Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

I 5 Stelle protestano, ma lo Sblocca Italia è legge

Con le mani sporche d'inchiostro, come fosse petrolio, i parlamentari del M5S si sono sdraiati sui banchi del governo per protesta impedendo il voto. Ma passa il sì, con 157 voti favorevoli

ROMA - Esplode la protesta dei Cinque Stelle nell'aula del Senato contro il decreto Sblocca Italia. Alcuni parlamentari si sono sdraiati sui banchi del governo con le mani sporche di inchiostro. Ma il "decretone" è passato ieri sera con 157 voti favorevoli e 110 contrari e nessun astenuto.

Lo Sblocca Italia, già approvato alla Camera, è legge. Il "decretone" contiene misure che vanno dallo sblocco dei cantieri, che partiranno con tempi certi, agli interventi per le calamità naturali, passando per le semplificazioni per l'edilizia, la banda larga e ultralarga, l'ammodernamento delle ferrovie e le concessioni autostradali.

Proprio le norme sulle concessioni sono state l'oggetto degli proteste delle opposizioni (da Sel a Forza Italia al Movimento Cinque Stelle) che accusano il governo di aver chiesto la fiducia in fretta e furia per "nascondere" un "regalo" fatto ai finanziatori di Renzi, quel gruppo Gavio che ha in concessione diverse tratte autostradali del Nord Italia e che doveva essere tra i partecipanti alla cena milanese di auto-finanziamento del Pd nell'agenda del premier per giovedì sera. 

In Aula al Senato i Cinque Stelle - alla fine deferiti - hanno ripetuto l'esposizione di cartelli e striscioni "stop trivellazioni", portando la protesta fino al blocco delle operazioni di voto, con i senatori che, mani nere d'inchiostro come fosse petrolio, si sono stesi sui banchi del governo e si sono seduti lungo i corridoi per bloccare i colleghi.

"Questo decreto - ha spiegato il capogruppo Antonio Airola - sarebbe meglio che si chiamasse Sblocca Trivelle, anziché Sblocca Italia".

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