Giovedì, 3 Dicembre 2020

Sfiducia Bonafede, bocciate le due mozioni: il Governo regge

Il ministro della Giustizia ha replicato nell'Aula del Senato alle mozioni presentate dal centrodestra e da Più Europa: "Io sempre contro il malaffare". Il leader di Italia Viva scongiura l'ipotesi crisi

Il ministro della Giustizia Bonafede

Confermata la fiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il Governo può tirare un sospiro di sollievo. L'Aula del Senato ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del Guardasicilli presentata dal centrodestra. I sì sono stati 131, i no 160, un astenuto. Respinta dal Senato anche la mozione di sfiducia individuale presentata dalla senatrice di 'Più Europa', Emma Bonino. I no sono stati 158, contro 124 sì e 19 astenuti. Alla luce di questi verdetti è ufficialmente scongiurata l'ipotesi della crisi di Governo, che si sarebbe innescata nel caso in cui le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia fossero state approvate.

Sfiducia Bonafede, Renzi: "Votiamo contro le mozioni"

"Votiamo contro mozioni sfiducia Bonafede". Lo ha annunciato Matteo Renzi, leader di Italia Viva, intervenendo al Senato nella seduta che discute le mozioni di sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. "Se votassimo come lei ha votato nei confronti dei membri dei nostri governi, lei oggi dovrebbe andare a casa. Ma noi non siamo come voi. Mi auguro che questa vicenda la possa far riflettere dal punto di vista personale e possa far riflettere i colleghi del Movimento 5 Stelle", ha aggiunto.

"Se votassimo con il metodo usato da lei nella sua esperienza parlamentare nei confronti dei membri del governo lei oggi dovrebbe andare a casa: Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi. Non ho dubbi - ha proseguito Renzi - lei è tutto e tranne che avvicinabile dalla mafia, ma spero che questa vicenda possa far riflettere: essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere la propria famiglia a subire l'onta fa male, la notte passi a pensare che è colpa tua".

"Riconosco a Conte di aver dato segnali importanti, sull'Irap, con la battaglia al fianco della Bellanova, con la accelerazione sulle riaperture, e tuttavia ancora molto è da fare". "Non ci interessano i sottosegretari, ci interessano i cantieri", ha aggiunto  Matteo Renzi in aula al Senato sottolineando: "Quando portiamo idee non cerchiamo visibilità ma cerchiamo di affermare concetti".

Sfiducia Bonafede, la risposta del ministro della Giustizia

La vicenda che riguarda Nino Di Matteo "è stata ormai a dir poco sviscerata in ogni sua parte". E "sono stati ampiamente sgomberati tutti gli pseudo-dubbi". Inizia così l'intervento al Senato del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ribadendo che la scelta del capo del Dap fu discrezionale. Sulla scelta del capo del Dap che portò il ministro della Giustizia a scegliere Francesco Basentini invece di Nino Di Matteo non ci fu "nessun condizionamento. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione". "E' totalmente falsa l'immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri addirittura per i detenuti più pericolosi", ha sottolineato Bonafede. I giudici che hanno scarcerato i detenuti in questi ultimi mesi lo hanno fatto in base a leggi "in vigore da 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato".

"In queste ultime tre settimane - ha aggiunto Bonafede - fuori da qui si è sviluppato un dibattito gravemente viziato da allusioni e illazioni; per rispetto delle istituzioni, piuttosto che alimentare le polemiche ho condiviso, fin dall'inizio, l'esigenza del Parlamento di un confronto che si è già sviluppato, al Senato, con quattro interrogazioni a risposta immediata, e alla Camera, con due interrogazioni a risposta immediata, un'audizione in commissione giustizia e un'informativa urgente in aula. Quando si giura sulla Costituzione come ministro della Repubblica, si decide di essere, in tutto e per tutto, uomo delle istituzioni".

"E' proprio la lotta al malaffare senza compromessi -  ha ribadito il ministro - che ha sempre animato la mia attività politica. In questi due anni, da ministro della Giustizia, ho scritto e portato avanti leggi che, come è normale che sia, hanno ricevuto apprezzamenti, tra l'altro, anche a livello internazionale, ma anche critiche. Queste ultime, che io rispetto sinceramente, nascono molto spesso, sia dalle diverse sensibilità giuridiche e culturali, sia dal fatto che, del tutto legittimamente, si è ritenuto che gli stessi obiettivi potessero essere perseguiti attraverso strumenti e norme differenti. Ma c'è un punto che risulta evidente a tutti la ferma determinazione, che rivendico, con cui quelle leggi combattono il malaffare".

"La narrazione di queste settimane delle opposizioni è stata fondata su una coltre di menzogne prive di qualsiasi contatto con la realtà dei fatti. E' totalmente falsa l'immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri, addirittura per i detenuti più pericolosi".

"Nella mozione vengono rivolte contestazioni ardite e infondate, secondo le quali la nomina del dottor Tartaglia sarebbe illegittima. Il relativo atto di nomina, formalizzato con Dpcm 30 aprile 2020,risulta perfettamente conforme alla normativa vigente come confermato dall'esito assolutamente positivo del controllo effettuato sia dal Csm che dalla Corte dei Conti": lo ha sottolineato il ministro Bonafede riferendosi alla nomina di Roberto Tartaglia a vice capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Non c'è stato nessuno "scaricabarile nei confronti della magistratura; è proprio il contrario: è rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Per questo, respingo ogni strumentalizzazione politica. Riconosco ai giudici di sorveglianza di aver svolto un lavoro importante in un momento difficilissimo - ha sottolineato Bonafede - in cui la pandemia, nonostante tutte le cautele adottate, ha messo a dura prova l'intera infrastruttura generale del nostro Paese e, a maggior ragione, un'amministrazione delicata e complessa come quella penitenziaria".

"Sono consapevole che su tutti questi contenuti, il confronto con tutte le forze politiche di maggioranza sarà costante, approfondito ed improntato ad una leale e reale collaborazione, così come è accaduto, per esempio, in occasione della recente approvazione dei due decreti antimafia". "Di fronte a differenze culturali e politiche che esistono e vanno rispettate, la grande sfida da raccogliere consiste nella possibilità concreta di trovare una sintesi nella maggioranza in nome e nella consapevolezza del fine ultimo della giustizia - ha sottolineato il ministro - vale a dire la tutela, la protezione e il rispetto dei diritti di tutti i cittadini che sono, e devono esserlo realmente, uguali davanti alla legge".

Sfiducia Bonafede, Grasso: "Leu rinnova la fiducia"

"Il gruppo di Liberi e Uguali le rinnova la fiducia, signor Ministro. Per onorare tale fiducia, ora che le attività del Parlamento hanno ripreso il loro abituale corso e abbiamo ripreso ad affrontare temi non legati alla pandemia, le chiediamo di continuare con ancor maggior vigore il proficuo confronto e dibattito con la Commissione giustizia e la Commissione antimafia, per intervenire con più rapidità e incisività sui tanti temi che ci siamo impegnati a portare avanti". Lo ha detto in aula a palazzo Madama il senatore Pietro Grasso annunciando il voto contrario di Leu alle mozioni di sfiducia al ministro Alfonso Bonafede.

Sfiducia Bonafede, Meloni: "Dopo accordo sui migranti Renzi lo difende"

"Dopo che i cinquestelle hanno mollato anche sul no alla regolarizzazione degli immigrati, consentendo la sanatoria indiscriminata per i clandestini proposta dal partito di Renzi, e dopo il lungo colloquio di ieri tra Conte e Maria Elena Boschi per trattare chissà quale altra poltrona, Renzi ha annunciato che difenderà il ministro Bonafede votando contro la nostra mozione di sfiducia. Che sorpresa". Lo dice la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, subito dopo l'intervento in Aula del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha detto che Iv non voterà la sfiducia a Bonafede. "Renzi se continui così tra un po' avrai più poltrone che voti", aggiunge Meloni.

Sfiducia Bonafede, Mirabelli: "Dalle mozioni niente di utile per gli italiani"

"Quali sono le ragioni della sfiducia a Bonafede? Nulla di utile per la giustizia o gli italiani". Lo ha detto Franco Mirabelli, in aula al Senato. "Noi siamo contro le mozioni, un evidente tentativo dell'opposizione di usare un tema delicato come la giustizia per far cadere il governo. La strumentalità è evidente quando ci sono senatori del centrodestra che votano o hanno firmato mozioni contrapposte e inconciliabili", ha spiegato il vice presidente dei senatori del Pd. "L'opposizione che in momento tanto grave per il Paese sceglie la strada della sfiducia è senza argomento, preferisce tentare di logorare il governo piuttosto di aiutare per risolvere i problemi dei cittadini. Non credo si questo che serve al Paese", ha detto Mirabelli sottolineando tra le altre cose che "non c'è stato nessuno svuotacarceri, nessuna liberazione, smettiamola con la propaganda, ma problemi gravi nel funzionamento del Dap e di chi lo ha guidato" e che "non abbiamo ragione di dubitare delle risposte date dal ministro" sul caso Di Matteo.

Sfiducia Bonafede, Giarrusso: "Ha tradito gli italiani"

"Certamente lei è una persona perbene e nessuno lo può negare. Ma siamo qui per esaminare tutto il suo operato da ministro. Lei ha tradito 11 milioni di cittadini che ci avevano mandato in Parlamento per combattere la mafia. E quel segnale era impersonato da un simbolo, Di Matteo, sbandierato in campagna elettorale come destinatario di importanti incarichi", mentre "il ministero è stato consegnato a una banda di amici di Palamara". Lo ha detto in Aula, rivolgendosi al ministro Bonafede, il senatore ex M5S Mario Giarrusso, durante la discussione della mozione di sfiducia nei confronti del guardasigilli. "Le persone perbene si dimettono di fonte a questi disastri", ha rimarcato Giarrusso.

Sfiducia Bonafede, Paragone: "Non confermerà la fiducia"

"Non le confermerò la fiducia, dico quello che diceva Aristotele 'Platone mi è amico, ma la verità di più". Così il senatore Gianluigi Paragone, parlando in Aula, nel corso del voto di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. "Sono con Di Matteo senza se e senza ma, ancora oggi non è chiaro perché Basentini fu scelto al Dap, e Di Matteo non c'è andato", ha detto nel suo intervento il senatore ex M5S, tornando sulla vicenda della mancata nomina di Di Matteo al Dap.

Sfiducia Bonafede, Pepe: ''Ministro delle scarcerazioni allegre''

"Lei è il ministro delle scarcerazioni allegre". Così il senatore della Lega, Pasquale Pepe, presentando in Senato la mozione del centrodestra. "Lei ministro - ha aggiunto il leghista - non ha saputo far fronte alle rivolte spaventose, con 6mila detenuti coinvolti, 14 morti per overdose e 40 agenti feriti, per questo chiediamo la sfiducia". "Lei ha scritto la pagina più buia della realtà carceraria italiana, lei ha nominato un capo del Dap che dovrebbe avere alto profilo e competenze, invece ha nominato Basentini che non ha competenze né carcerarie, né di antimafia, lei deve assumersi la responsabilità di questa nomina", ha detto ancora.

"E non ha preso nessuna strategia per proteggere innanzi tutto gli agenti carcerari dal rischio del virus", ha detto ancora Pepe, che poi ha ringraziato "Massimo Giletti che ha raccontato con coraggio la verità agli italiani", riferendosi alla vicenda Di Matteo. "La sfiducia al ministro Bonafede significa la sfiducia al governo, un motivo in più per votarla, gli italiani ve ne saranno grati, colleghi", ha concluso.

Sfiducia Bonafede, Bonino: ''Chiediamo le dimissioni''

"Chiediamo le sue dimissioni, ministro, non perchè è sospettato ma perchè non vogliamo un ministro della Giustizia che sia rappresentante della cultura del sospetto". Sono le parole con cui Emma Bonino ha illustrato in Senato la mozione di sfiducia. "Della malattia della giustizia lei è il sintomo e non il rimedio, se rimarrà a via Arenula contribuirà a farla diventare cronica diffondendo la paura della giustizia", ha aggiunto Bonino. "A chi mi dirà che non si può sfiduciare il ministro senza mettere a rischio il governo, mi limito a ricordare che qui oggi si discute di altro. E cioè di quale politica per la giustizia serva all'Italia. Se la continuità del governo dovesse significare la continuità della politica della giustizia, signor ministro, io inviterei tutti a considerare che l'Italia non ne avrebbe nessun giovamento", ha detto ancora. "Non può essere l'unica risposta 'non si può far cadere il governo'", ha evidenziato.

Sfiducia Bonafede, Pellegrini: ''Il ministro che questo Paese meritava''

Pellegrini - "Lei è il ministro che il Movimento 5 Stelle sognava, che questo paese meritava e che questo governo sostiene con forza". Sono le parole con cui il senatore grillino Marco Pellegrini ha aperto il suo intervento. "La sfiducia alla quale alcune forze politiche la stanno sottoponendo è l'attacco ad un nuovo modello di paese, più vicino ai cittadini, più equo, più solidale. Forte con i potenti e giusto con gli ultimi e gli indifesi. Lei fino ad oggi si è dimostrato un ministro capace di affrontare con coraggio, determinazione e risolutezza problemi lasciati irrisolti dai suoi predecessori per decenni", ha aggiunto.

Sfiducia Bonafede, Rosato: "Governo cambi rotta"

"La mozione di sfiducia non l'abbiamo presentata noi. La discussione sulla giustizia non nasce oggi ma da prima. La deriva giustizialista non è compatibile con la nostra Costituzione". Così il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, parlando a 'L'aria che tira' della mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede, in discussione in queste ore al Senato. "Per noi sulla giustizia bisogna cambiare rotta", ha sottolineato.

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