Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Sgomberi, incontro Anci-Viminale: si lavora sulle linee guida

Dal Ministero dopo via Curtatone arriva per ora solo una certezza: mai più sgomberi di profughi senza aver trovato una soluzione abitativa alternativa a livello locale

L'incontro tecnico al Viminale sul tema degli sgomberi degli immobili occupati, si è svolto in "un clima positivo di grande collaborazione, come sempre accade con il ministero dell'Interno", ha detto ad Askanews Veronica Nicotra, segretario generale dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, che ha partecipato alla riunione dove è stata esaminata "una prima bozza delle linee guida" che il ministero ha predisposto, dopo il caso dello sgombero di migranti nell'immobile occupato di via Curtatone a Roma, culminato con scontri in piazza con la polizia.

Si attende la circolare del Ministero

Delle linee guida - spiega Nicotra - "abbiamo approfondito alcuni aspetti, per intervenire anche alla luce delle novità introdotte dall'articolo 11 del decreto legge sulla sicurezza urbana; abbiamo rinviato l'istruttoria sul testo ad una verifica successiva e approfondito aspetti importanti sulla praticabilità degli sgomberi, il ripristino della legalità per gli immobili privati occupati, la possibilità di reperire immobili pubblici e i fondi per la ristrutturazione".

L'Anci attende quindi la circolare del ministero, al momento non c'è ancora un testo scritto e nel frattempo approfondirà alcune questioni: "Daremo il nostro contributo"; mentre la prossima settimana dovrebbero incontrarsi il presidente dell'Anci Antonio Decaro e il titolare del Viminale Marco Minniti. Quel che preme all'Anci è innanzitutto la premessa: "Si tratta di ripristinare la legalità riguardo agli immobili privati occupati e risolvere il problema dell'emergenza abitativa, che riguarda non solo migranti ma anche cittadini italiani". Quindi in realtà non solo un tema di ordine pubblico, se non si vuole aspettare il momento estremo degli sgomberi, bensì uno scenario e un problema più ampi: per questo si dovrebbe allargare ad altre amministrazioni centrali e non competenti. Poi c'è il tema dell'individuazione degli immobili pubblici da usare: quelli confiscati alla criminalità organizzata vanno bene ma non bastano, servono altri immobili pubblici. E infine, cruciale è il tema delle risorse: servono risorse agli enti locali per ristrutturare e adeguare gli immobili, ché "da soli i comuni non ce la fanno".

Mai più sgomberi senza aver trovato soluzione

Andando per ordine cronologico, Minniti dopo via Curtatone ha lanciato il suo primo puntello: mai più sgomberi senza aver trovato una soluzione abitativa alternativa. In caso di sgomberi "le situazioni sono sempre valutate a livello locale, normalmente non si fanno sgomberi se non ci sono le condizioni per realizzarli, ovvero una nuova sistemazione per chi ne ha diritto", ricorda il segretario generale Anci, aggiungendo che nel caso di via Curtatone "qualcosa non ha funzionato, ci saranno eventuali responsabilità da accertare, ma non spetta a noi; è comunque normale che si trovi una soluzione abitativa per chi ne ha diritto, soprattutto in caso di situazioni di fragilità, donne con bambini, anziani, malati". Anche se è normale dopo la vicenda romana "è possibile che dalle linee guida arrivi un'indicazione ulteriore di coordinamento a livello locale, per definirlo e strutturarlo meglio, tra enti locali e prefettura in primis, e noi daremo sempre un contributo al coordinamento, è sempre opportuno strutturarlo al meglio".

Secondo punto, che va oltre via Curtatone: "Il tema non riguarda solo i migranti, riguarda cittadini italiani e non, gli immobili sono occupati da varie categorie di soggetti e anche per ragioni diverse tra loro, ci sono situazioni di contingenza economica, ci sono senza fissa dimora, a noi non interessa lavorare sulla questione migranti ma sulla questione di ripristinare la legalità rispetto ad occupazioni abusive di immobili privati e dare alloggi a chi ne ha diritto, cittadino italiano e non".

Come fare per trovare gli immobili adatti? Per l'esponente Anci "raccogliere, soprattutto dalle grandi città e prefetture i dati è un lavoro molto complesso, si dovrebbe partire da un'individuazione degli immobili a partire dalle situazioni più critiche; se ci sono risorse e disponibilità dovremmo fare un piano con un fondo che consenta, laddove ci sono beni immobili da usare, di dare nuovo impulso alla soluzione dell'emergenza abitativa"

Migranti negli immobili confiscati alle mafie

E quali immobili pubblici? "Immobili confiscati alla criminalità sono soprattuto al Sud, in aree limitate del territorio, è una soluzione possibile e va praticata ma bisogna esperire anche altre soluzioni", e Nicotra pensa ai "beni dell'Agenzia del demanio o degli enti previdenziali non utilizzati, beni immobili pubblici non utilizzati ci sono, il problema è quello delle risorse per renderli utilizzabili".

Quindi appare chiaro che "il tema delle politiche abitative coinvolge anche altre amministrazioni centrali e anche le regioni, se il governo ritiene che sia opportuno fare un piano in materia di sgomberi, bisogna ampliare i soggetti coinvolti, come regioni e altre amministrazioni, come il ministero delle Infrastrutture e i soggetti titolari dei beni immobili pubblici,", perché "non è solo un problema di ordine pubblico ma anche di attuazione di politiche abitative, che si pone prima del momento ultimo in cui si arriva allo sgombero". E soprattutto serve "un fondo", "vanno individuate le risorse da mettere a disposizione dei Comuni, senza non ce la possono fare, anche per questo è importante coinvolgimento di altre amministrazioni". Il dato quindi è tratto, resta ora da vedere se dal Viminale il tema sgomberi sia rilanciato o meno verso un vero e proprio Piano nazionale per le emergenze abitative.

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