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Lunedì, 17 Giugno 2024
Fondi Pdl / Roma

Scandalo Lazio, "per quelle locuste, troppo pochi 15mila euro al mese"

Repubblica ricostruisce il "sistema fondi Pdl" per come lo ha spiegato Fiorito agli inquirenti. Oltre al normale stipendio 'da consiglieri', per ogni esponente del Pdl c'erano 100mila euro a disposizione dalle casse del partito

Nel giorno della conferma di Renata Polverini, "si va avanti", è sempre il caso-Fiorito a tenere banco. Al centro, le sue dichiarazioni agli inquirenti che indagano sui fondi del Pdl in Regione Lazio.

Dalle parole di Fiorito emerge un vero e proprio "sistema" nel quale sono coinvolti tutti i pidiellini in Regione. Tutti tranne la presidente.

FIORITO 'SALVA' LA POVERINI - Fiorito in diverse interviste ha tenuto a precisare che "no, di queste cose con Polverini non ne ho mai parlato e non credo che lei sapesse". Ma qualcuno sapeva: "Il presidente del consiglio regionale (Mario Abruzzese, ndr) sono certo che sapesse, ma la presidente della Regione non lo so". E ancora: "E' falso che con i magistrati ho parlato della presidente Polverini: non ho parlato e sulla Polverini non mi hanno fatto nessuna domanda. Lei in questo momento purtroppo ha anche troppi problemi". L'ex capogruppo Pdl ha poi aggiunto: "Non mi piace essere paragonato a Luigi Lusi e non ho paura di andare in carcere perché non c'è motivo di finirci".

IL "SISTEMA FIORITO" - Il "sistema Lazio"? Era "il segreto di Pulcinella, lo sapevano tutti". Così agli inquirenti Franco Fiorito ha provato a spiegare come, tra il 2011 e luglio del 2012, è stato possibile prosciugare qualcosa come 21 milioni di euro di finanziamenti.

Soldi "destinati al rapporto tra elettore ed eletto, al corretto funzionamento dei gruppi" e invece spesi, come spiega Repubblica, "in ostriche, puttane, viaggetti, Satyricon di cartapesta".

Tanti, troppi soldi a testa. "Stecca para": centomila euro netti l'anno per ogni consigliere. Soldi "che si aggiungevano a una busta paga da 13 mila euro netti al mese". Il tutto, coordinato - secondo Fiorito e come riporta Repubblica - "dal presidente dell'Assembrea regionale, il Pdl Mario Abruzzese".

LA BUSTA PAGA DI FIORITO - Al mese: 8.100 euro di stipendio base. 4.190 euro di diaria. 3.000 euro per le spese personali. 8.000 euro per la presidenza del gruppo regionale. 8.000 euro per la presidenza della Commissione Bilancio. In tutto, 31.000 euro al mese. Più 21.000 al mese per "far funzionare il gruppo".

TROPPO POCHI 15 MILA EURO A CONSIGLIERE - A quelle che Fiorito chiama - come riporta Repubblica - "le locuste della Pisana" (la Pisana è il quartiere romano del Consiglio regionale, ndr) non bastano 15 mila euro al mese. E così "con l'inizio della legislatura, nel 2010, si decide di pompare ancora più liquido ai gruppi".

Ecco il sistema come spiegato da Repubblica.

 

"Il governatore e la Giunta fissavano il budget per l'anno finanziario in corso. Il Consiglio lo approvava e lo dettagliava nelle singole voci, compresa quella del trasferimento di fondi ai singoli gruppi. Poi, però, per consuetudine, quella cifra veniva ritoccata". Nel solo 2011, le variazioni di bilancio alla voce fondi "per il rapporto tra elettore ed eletto" conoscono tre variazioni. Alla somma stanziata inizialmente nella finanziaria di 5 milioni e 400 mila euro, si aggiungono infatti prima 3 milioni, quindi altri 3 milioni, quindi 2 milioni e mezzo. Per una tombola che sfiora i 14 milioni. E tutto questo - spiega - "avviene fuori di ogni norma". "Per consuetudine", diciamo. "Provvede il presidente dell'Assemblea regionale Mario Abbruzzese e il suo staff, ritagliando da altre voci di bilancio, quali i trasporti, piuttosto che la scuola o la sanità, importi tali che, convogliati sui gruppi, consentano, alla fine di far tornare il conto". Una "stecca para", appunto. Nella misura di 100 mila euro netti per ogni singolo consigliere. "Vi dico per certo - chiosa con i pm - che il mio gruppo, il Pdl, era nelle stesse condizioni degli altri gruppi rispetto al Sistema. E dunque vi invito a effettuare anche sugli altri partiti accertamenti su come e in che misura i fondi vengano acquisiti e come vengono impiegati".



ALFANO: "FUORI I MERCATI DAL TEMPIO" - "In ogni partito c'è chi si fa i fatti propri e usa per fini privati i soldi pubblici. E nostro dovere è cacciare chi si fa i fatti propri e non i fatti di tutti". Lo dice il segretario Pdl, Angelino Alfano, ospite della Telefonata su Canale 5, a proposito della bufera sul Consiglio regionale del Lazio, che coinvolge esponenti Pdl. Proprio oggi alla Pisana si svolgerà il voto 'decisivo' sui tagli proposti dalla governatrice, Renata Polverini, che si è detta "tradita dal sistema".  

Una delle priorità, assicura Alfano, è "mandare a quel paese chi ha sbagliato" e il Pdl farà di tutto per "cacciare dal tempio mercanti che hanno dilapidato patrimonio di credibilità".

QUESTIONE "EX AN" -   Poi una riflessione sulle ombre di scissione nel Pdl da parte degli ex An: "La mia impressione è che non hanno alcuna voglia di andare via e che sono dispiaciuti più degli altri, anche per il fatto che uno come Fiorito provenisse dalla storia della destra italiana e da una militanza lunghissima, cosa che ha sorpreso un po' tutti".

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