Sabato, 15 Maggio 2021

L'aggressione a Salvini è un rito voodoo?

I riti magici dietro Pontassieve? La Lega condivide la notizia su Twitter e si scatena lo sfottò tra chi ci crede (pochi) e chi fa dell'ironia. Intanto gli antropologi non sembrano per nulla d'accordo

Salvini aggredito a Pontassieve (FOTO ANSA)

E' la mattina di mercoledì 9 settembre, siamo a Pontassieve, in provincia di Firenze. Mentre il leader della Lega Matteo Salvini si trova intento a passeggiare per le vie della cittadina toscana, in cui si trova in vista delle prossime elezioni Regionali, viene attaccato da una ragazza 30enne di origini congolesi, tale Auriane Fatime Bindela, che mettendogli le mani al collo riesce a strappare al numero 1 del Carroccio sia la camicia che il rosario. Un gesto sicuramente da condannare per la sua natura violenta, ma che ha dato origine a svariate teorie e speculazioni.

L'aggressione a Salvini è un rito voodoo? 

La prima ''denuncia'' sui social da parte degli esponenti della Lega fa riferimento ad un attacco di natura politica, ipotesi poi smentita dalla ricostruzione della Questura, che invece fa parla di un'aggressione da parte di una persona ''in evidente stato di alterazione psico-fisica'', che tra l'altro non era presente alla manifestazione anti-Salvini avvenuta quella stessa mattina, e che, per caso, si era trovata faccia a faccia con l'ex ministro degli Interni mentre tornava a casa dal lavoro. 

Accantonata quindi la matrice politica di questo raid, dalle pagine de Il Giornale, arriva una seconda e decisamente più 'colorita' ipotesi: Salvini potrebbe essere stato vittima di un rito voodoo. Fermo restando che la supposizione più plausibile rimane quella dell'aggressione di una donna arrabbiata (e con un passato burrascoso), il quotidiano tira fuori dal cilindro la 'strada' della magia nera, paragonando quanto avvenuto a Pontassieve con il famoso rito celebrato in Congo nel 2013 dal padre di Cecile Kyenge nei confronti di Calderoli, altro esponente leghista.

Nell'articolo viene chiesta l'opinione di Andrea Bocchi Modrone, antropologo ed esperto in religioni sincretiche afro-americane, che ammette di aver pensato a questa ipotesi: ''Premesso che a me sembra una persona fuori di testa, però in effetti c'ho pensato anche io e vedo comunque alcuni elementi che possono far pensare anche a un gesto di magia nera tribale''. Dalla rottura del rosario, visto come un talismano magico, fino alla ''maledizione'' della donna nei confronti di Salvini, secondo l'esperto ci sono gli estremi per pensare ad un rito magico.

La magia nera tribale dietro l'aggressione a Salvini a Pontassieve?

Senza dimenticare la tipologia di aggressione fisica che, sempre secondo Bocchi Modrone, ricorda una lotta tribale. Diverso invece il confronto con quello che avvenne sette anni fa con Calderoli: in quel caso si trattò di una vera e propria cerimonia, presentata ufficialmente come tale e svolta dal padre della Kyenge, che aveva dichiarato apertamente di essere uno stregone. Insomma, in quel caso i dubbi erano pressoché nulli, al di là delle effettive conseguenze che il rito ebbe sulla vita dell'esponente della Lega. 

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Ma anche stavolta siamo di fronte ad un rito magico? Secondo l'esperto l'ipotesi più accreditata rimane il gesto di un'esaltata, ma nel frattempo l'articolo, rilanciato sui social dalla Lega, ha provocato uno vero e proprio tsunami di commenti, per la maggior parte ironici. Si va da ''Certo, vi professate tanto cattolici poi credete ai riti pagani'' a ''Ma davvero questa non è una barzelletta?'', fino a ''Questa non è il profilo Twitter di un partito:  è il festival delle ca...te'' e ''La magia nera perderà effetto con la completa restituzione  dei 49 milioni truffati''. Ma non finisce certo tutto qui, tra chi ipotizza che si tratti di una 'truffa' per raccogliere consensi e chi la vede come una 'mossa' per oscurare i fatti di Colleferro, che in questi giorni hanno preso la scena, c'è anche chi crede all'ipotesi del rito magico, ricordando quanto successo a Calderoli e chiedendo (tutt'altro che gentilmente) alla 30enne congolese di tornare al suo Paese a svolgere questo genere di attività. Una cosa è certa, la violenza va sempre condannata, ma farla passare per un rito magico sembra davvero paradossale. C'è da dire che due diversi antropologi, contattati da Today.it per avere conferma della questione, hanno detto: "è un dibattito di una tale bassezza che mi meraviglio che ci si perda tempo". 

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