Sabato, 23 Ottobre 2021
Neri illegali

Il Governo si occuperà dello scioglimento delle forze neofasciste

Due le iniziative parlamentari presentate oggi mentre il premier Draghi incontrando il segretario della Cgil Landini ha spiegato che il consiglio dei ministri si occuperà dello scioglimento di Forza Nuova

Nei prossimi giorni il Governo discuterà dello scioglimento delle forze che si richiamano al fascismo come Forza Nuova. Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini al termine della visita del premier Draghi alla sede del sindacato devastata a margine della manifestazione "no green pass" che si è svolta sabato a Roma. "Ho fatto presente al presidente Draghi che sabato nel corso della nostra manifestazione avanzeremo la richiesta di scioglimento delle forze che si richiamano al fascismo, come prevede la Costituzione" ha detto Landini. "Un provvedimento che consideriamo necessario - spiega - e sul quale Draghi ha detto che ne discuteranno nei prossimi giorni. Per noi è una delle ragioni della manifestazione". 

Lo scioglimento dei neofascisti

In merito alle annunciate mozioni per chiedere lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste, sono già due le iniziative parlamentari presentate oggi. La prima è quella del Partito Democratico che chiede al Governo di sciogliere "l'organizzazione neofascista Forza Nuova e le altre formazioni che si richiamano al fascismo" e si augura che tutte le forze politiche "autenticamente democratiche la sottoscrivano". 

"La gravità delle azioni violente poste in essere - si legge - è aumentata dall'evidente matrice fascista troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l'ispirazione di queste organizzazioni politiche all'eredità del ventennio fascista e l'uso della forza e della violenza come "metodo" di azione politica in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana". Nel testo della mozione depositata dal Pd alla Camera e al Senato si richiama a tre precedenti, ovvero lo scioglimento dei movimenti politici Ordine Nuovo (1973), Avanguardia Nazionale (1976) e Fronte nazionale (2000) sciolti in virtù della legge Scelba. 

"Quanto avvenuto il 9 ottobre scorso a Roma rientra chiaramente tra le fattispecie previste dalla legge Scelba, ovvero l'uso della violenza quale metodo di lotta politica, il propugnare la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione, la denigrazione della democrazia e delle sue istituzioni", spiega tra le altre cose la mozione.

Non si tratta dell'unica iniziativa: al Senato su iniziativa di Riccardo Nencini (Psi) e di Davide Faraone (Iv) è stata presentata una mozione simile per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova "un movimento di estrema destra, per ammissione dei suoi fondatori di chiaro stampo neofascista" si legge nella mozione che ricorda come i fondatori, Roberto Fiore e Massimo Morsello, siano stati a suo tempo condannati per associazione sovversiva e banda armata.

Come ricordato anche dalla precedente mozione del Pd, il richiamo è alla legge Scelba e alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista

La legge Scelba e il divieto di fascismo

Come si legge nella Costituzione, se l’articolo 49 sancisce il diritto dei cittadini ad associarsi liberamente in partiti, nella XII disposizione transitoria non lascia spazio alla riorganizzazione "sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista". Tale principio sancito dai padri costituenti ha trovato attuazione nel 1952 con la legge 20 Giugno 1952 n.645 nota come “legge Scelba” che ha finito poi con il delineare un divieto più esteso: ovvero quella a un’associazione o un movimento che “persegue finalità antidemocratica propria del partito fascista” non soltanto per l’esaltazione, la minaccia e l’uso della violenza come metodo di lotta politica ma altresì per alcune ulteriori caratteristiche collegate a una precisa connotazione ideologica. Fra queste il fatto di propugnare la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o di denigrare la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o di svolgere propaganda razzista, ovvero di rivolgere la propria attività all’esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del partito fascista o di compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Secondo la legge pertanto il Ministero per l’Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, può ordinare lo scioglimento e la confisca dei beni di un’associazione, movimento o gruppo a solo dopo un processo e "qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista". Tuttavia nei casi straordinari di necessità e urgenza, il Governo, può adottare il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto legge.

Antiterrorismo e Procura indagano sul sabato fascista

Sui fatti di sabato, intanto, la Procura di Roma ha aperto due fascicoli d'inchiesta: uno sui 6 arrestati, ritenuti promotori della rivolta, tra cui Roberto Fiore, Giuliano Castellino di Forza Nuova, l'ex Nar Luigi Aronica e il leader del movimento IoApro, Biagio Passaro. L'accusa è di istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio. Il secondo, sugli altri 6 arrestati per resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

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