Lunedì, 20 Settembre 2021
Grandi opere

"Fidatevi di me, sono Sblocca Italia"

Il ministro delle riforme Boschi ha chiesto il voto di fiducia al Senato e Grasso ha convocato la conferenza dei capigruppo subito dopo. L'opposizione protesta ma c'è fretta: il ddl decade l'undici novembre

Il ministro delle riforme Maria Elena Boschi ha chiesto il voto di fiducia al Senato per il il decreto 133/2014, più noto come "Sblocca Italia" su cui il governo non vuole rischi. Adesso si attende la fine della conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente Pietro Grasso, subito dopo la richiesta avanzata da Boschi. 

"FRETTA D'APPROVAZIONE" - La legge è arrivata in discussione in Aula prima che la commissione Lavori pubblici abbia concluso l'esame dei 912 emendamenti, cominciato lunedì 3 novembre. C'è voglia di chiudere, fretta d'approvazione, visto che la scadenza del provvedimento è alle porte: martedì 11 novembre. Ulteriori modifiche che l'assemblea del Senato potrebbe richiedere, compoterebbero molto probabilmente la decadenza del decreto. 

ITER PARLAMENTARE TORTUOSO - Un iter lungo e tortuoso per una delle leggi più sponsorizzate dal premier Matteo Renzi. Ma come biasimarlo? In effetti all'interno dei vari passaggi, che toccheranno tematiche scottanti del nostro Paese, diversi sono gli articoli in cui si parla di Expo2015, cantieri e grandi opere.

POLEMICHE, PROTESTE E TANTI 'NO' - L'opposizione, alla richiesta del ministro Boschi, ha iniziato a protestare. Ma non è soltanto l'iter parlamentare della legge a non convincere i contrari. Il provvedimento avrà un forte impatto sul territorio di varie zone del Paese, nella maggior parte dei casi in luoghi in cui realtà cittadine si sono organizzate per dire no alla cementificazione e alle grandi opere.

Il Forum Italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, che ha anche preso parte a un'audizione informale della commissione Ambiente della Camera dei deputati, non ha problemi a esprimere le proprie perplessità:

Non possiamo che ric onoscere che il decreto calpesta ogni idea  di intervento organico sui temi cari alle oltre mille tra associazioni e comitati

Inoltre mercoledì 15 ottobre le centinaia di realtà sparse per l'Italia che si oppongo al provvedimento, si sono riunite in un presidio durato due giorni a piazza Montecitorio, in occasione dell'arrivo del decreto alla Camera: "Non siamo integralisti, solo cittadini che hanno a cuore il loro territorio" avevano sottolineato durante la mobilitazione. 


COSA C'E' NEL PROVVEDIMENTO - L'esame parlamentare ha confermato sostanzialmente le "pietre miliari" del provvedimento: 3,9 miliardi per opere infrastrutturali e nuovi cantieri, che in questo modo verranno "sbloccati". Tra questi ferrovie e nuove linee per l'alta velocità e interventi su sei aeroporti (Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno). Sono previsti inoltre quasi sette milioni di euro come nuove risorse per la "cantierabilità" da subito. Verranno aumentati anche gli investimenti privati in infrastrutture soprattutto autostradali di circa 10 mld. Ci sono poi nuove aggiunte, che sono emerse durante la fase di conversione, tra cui anche nuove regole per gli interventi di difesa del suolo, dopo le alluvioni che hanno colpito Genova e Parma

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