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Lunedì, 20 Maggio 2024
Tensione nel Carroccio

Salvini scarica Zaia ed esalta Vannacci, che attacca: "Basta, gay non si nasce"

Il generale-scrittore batte sul tema dell'omosessualità nella sua campagna elettorale per ottenere un seggio al parlamento europeo. Zan: "Continua a sputare odio". Intanto nella Lega è alta tensione dopo che il segretario chiude definitivamente al tris del governatore in Veneto

Il generale-scrittore Roberto Vannacci continua a battere sul tema dell'omosessualità nella sua campagna elettorale per ottenere un seggio al parlamento europeo. E' candidato in tutti collegi alle elezioni di giugno, non da capolista, con la Lega. Sull'omosessualità "penso di aver affermato dei principi assolutamente ovvii, che non dovrebbero stupire nessuno perché ho parlato di normalità in senso statistico, ho parlato del fatto che omosessuali non si nasce, qualora ci fosse uno scienziato, un genetista, un ricercatore che trovasse questo genoma, beh, potremmo cambiare idea - dice in un video su Instagram - Ma a oggi questo non è avvenuto, quindi se non c'è il genoma dell'omosessualità cos'è che comporterebbe la nascita in qualità di omosessuale? Qualcuno me lo spieghi, perché se la scienza riesce a spiegarmelo allora ci potrei ripensare", conclude Vannacci, tornando così su una sua discussa affermazione ("gli omosessuali non rappresentano la normalità") in un video postato su Instagram.

Zan: "Vannacci continua a sputare odio"

"Vannacci continua a sputare odio - ribatte  Alessandro Zan, responsabile diritti del Partito Democratico -  Sostenere che 'omosessuali non si nasce' apre la strada alle terapie riparative, una tortura già vietata in molti paesi che ha spinto tanti al suicidio. Dopo Egonu, chieda scusa alle persone lgbtqia+, o l'ha fatto solo per paura della querela?", si domanda.

"C'è un'Italia che ha voglia di principi, di valori, di onestà, di lealtà, di famiglia. Sono convinto che, anche con Roberto, cambieremo questa Europa per rovesciare il mondo al contrario e riportare un po' di buonsenso". Lo scrive su Instagram il leader della Lega Matteo Salvini, che ieri sera a Bari ha presentato il suo libro "Controvento" insieme a quello del generale Vannacci "Il coraggio vince".

Cosa sta succedendo nella Lega

La candidatura di Vannacci è risultata indigesta a molti anche dentro la Lega. O il generale-scrittore prenderà una valanga di voti o Matteo Salvini potrebbe giocarsi la leadership e la credibilità, perché i primi a non volerlo in lista sono la stragrande maggioranza di dirigenti e militanti del Carroccio del Nordest, dove in tanti ieri sono rimasti a bocca aperta nel sentire Salvini quasi scaricare Zaia. Non ci sarà nessuna barricata salviniana per spingere il governo Meloni a modificare la legge e permettere ai presidenti di Regione di correre per un terzo mandato. Matteo Salvini scarica Luca Zaia, il più popolare e pericoloso tra i potenziali concorrenti alla leadership del partito: "Per il dopo-Zaia ho già pronti dieci nomi", assicura. In Veneto si vota nel 2025. Ma se le europee fossero un flop (e flop significa essere superati da Forza Italia come secondo partito di centrodestra) per la Lega comincerebbe il redde rationem e si aprirebbe la partita per la successione a Salvini: Zaia e Fedriga sono indicati come i papabili.

In serata un comunicato della Lega prova a gettare acqua sul fuoco: "Il prossimo governatore del Veneto sarà della Lega. Nella convinzione che il vincolo dei due mandati per il Presidente di Regione sia una limitazione alla libertà di scelta dei cittadini, tanto che la Lega è stata l'unica forza in Parlamento a chiederne la modifica, continueremo a lavorare al massimo per il bene supremo del territorio. Luca Zaia è un patrimonio per i Veneti e per tutti gli Italiani: potrà ambire a fare qualunque cosa", si legge nella notte.

Quanti voti sposta davvero Vannacci? E' una domanda tutt'altro che banale. Nei piani di Salvini dovrebbe aiutare il Carroccio a frenare il calo nei sondaggi e superare facilmente sia Forza Italia sia l'asticella dell'8-9%.

Il mondo al contrario

Il generale, 56 anni, 37 passati in divisa tra i parà, ha nel curriculum molte missioni in teatri ad alto rischio come la Somalia, l'Afghanistan, l'Iraq ma al grande pubblico era sostanzialmente ignoto. Poi il libro autoprodotto, "Il mondo al contrario", centinaia di migliaia di copie vendute. Il testo ha destato un certo scalpore per passaggi come "cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione!", "i gay pride sono dominati da sconcezze, stravaganze, blasfemie e turpitudini". Oppure, "se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce - ammazzandolo - perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di legittima difesa visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l’orologio da polso?". Poi ricordava come lo avesse colpito nel 1975 a Parigi la vista di persone di colore: "Nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra". 

Guido Crosetto, ministro della Difesa, gli aveva contestato "farneticazioni personali" che "screditano l'Esercito". Ne era conseguita una sospensione in servizio per 11 mesi. Sospeso, può candidarsi alle elezioni europee senza nemmeno chiedere licenze. Se però sarà eletto a Bruxelles, dovrà chiedere l'aspettativa.

"Il generale Vannacci? È un diverso. E sulle donne dice cose inaccettabili"

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