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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica Milano

Manifesti anti clandestini, Matteo Salvini finisce in Tribunale

L'8 febbraio il segretario della Lega Nord dovrà comparire davanti ai giudici: dopo l'esposto per "discriminazione" presentato presso il Tribunale di Milano da due associazioni. Sui manifesti del Carroccio appariva la parola "clandestini"

MILANO - Matteo Salvini risponderà in tribunale di alcuni manifesti sui trentadue profughi che sarebbero dovuti arrivare nell'ex sede distaccata del liceo scientifico di Saronno. Lo hanno stabilito i giudici, rinviando il procedimento all'8 febbraio 2017 e chiamando in causa direttamente la Lega Nord federale di via Bellerio a Milano, il cui segretario è appunto Salvini, dopo avere accettato l'improcedibilità nei confronti della sezione saronnese guidata dal segretario cittadino Davide Borghi: la sezione manca infatti di "personalità giuridica".

Il procedimento, come riporta Milano Today,  è stato avviato, presso il tribunale di Milano, da un esposto di due associazioni (Studi giuridici sull'immigrazione e Naga) in seguito al fatto che, sui manifesti contestati, appariva la parola "clandestini".

Il legale delle due associazioni non ha obiettato sul rinvio e preferisce parlare in concreto del caso, spiegando che "devono esserci limiti anche nel dibattito politico, ed usare certi termini è una discriminazione". Come è noto, i migranti che vengono accolti nei centri dislocati in tutta la penisola non sono necessariamente clandestini: molti di loro, infatti, fanno domanda di riconoscimento dello status di rifugiati e chiedono l'asilo. E, tra essere clandestini e richiedenti asilo, c'è molta differenza.

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