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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Chi c'è dietro i tre candidati alla segreteria del Pd

Renzi: "Saremo in 12 e metà saranno donne". I nomi? Fassino alla presidenza e un suo fidatissimo, Luca Lotti. Cuperlo annuncia una squadra in cui "ci sarà un membro a Bruxelles". Con Civati, Barca e Maria Carmale Lanzetta

Primarie Pd, Renzi riparte da 12. In dodici faranno parte della segreteria, la sua, nel caso di vittoria. “E metà saranno donne”, ha fatto sapere il rottamatore. Di nomi certi, non ce ne sono. Tranne uno, il fidatissimo Luca Lotti. Il tutto fare di Renzi. Fiorentino, deputato, è sempre stato a fianco del sindaco. A lui fino ad oggi le faccende più delicate: dalle candidature nelle liste ai rapporti col gruppo parlamentare. A lui toccherebbe ruolo di coordinatore della segreteria del Pd.

Poi le signore e signorine, appunto. Partendo da chi, probabilmente non ci sarà: Simona Bonafé, già sul camper delle primarie 2012; Elena Maria Boschi, che di corto si è occupata dell’organizzazione dell’ultima Leopolda. Le due, in quota rosa, pagherebbero proprio la troppa appartenenza. Quel ‘cerchio magico’ fiorentino che darebbe l’impressione di un partito blindato attorno la mura di Palazzo Vecchio. D’altra parte c’è un’altra ‘letteratura’ politica che vede Bonafè e Boschi in squadra: con la prima responsabile del capitolo ambiente, la seconda alla direzione delle comunicazioni.  

Ragionamenti, toto nomi, dinamiche fiorentine e quelle nazionali. Le stesse che stanno portando in auge Piero Fassino, il sindaco di Torino, presidente dell’Anci, già segretario dei Ds, che potrebbe ricoprire il ruolo che, nell’era Bersani, è stato affidato a Rosy Bindi: la presidenza dem. Ancora, parlando di papabili. A Lorenzo Guerini, renziano di ferro ed ex sindaco di Lodi, potrebbe toccare la cassa dei democratici, la tesoreria. Ruolo delicatissimo, al tempo degli scandali all’ordine del giorno (vedi caso Lusi; vedi Belsito; vedi Fiorito).

Altri nomi, come racconta Libero.it

All'organizzazione potrebbe andare Stefano Bonacini, ex bersaniano, segretario del Pd emiliano e in predicato per una candidatura a sindaco di Modena. Per la casella di responsabile economico girano i nomi di due economisti: il deputato Yoram Gutgeld (notoriamente il guru economico del sindaco di Firenze) e il bocconiano Tommaso Nannicini.  Tra le donne, che saranno la metà dei dodici in squadra, i nomi più accreditati sono quello della governatrice del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani e quello della giovane insegnante palerminata Mila Spicola. Per la comunicazione, favorito sembra essere Antonio Funiciello, uno dei volti nuovi e in ascesa del renzismo.

CUPERLO – Toto nomi, che è un ‘giochino’ – un po’ come il toto ministri – e che riguarda anche gli altri candidati in corsa. A partire da Cuperlo: “Se vincerò io, nella mia segreteria ci sarà un membro distaccato a Bruxelles, perché l’agenda europea è un pezzo dell’agenda italiana, e una volta al mese riunirò a Bruxelles la segreteria”. Un discorso che, nel caso del delfino di D’Alema, si fa geografico itinerante: “La mia sarebbe una segreteria itinerante: non la riunirei sempre a Roma, ma in diverse città d’Italia, nei luoghi della difficoltà, della crisi”. Di nomi ufficiali non ce ne sono, un po’ come per Renzi (anche se in questo caso il ‘chiasso’ e il ronzio è più forte). Ma come il sindaco di Firenze preannuncia la parità tra i sessi: ci sarà “un numero paritario tra uomini e donne”.

CIVATI – Anche per Pippo Civati, il terzo sfidante, far nomi è prematuro. E tuttavia uno l’ha già fatto la sera del confronto su Sky: Maria Carmale Lanzetta, il sindaco anti ‘ndrangheta di Monasterace. “Se vinco io, tanto vinco io, la porterò con me in segretaria”. Eppure, anche in questo caso, la lista sarebbe pronta. Lo scrive La Stampa:

“Ci sono altre personalità che vorrebbe portare in una eventuale squadra, mixando esperienza e nuove leve: l’ex ministro Fabrizio Barca, il senatore Walter Tocci, ma anche il giovane assessore provinciale di Reggio Emilia Mirko Tutino e una delle leader del movimento OccupyPd, Elly Schlein”.

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