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Mercoledì, 29 Maggio 2024
L'intervista

Schlein: "Voglio ricompattare l'anima della sinistra"

La neo segretaria del Pd ospite a Che tempo che fa ha parlato della sua idea di partito e ha garantito: "È finito il tempo dei personalismi e della conflittualità interna"

Nel Pd "è finito il tempo dei personalismi e della conflittualità interna", che è solo "energia sprecata" rispetto all'obiettivo principale che è "costruire una alternativa alle destre". Dopo la partecipazione alla manifestazione antifascista di Firenze ieri, oggi Elly Schlein ha usato il palcoscenico di Che tempo che fa per spiegare la sua visione del Partito democratico, di cui è stata appena eletta segretaria, con un trionfo alle primarie. Parlando con Fabio Fazio, Schlein ha sottolineato che fin da subito con il suo sfidante Stefano Bonaccini "abbiamo voluto testimoniare la nostra voglia di lavorare insieme salvaguardare pluralismo tenere insieme comunità ma senza rinunciare a direzione chiara", e ha escluso "assolutamente" il rischio scissioni.

La segretaria, che ha lanciato il tesseramento online, ha ripercorso le tappe della sua scalata alla segreteria, ribadendo i punti fermi del suo programma dentro al partito e fuori: "Voglio ricompattare l'anima di sinistra" e quindi lotta alle diseguaglianze, salari dignitosi, sanità e scuola pubblica. "Noi siamo vicini a quell'Italia di persone che fanno fatica ad andare avanti", ha garantito. Ma anche, ha aggiunto, "a quella delle piccole e medie imprese che fanno fatica". E spingendosi ancora oltre: "È bene che ci sia chi fa i profitti, a noi interessa però che poi siano ben redistribuiti".

Parlando delle armi all'Ucraina ha ricordato: "Abbiamo già votato su questo in Parlamento, bisogna sostenere il popolo ucraino rispetto a una invasione criminale, questo non è mai stato messo in discussione" ma "non ci può essere sinistra senza ambizione di costruire un futuro di pace". "I conflitti non si risolvono solo con le armi, vorrei un protagonismo forte della Ue dal punto di vista politico e diplomatico, un ruolo forte perché Putin non è isolato, ci sono ancora ancora molti paesi che lo supportano. Bisogna riuscire a fare ancora maggiore pressione per costruire un terreno che possa portare alla fine di questo conflitto", ha aggiunto.

Schlein ha poi criticato l'autonomia differenziata. "Di fronti aperti con questo governo, purtroppo, ce ne sono tanti. Sta forzando la mano anche sul tema delle diseguaglianze territoriali", ha dichiarato accusando la maggioranza di aver portato avanti la riforma "scavalcando il Parlamento", e "per questo ci opporremo con forza a questo disegno".

Critiche anche al ministro dell'Interno Piantedosi, per le parole suo migranti morti in mare che "non dovevano partire". "Quello che è successo è gravissimo ed è una ferita profonda, il ministro ha colpevolizzato chi parte anziché chiedersi cosa devono fare le istituzioni europee e italiane per evitare che accadano ancora stragi come questa. Si dovrebbe rispondergli: qual è l'alternativa che hanno queste persone che cercano protezione internazionale? Il ministro, prima di dire cose inumane, dovrebbe porsi il tema che noi non abbiamo vie legali e sicure per l'ingresso in Europa per chi fugge da guerre, discriminazioni e torture e ha diritto a chiedere protezione internazionale nei nostri Paesi", ha affermato.

Per quanto riguarda il tema delle alleanze Schlein si è detta convinta di poter trovare delle convergenze sia con il leader dei 5 Stelle che quello di Azione, Carlo Calenda: "Li ho sentiti. Penso che alcune battaglie come quella sul salario minimo e la difesa della sanità pubblica possiamo farle insieme".

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