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Lunedì, 23 Maggio 2022
Genova 2001 / Genova

Manganelli: "E' il momento delle scuse". Agnoletto: "Ora le dimissioni di De Gennaro"

Così il capo della Polizia commenta la sentenza sui fatti della Diaz. Ma difende il 'suo' corpo e spiega che gli agenti oggi condannati in questi anni hanno fatto carriera "meritatamente". Ma l'allora Social Forum vuole la testa del suo precedessore

Per Antonio Manganelli, dopo la sentenza sui fatti della Diaz durante il G8 2001 di Genova, "è il momento delle scuse".

Scuse che il capo della Polizia giudica "dovute". Scuse rivolte soprattutto "ai cittadini che hanno subito danni" nella notte della Diaz. Scuse anche a chi, "avendo fiducia nella Polizia", in quel momento "l'ha vista in difficoltà per qualche comportamento errato ed esigono sempre maggiore professionalità ed efficienza". 

Dalle scuse ai cittadini, alla difesa dei suoi uomini il passo è breve. Manganelli spiega che, se gli agenti e i funzionari condannati con pene tra i 3 e i 5 anni, molti in questi 11 anni hanno fatto carriera è perché "l'istituzione che ho l'onore di dirigere ha sempre ritenuto fondamentale che venisse salvaguardato a tutti i poliziotti un normale percorso professionale, anche alla luce dei non pochi risultati operativi da loro raggiunti". 

Ma ora che quei poliziotti, che in questi 11 anni hanno raggiunto "non pochi risultati operativi", sono stati condannati da un tribunale con sentenza definitiva, ecco che Manganelli dovrà, in primis, sospenderli dal loro incarico per 5 anni e, di concerto con il Ministero dell'Interno, iniziare il percorso che - a partire dal deferimento - porterà gli alti funzionari condannati alla radiazione dal corpo. 

Pariamo di Francesco Gratteri, oggi capo del dipartimento centrale anticrimine, Giovanni Luperi, oggi ai servizi segreti, Gilberto Caldarozzi, capo del Servizio centrale operativo, Vincenzo Canterini, capo della celere di Roma. E ancora: Filippo Ferri, oggi capo della mobile di Firenze, Spartaco Mortola, vicequestore di Torino, Massimiliano Di Bernardini, a capo del nucleo antirapine della Mobile di Roma. In tutto, 25 appartenenti al Corpo di Polizia. 

Chi invece non è stato ritenuto colpevole è l'attuale sottosegretario Gianni De Gennaro. Lui durante Genova era il capo di quegli uomini che assaltarono la Diaz. Di quegli uomini oggi condannati. E da più parti, tra chi chiede che sia fatta "giustizia" su tutta la gestione dell'ordine pubblico del G8 di Genova, oggi si chiede anche la sua testa. Non sotto forma di condanna, ma di "dovute dimissioni" come ha commentato subito dopo la sentenza Vittorio Agnoletto, uno dei portavoce di quel Social Forum

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