Venerdì, 18 Giugno 2021
Regione Sicilia / Palermo

Sicilia al "post Lombardo", impazza il toto-voto

Tra incertezze e nuovi assetti, la regione si prepara al "post 31 luglio", giorno in cui il governatore rassegnerà le dimissioni. Ad ottobre tutti alle urne, ma per eleggere chi?

Lombardo ha confermato non solo alle telecamere ma al premier Monti che si dimetterà il 31 luglio. E la Sicilia si prepara al voto in ottobre in uno scenario che dire caotico è dir poco.

Ma una cosa è certa: la Sicilia del "dopo Lombardo" sarà figlia di assetti politici nuovi, e per certi versi stravolti, rispetto a quelli che quattro anni fa portarono alla presidenza della Regione il leader dell'Mpa. Le incrinature più o meno ampie, più o meno interne alle coalizioni, dovute alla volontà altalenante dei partiti di appoggiare, o revocare, il sostegno a Lombardo in questi anni, hanno innescato infatti delle dinamiche atipiche tutte siciliane, che hanno fatto dell'isola un vero e proprio microuniverso politico a sè rispetto al resto del Paese.

Con l'uscita di scena di Raffaele Lombardo, secondo presidente della Regione dopo Salvatore Cuffaro che lascia Palazzo d'Orleans travolto da un'inchiesta per mafia, sono già diversi gli esponenti politici ad aver annunciato la volontà di tentare la strada che porta alla poltrona più alta della Regione.

CENTROSINISTRA - Il primo ad avanzare la sua candidatura è stato l'ex sindaco di Gela Rosario Crocetta. L'eurodeputato del Pd è determinato a proporre il suo nome, sebbene questo crei qualche "mal di pancia" al partito di Bersani in Sicilia. La candidatura di Crocetta, da sempre fautore delle primarie, infatti, sbarrerebbe la strada ad un'eventuale candidatura unica, di matrice Pd-Udc, individuata dai vertici regionali dei partiti nel segretario siciliano del gruppo di Casini: Giampiero D'Alia.

PEZZI DEL PD CON L'MPA E FLI? - Questa scelta porterebbe Crocetta a defilarsi quindi dal Pd e correre autonomamente, adottando una strategia che lo potrebbe vedere sostenuto dall'Mpa del governatore uscente, che non ha nascosto le sue simpatie per l'eurodeputato democratico. In un eventuale "tandem" Crocetta-Mpa, inoltre, potrebbe inserirsi anche Futuro e Libertà. Il partito del presidente Fini, al momento, conferma la proposta di Fabio Granata come successore di Lombardo, ma in molti sono pronti a scommettere che alla fine anche dai futuristi potrebbe arrivare il sostegno a Crocetta.

MPA E GRANDE SUD PER IL NUOVO PDL? - Il Movimento per l'Autonomia, però, potrebbe riservare qualche sorpresa dopo il 31 luglio. Stando infatti a rumors sempre più insistenti, il partito di Lombardo, con l'addio del suo leader, starebbe per "cambiar pelle", diventando un nuovo grande gruppo di moderati che al suo interno conterebbe pezzi del Pdl, Leontini, Beninati e Mancuso su tutti, il Pid di Rudy Maira, e soprattutto Grande Sud di Gianfranco Miccichè, il quale però continua ancora a confermare la sua volontà di correre per la presidenza della Regione.

FAVA PER LA SINISTRA - Altro candidato a scaldare i motori in queste settimane, poi, è Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe Fava assassinato dalla mafia nel 1984, e membro della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. Fava ha lanciato la sua candidatura in maniera slegata da qualsiasi partito, facendo scoppiare anche qualche mal di è pancia all'interno di Sel. Ma poco importa. Ormai Fava corre veloce verso la Regione e la sua candidatura è diventata un piccolo movimento dal nome significativo: "LiberaSicilia2012".


A questo scenario complesso, infine, va aggiunta la candidatura del leader di Sicilia Vera, Cateno De Luca, sul quale però incombe la spada di Damocle di un possibile provvedimento giudiziario intentato dalla Procura di Messina che ha chiesto il suo rinvio a giudizio per abuso d'ufficio, tentata concussione e falso, nell'ambito di un'inchiesta su una speculazione edilizia

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