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Giovedì, 2 Dicembre 2021
CRONACA / Italia

Cucchi, parla Giovanardi: "Il tempo è galantuomo e ha fatto giustizia"

"Purtroppo, come ho detto fin dall' inizio, le problematiche del povero Stefano Cucchi avrebbero dovuto trovare maggiore attenzione da parte di chi era tenuto a contrastare la sua presunta volonta' di non volersi né nutrire né curaré"

Non ha mai nascosto quello che pensava sul caso Cucchi, Carlo Giovanardi.

Anche dopo la lettura della sentenza attacca. "Il tempo é galantuomo e ha fatto giustizia di pregiudiziali ideologiche, enfatizzate dai media, che attribuivano responsabilita' agli agenti di custodia per un pestaggio mai avvenuto. Purtroppo, come ho detto fin dall' inizio, le problematiche del povero Stefano Cucchi avrebbero dovuto trovare maggiore attenzione da parte di chi era tenuto a contrastare la sua presunta volonta' di non volersi né nutrire né curaré": cosi' il senatore Pdl Carlo Giovanardi in una nota.

"Tutte le perizie - diceva Giovanardi quattro mesi fa - arrivano alla conclusione che non c'è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori".

"Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni perché dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l'hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi". Gli agenti sotto processo sono per Giovanardi "tre poveri cristi che lavorano per 1200 euro al mese e subiscono un processo su un'accusa costruita sul nulla".

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