Domenica, 9 Maggio 2021
Governo compatto

Bocciata la sfiducia a Speranza: anche Lega e Forza Italia hanno votato contro

Era stata presentata dal partito di Giorgia Meloni: 29 sì e 221 no. Ma il centrodestra propone una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia

È stata respinta in Senato la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Salute, Roberto Speranza, presentata da Fratelli d'Italia in merito all'inchiesta sul mancato aggiornamento del piano pandemico. Sui 253 votanti, la mozione ha ottenuto 221 voti contrari e 29 favorevoli. Gli astenuti sono stati tre. L'Aula del Senato ha successivamente respinto anche la mozione di sfiducia presentata dal senatore Gianluigi Paragone (Italexit) contro Speranza. A votare "no" sono stati 206 senatori, a favore 29, due astenuti. Stesso destino per la mozione presentata da Mattia Crucioli di "L'alternativa c'è".

Respinta la mozione di sfiducia contro il ministro Speranza

Le tre mozioni erano state discusse in mattinata in Senato. Dalle 14 di oggi sono iniziate le votazioni. Anche Lega e Forza Italia, spesso critiche nella gestione dell'emergenza da parte del ministro della Salute, hanno votato contro la mozione di sfiducia presentata dal partito di Giorgia Meloni. "Il centrodestra di governo ha fiducia in Mario Draghi. Riteniamo improduttivo il ricorso a mozioni di sfiducia individuali e proponiamo fin da oggi una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia", si legge in una nota congiunta.

Cosa ha detto Speranza in Senato

In mattinata il ministro della Salute, nel suo intervento in Aula al Senato, aveva detto che "nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali". "È con amarezza che vedo nelle ultime settimane prevalere invece lo scontro politico - ha affermato ancora Speranza, difendendo la sua azione di governo - spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l’angoscia di tanti italiani per miopi interessi di parte. Questo è profondamente sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al Governo, ma all’intero Paese che invece deve restare unito in un passaggio così delicato".

Speranza ha voluto rimarcare che "il Paese deve restare unito in un passaggio così delicato. Questo ci ha chiesto il presidente Mattarella quando ha proposto a tutti noi di sostenere il nuovo governo Draghi. Questo ho sempre ribadito in ogni mio intervento in Parlamento e questa rimarrà sempre la mia linea: unità, unità, unità!".

E poi: "Il mancato aggiornamento del Piano pandemico antinfluenzale - ha precisato Speranza - è un tema che va affrontato con grande serietà, evitando di piegarlo alla polemica politica, come purtroppo avvenuto nelle ultime settimane. Anche perché è un tema che viene da lontano. Tutte le mozioni sottolineano come il Piano non sia stato aggiornato secondo le linee guida dell'Oms per molti anni".

Secondo Speranza, le mozioni "fanno dunque riferimento a 180 mesi durante i quali si sono alternati ben 7 governi, con diverse maggioranze parlamentari - ha evidenziato il ministro -. Tutti i gruppi di quest'Aula, compresi quelli che hanno sottoscritto le mozioni oggi in discussione, hanno sostenuto alcuni di questi governi. Troppo facile oggi far finta di non vedere. Io ho fiducia e rispetto per il delicato lavoro che sta svolgendo la magistratura. Credo fermamente che chiunque, nessuno escluso, chiunque abbia avuto responsabilità in questi mesi così difficili dai vertici dell'Oms fino al sindaco del più piccolo Comune, debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Questa è la forza e la bellezza di una grande democrazia come la nostra".

"Io sono in carica da settembre 2019. Adesso il Piano pandemico aggiornato c’è - ha aggiunto ancora il ministro -. Quanto, invece, alle responsabilità politiche, non sono io a dovermi difendere". Un lungo applauso ha salutato la fine del discorso di Speranza. In piedi tutti i senatori di centrosinistra. Numerosi applausi sono arrivati anche dai banchi del centrodestra.

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