Arms non ci sarebbe stata "alcuna condivisione", la decisione, ha spiegato il pm Lo Voi, "era esclusivamente del ministro dell'Interno, il quale come dicono i testi, la prendeva e ne portava a conoscenza, come dice Luigi Di Maio, generalmente con un Tweet o altre forme di pubblicazione solo successivamente gli altri componenti del governo".

L'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso deposizione resa a Catania nell'udienza preliminare del caso Gregoretti, dice il pm ,"si è espresso in maniera chiarissima sul fatto che la responsabilità dell'atto amministrativo di concessione del pos (il porto sicuro, ndr) risalisse alla competenza esclusiva del ministro dell'Interno, così come ha fatto il ministro dell'Interno Lamorgese e gli altri testimoni e il ministro Di Maio, aggiungendo che l'azione amministrativa era in capo al ministro dell'Interno". Lo Voi ha ribadito che la concessione del 'porto sicuro' (place of safety o pos) "compete esclusivamente al ministro dell'Interno". "La mancata concessione del pos veniva appresa, così dicono i ministri, come Luigi Di Maio solo successivamente all'adozione della decisione stessa".

"Non si tratta affatto di un atto politico, ma è stato esclusivamente un atto amministrativo". "Non solo continua a trattarsi di un atto amministrativo, ma aggiunge l'ex premier Conte che non si è mai discusso in Consiglio dei ministri dei singoli casi tanto meno dei dettagli del singoli casi. Sulla concessione dei ps (place of safety, ndr) il Cdm non si è mai occupato" conclude. "Il problema della redistribuzione era un problema generale non era legato ai singoli casi".

Cosa ha detto Salvini in aula sul caso Open Arms

"Sui miei provvedimenti non c'era solo la mia firma ma anche quella di altri ministri come quello dei Trasporti. L'azione del governo era finalizzata a ridurre il traffico esseri umani". Lo ha detto Matteo Salvini rendendo dichiarazioni spontanee nell'udienza preliminare per il caso Open Arms. L'ex ministro ha parlato anche di "riunioni con Conte, Toninelli e talvolta Di Maio".''Il mio mandato è stato caratterizzato da risultati in termini di vite umane salvate e di diminuzione del numero di sbarchi'' ha detto Salvini difendendo il suo operato. "Si trattava di provvedimenti adottati dal ministro dell'Interno, quale autorità nazionale di pubblica sicurezza, di concerto con il ministro della difesa e con il ministro delle infrastrutture e trasporti, secondo le rispettive competenze, informandone il presidente del consiglio dei ministri" avrebbe detto in aula Salvini riferendosi al "divieto di ingresso, transito e sosta nel mare territoriale nazionale".

''L'Italia non si è mai sottratta, né in questo caso né in nessun altro, al dovere di prestare tutta l'assistenza che era necessaria alle persone che ne avevano bisogno" avrebbe spiegato ancora l'ex ministro dell'Interno. "Ogni volta che c'è stata la segnalazione di una necessità sanitaria, l'Italia ha fatto tutto ciò che era necessario per garantire cure e assistenza''. Non solo. Secondo Salvini "anche la Ministra Lamorgese ha adottato le stesse modalità operative che adottavo io". E ancora: "Io sono qui imputato mentre il capitano dell'Open Arms non è andato in Spagna e ha rifiutato i porti". 

La richiesta di rinvio a giudizio ad ogni modo non preoccupa il leader della Lega. "La Procura di Palermo ha chiesto rinvio a giudizio e processo contro di me per sequestro di persona, 15 anni di carcere la pena prevista. Preoccupato? Proprio no" ha scritto nel pomeriggio il leghista sui suoi canali social. "Sono orgoglioso di aver lavorato per proteggere il mio Paese, rispettando la legge, svegliando l'Europa e salvando vite". L'udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 17 aprile per le conclusioni della difesa. 

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