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Venerdì, 24 Maggio 2024
Caos Rai

"Non può finire qui": dopo il caso Scurati il provvedimento Rai su Bortone

Indiscrezioni parlano di un provvedimento disciplinare per la conduttrice di "Che sarà" dopo il monologo decantato su Rai3. E a giugno la chiusura del programma. Il sindacato Usigrai si mobilita. Il comunicato letto in tv

"Quello che è accaduto non può finire qui". È lo stesso amministratore delegato della Rai Roberto Sergio a chiedere una relazione sul caso Scurati e annuncia "provvedimenti drastici" spiegando di aver appreso della censura del monologo sul 25 aprile solo dal post sui social della conduttrice Serena Bortone. "Da settimane la Rai è vittima di una guerra politica quotidiana con l'obiettivo di distruggerla" accusa poi l'ad della stessa tv pubblica. Un'accusa destinata a colpire la dirigenza della Rai al settimo piano di viale Mazzini ma anche il governo che della tv pubblica è il vero azionista di riferimento. Sul tavolo un cambio della governance ma anche la ricerca di risorse dopo la sforbiciata al canone e la fuga dei volti celebri con relativo danno sui proventi pubblicitari.

I retroscenisti dipingono una Giorgia Meloni furiosa dopo la polemica politica nata ancor prima del 25 aprile. Una polemica vigorosa che non accenna a spegnersi e viene rilanciata sui social.

L'anniversario della Liberazione dal nazifascismo si stava avvicinando senza troppo rumore, a differenza dell’anno scorso, quando le dichiarazioni controverse del presidente del Senato Ignazio La Russa avevano generato polemiche durissime. Invece il caso Scurati ha riaperto il dibattito sulla matrice ideologica del governo. Governo a cui sono imputabili le decisioni in quanto controllante - direttamente o tramite le scelte dei ruoli chiave - della tv pubblica.

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La frettolosa toppa messa sui social dalla premier per respingere l'accusa di censura governativa sugli ospiti della tv pubblica, è indicativa del malcelato malcontento verso le decisioni prese - anche solo per compiacenza - dalla dirigenza Rai. Sotto accusa ci sono il direttore dell'approfondimento Paolo Corsini e il direttore generale Giampaolo Rossi. Ma nel mirino ci sarebbe anche il vicedirettore Giovanni Alibrandi che avrebbe seguito la trattativa per il compenso a Scurati prima che venisse risolto concordando una partecipazione gratuita. Poi lo stop editoriale. Poco contano le polemiche di chi si appiglia al rispetto della par condicio, un istituto che riguarda gli interventi politici, e non ad artisti, giornalisti, esperti la cui libertà di espressione è tutelata costituzionalmente.

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Cosa succederà ora? L'opposizione compatta (e la consigliera in quota Pd, Francesca Bria) chiede alla presidente Marinella Soldi di intervenire e s'impegna a portare il caso in Vigilanza.

francesca bria

Usigrai e Cdr Apprfondimenti gridano alla censura ricordando le scelte fatte dallo stesso amministratore delegato.

"Abbiamo il dovere di ricordarle che il suo primo atto come AD è stato quello di nominare Direttore generale, una persona che ha definito l’antifascismo nel 2019 una caricatura paradossale" scrivono i delegati sindacali Usigrai.

Usigrai ricorda anche la scelta di parlare di aborto a Porta a Porta con 8 ospiti tutti uomini e la decisione di cancellare metà delle repliche estive di Report. "Dobbiamo ricordare che il Direttore dell’approfondimento (Paolo Corsini, ndr) è stato scelto da lei. E non ci sono state conseguenze quando sul palco di Atreju ha definito Fratelli d’Italia 'il nostro partito'. Ma non è mai tardi per cambiare rotta" incalzano dal sindacato Rai che leggerà un comunicato nelle principali edizioni dei telegiornali.  

L'azienda pubblica replica alle accuse dipingendole come "un tentativo di strumentalizzare con polemiche sterili" spiegando come l'impegno della dirigenza Rai sia quella di "innovare, sperimentare nuovi contenuti e nuove narrazioni, aggiungere opinioni, idee e punti di vista vuol dire essere ancora più pluralisti di come la Rai è stata in passato". 

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La conseguenza più pesante però potrebbe finire direttamente sul capo della conduttrice Serena Bortone che il monologo di Antonio Scurati lo ha recitato in diretta. Fonti interne ipotizzano un provvedimento disciplinare e a giugno la chiusura del programma. C'è da scommetterci: se quanto ipotizzato dovesse davvero avvenire le polemiche sono destinate a divampare, ancor più di ora. 

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