Lunedì, 8 Marzo 2021

Quota 158: come il governo Conte può guadagnare presto altri due voti

Il M5s Francesco Castiello ieri era assente per motivi di salute, ma non ha mai smesso di sostenere la maggioranza. Che potrebbe contare anche sull'appoggio di Eugenio Comincini, senatore di Italia Viva che ha fatto sapere di non voler passare all'opposizione

Francesco Castiello. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Se è vero che ieri il pallottoliere del Senato si è fermato a quota 156, la maggioranza potrà fare affidamento sui voti di altri due senatori per puntellare l’esecutivo. Si tratta dell’M5s Francesco Castiello, avvocato di Salerno, e (forse) di Eugenio Comincini, eletto con il Pd ma poi passato a Italia Viva, che potrebbe presto unirsi al drappello dei “volentorosi”. Castiello è in realtà già organico alla maggioranza. Ieri non era presente alla “conta” in Senato perché positivo al coronavirus, ma sarà presto della partita. È lui stesso a spiegare su facebook che il premier in realtà ha ottenuto 156 voti +1: il suo. “La mia convalescenza durerà ancora qualche altro giorno a causa delle conseguenze provocate dal Covid, ma presto ritornerò in Senato, tra le fila della maggioranza, per sostenere in prima linea il governo e il M5S in tutte le battaglie che affronteremo”.

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Eugenio Comincini: il senatore di Italia Viva pronto a sostenere il governo Conte

Per quanto riguarda Comincini il discorso è più complesso. Ieri si è astenuto insieme a tutto il gruppo di Italia Viva, ma si dice pronto a dialogare con il governo per trovare una soluzione alla crisi. “All’inizio di questa crisi  - ha scritto Comincini su facebook - ho detto chiaramente a Matteo Renzi che, comunque ne saremmo usciti, io non mi sarei messo nella condizione di votare in modo completamente opposto a ciò che esprime il partito nelle cui liste sono stato eletto, per rispetto degli elettori che si sono fidati. Scelta opinabile e discutibile: ma la mia coscienza mi pone questo limite. E non ci cammino sopra in nessun modo. Ho quindi lavorato alla posizione di astensione, intesa in modo costruttivo, ponendomi due paletti: lo sforzo per un governo possibilmente migliore, con un altro di legislatura nell’ambito della stessa maggioranza, e il rifiuto di ogni rischio che conduca ad elezioni anticipate”. Se la ricucitura con le altre forze di maggioranza non si realizzasse, “io non mi collocherei all’opposizione” dice con passo felpato Comincini. E sono 158.

Il governo a caccia di "volenterosi": i nomi papabili

Ci sono poi altri nomi papabili. Come quello della senatrice Udc Paola Binetti che benché abbia votato "no" non ha chiuso del tutto le porte alla maggioranza. "Oggi non sostengo il governo. Del doman non v'è certezza". Un sostegno potrebbe arrivare da altri senatori a vita come Carlo Rubbia che però ieri era assente in Senato e comunque finora non ha mai preso posizione a favore del Conte bis. Si fanno anche i nomi di senatori ex M5s come Tiziana Drago che ieri si è schierata per il “no”, ma ha valutato fino all’ultimo momento l’opportunità di votare la fiducia a Conte. Insomma, il pallottoliere potrebbe dar ragione a Conte. Certo, sarebbe comunque un tirare a campare. Che però è sempre meglio che tirare le cuoia. 

Riprendo dal penultimo post che avevo pubblicato sulla mia bacheca, nel quale spiegavo la fatica di trovare una...

Pubblicato da Eugenio Comincini su Martedì 19 gennaio 2021
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