Venerdì, 18 Giugno 2021
La svolta europeista

Il pegno d'amore di Salvini a Draghi

Gli europarlamentari leghisti sciolgono la riserva: "Voteranno a favore del Recovery Resilience Facility". Un passo importante che sancisce l'appoggio, ora palese, della Lega alla nascita del nuovo governo.

Salvini dopo le consultazioni con Draghi (Foto Ansa, Alessandro DI Meo)

"Molto bene, molto bene, non vediamo l'ora di partire". È stato molto franco il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando dopo il colloquio con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, anticipando la svolta europeista del partito che al Parlamento Europeo aveva espresso un atteggiamento contrario al via libera alla creazione del Recovery fund.

"L'ho detto a Draghi, un conto era usare i prestiti dall'Europa con un governo Conte che non aveva condiviso niente con nessuno, niente con le Regioni, i Comuni e le parti sociali. Quindi c'era questo fantasmagorico pacchetto di cui non si sapeva nulla. Un conto è essere protagonisti del buon utilizzo di questi fondi, la qual cosa comporta anche un cambio di atteggiamento e di fiducia da parte della Lega". 

"Quando c'è l'impegno a difendere in Europa l'interesse nazionale italiano, quindi le imprese italiane, la sicurezza e la salute degli italiani, la moda, il turismo e l'agricoltura italiane, quando c'è l'impegno a non aumentare nessuna tassa, nessuna patrimoniale, nessun aumento dell'Imu, nessuna nuova tassa, ma anzi a lavorare per ridurre il carico fiscale a partire dall'Irpef"  

E poco dopo è arrivata la conferma: gli europarlamentari leghisti sciolgono la riserva e anticipano il sì al maxi fondo europeo.

"Preso atto dell'impegno che non ci sarà alcun aumento della pressione fiscale, che la stagione dell'austerity è finalmente archiviata, che si ridiscuteranno i vecchi parametri lacrime e sangue e che si aprira' una stagione nuova per l'utilizzo dei fondi del Recovery, prendiamo l'occasione per riportare l'Italia protagonista - spiegano Lega Marco Zanni, presidente gruppo ID, e Marco Campomenosi, capo delegazione Lega al Parlamento Europeo - Voteremo a favore del Recovery Resilience Facility per dare concretezza alla fase nuova che sta per iniziare".

La svolta europeista della Lega

Il Regolamento dello Strumento europeo per la ripresa e la resilienza - il fondo da 672,5 miliardi di euro - è l'architrave del "Next Generation EU".  Il voto si svolge da remoto oggi e i risultati saranno comunicati domani mattina, ma con il voto a favore del gruppo leghista è certa l'approvazione.

Il regolamento stabilisce tutte le condizioni che gli Stati membri dovranno rispettare nei loro piani nazionali per accedere ai fondi Ue (sovvenzioni e prestiti) loro assegnati nel Piano di recovery europeo, la "governance" dello strumento e i meccanismi di esborso.

La Lega si astenne sul documento durante il voto in commissione europarlamentare ai tempi del governo Conte. Oggi la svolta.

Come sarà il nuovo governo

Un passo importante che sancisce l'appoggio, ora palese, della Lega alla nascita del governo Draghi. Per ora è Giorgia Meloni, l'unica con Fratelli d'Italia a restare fuori dal perimetro del governo di unità nazionale. "La presidente di Fdi è uscita dall'incontro dicendo che il professor Draghi "potrebbe scoprire che all'opposizione ci sia qualcuno di più leale della maggioranza che già litiga. Noi non siamo d'accordo con la nascita di questo governo ma siamo a disposizione della nazione".

Mentre continua il silenzio del premier incaricato sulla composizione dell'esecutivo, oggi le forze politiche uscendo dagli incontri, in alcuni casi durati più del previsto, hanno rivendicato quasi tutte la sintonia con le proposte illustrate dall'ex numero uno della Bce. Se al primo giro di consultazioni, infatti, Draghi si era limitato ad ascoltare, nel secondo è stato lui, raccontano, a parlare di più e per primo, elencando a volte per titoli le questioni su cui intende concentrarsi.

Riforma fiscale all'insegna della progressività, nessun aumento delle tasse, impegno per accelerare il piano vaccinale mettendo in cima alle priorità gli insegnanti, modello Genova per la ripartenza dei cantieri e poi riconversione ecologica come occasione per rilanciare l'economia, ma anche scuola e disabili.  

A sancire il suo sì convinto al governo Draghi oggi è tornato a Roma anche Silvio Berlusconi, una presenza apprezzata dal premier incaricato. Il leader di Forza Italia in poche parole ha sintetizzato il senso dell'operazione: "Quello che nasce è un governo che si fonda sull'unità del Paese e delle forze politiche senza preclusione alcuna. La gravità dell'ora impone a tutti di mettere da parte calcoli, tattiche, interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese". 

Il calendario delle consultazioni di Draghi domani

Per il premier incaricato le prossime saranno le ultime ore di consultazione che lo vedranno incontrare le parti sociali. Un fitto calendario che vedrà sfilare a Montecitorio regioni, enti locali, sindacati, Confindustria e associazioni ambientaliste. 

Alle 10.30 i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Anci e Upi. Alle ore 11-11.20 ABI. Ore 11.20-11.35 Ania. Ore 11.40-12.10 Confindustria. Ore 12.10-12.25 Confapi - Confederazione italiana piccola e media industria privata. Ore 12.30-13.15 CGIL-CISL- UIL. Ore 13.15-13.30 UGL. Ore 14.45-15 Unioncamere. Ore 15.05-15.35 Coldiretti-Agrinsieme. Ore 15.35-15.50 Confcommercio. Ore 16-16.15 Confesercenti. Ore 16.20-16.50 Confartigianato - CNA Confederazione nazionale dell`artigianato-Casartigiani. Ore 16.55-17.25 Alleanza delle cooperative italiane (coordinamento nazionale di Confcooperative, Legacoop e AGCI) - Ue.Coop - Unione europea della cooperative. Ore 17.30-18 WWF Italia-Greenpeace Italia-Legambiente

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