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Sabato, 29 Gennaio 2022
Politica Italia

Scuola, dai nuovi concorsi al contratto per i docenti: le novità del 2017

Tutte le sfide della scuola dopo l'annus horribilis che ha visto diversi istituti a Natale ancora in cerca di docenti e supplenti

Se il 2017 viene considerato particolarmente fortunato dagli studenti e da chi attende qualche giorno di riposo per staccare dalla routine quotidiana visti i molteplici "Ponti" ci sono ben altre scadenze che sopratutto i docenti devono tener conto per l'anno in arrivo.

Il decreto legge "Milleproroghe" ha modificato la legge sulla Buona Scuola e ha sciolto il nodo della riapertura della III fascia delle graduatorie di istituto per chi ha anche il solo titolo di laurea, Dunque, chi ha il titolo potrà inserirsi in III fascia, chi è già iscritto in II o III fascia potrà aggiornare i titoli, cambiare provincia o scuole scelte, o aggiunge nuove classi di concorso.

La procedura dovrebbe essere avviata in primavera mentre l'aggiornamento sarà triennale. Secondo l’attuale normativa è possibile inserirsi in un’unica provincia, con 20 scuole da scegliere. Un limite che è stato spesso contestato dai precari.

L'obiettivo sarà quello di aprire regolarmente il prossimo anno scolastico 2017/2018 e nelle migliori condizioni. A tal fine, verrà redatto un cronoprogramma di lavoro molto preciso che possa garantire al sistema il miglior funzionamento possibile: dalle assunzioni alla mobilità, sino all'assegnazione delle supplenze, un problema, quest'ultimo, da affrontare seriamente visti i grossissimi disagi incontrati nei primi mesi del corrente anno scolastico.

Una prima importante differenza rispetto al 2016 riguarda proprio lo svolgimento delle operazioni, visto che la mobilità avverrà in un'unica fase, comunque, suddivisa in un primo step su base provinciale a cui farà seguito la mobilità interprovinciale. Un'altra importante differenza sarà costituita dal numero dei posti, visto che lo scorso anno si svolse sul 100% dei posti a disposizione, mentre, in questo caso, la mobilità interprovinciale potrà contare solo sul 40% dei posti disponibili: il restante 60 per cento verrà riservato alle immissioni in ruolo.

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