Sabato, 8 Maggio 2021
Le dichiarazioni

Salvini e la festa dai vicini: "No alla delazione di Stato, gli faccio un colpo di campanello"

Salvini ha detto la sua proprio rispondendo a domanda su un tweet di Gassman, in cui comunicava di aver appena denunciato i suoi vicini perché sentiva che da casa sua provenivano delle urla e della musica

Matteo Salvini - FOTO ANSA

E’ un Matteo Salvini che non indosserebbe la divisa della polizia quello che dovesse trovarsi di fronte ad festino dei vicini. Cosa farebbe il leader della Lega? “Gli faccio un colpo di campanello e gli chiedo se possono stare più tranquilli. Penso che la delazione di stato non fa parte del mio paese ideale, se qualcuno, alla Gassman, che si gloria per aver segnalato o denunciato i vicini. Credo siano altri i meriti civici”. Lo ha detto proprio il leader della Lega Matteo Salvini a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora.   

Dunque no, non ci pensa neppure a fare come Gassman, che ha segnalato il comportamento dei vicini di casa dove, a detta sua, si stava consumando un party fra vicini. Salvini ha detto la sua proprio rispondendo a domanda su quel tweet del noto attore, in cui comunicava di aver appena denunciato i suoi vicini perché sentiva che da casa sua provenivano delle urla e della musica, convinto che fossero in troppi e che si stesse commettendo un illecito. Perché ovviamente, in zona arancione in quel caso, cose di questo genere non erano ammesse dalle regole.

Una posizione che storcere il naso quella di Salvini che, sempre pronto a porsi a difesa delle leggi e dell’operato delle forze di polizia, passa ad essere colui che invita tutti ad avere un atteggiamento morbido verso ipotetici vicini che violano le norme anti Covid. Strano, anche perché è paradossale il fatto che lo dico colui che, insieme al suo partito, avrebbe anche contribuito a scriverle quelle regole.

Salvini e la festa dai vicini: "No alla delazione di Stato"

Sempre al programma radiofonico il leader della Lega parla della riapertura e sulla data ci va cauto. “Aspetto che la scienza dia il suo parere, non le decide Salvini, né è la Lega che ha vinto. Semplicemente noi chiediamo quel che chiedono gli imprenditori ma anche tanti medici perché la chiusura ad oltranza fa danni sanitari, psichici ma anche psichiatrici difficilmente rimediabili. Se ci sono le condizioni in tante regioni d'Italia riaprire mi sembra doveroso”.

Appare invece più scettico sulla decisione di aprire i ristoranti la sera, mantenendo però il coprifuoco alle 22. “Se perfino Speranza è arrivato alla conclusione scientifica che all'aperto si rischia meno che al chiuso, non penso che le 22, le 23 o le 24 facciano la differenza. Tutto questo però dipenderà dal buon senso delle persone”. E Salvini a quel buon senso ci crede perché “c’è voglia di tornare a vivere ma anche consapevolezza dei rischi che ancora corriamo”.

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