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Domenica, 29 Maggio 2022
Il discorso

"Putin ha deluso". Così Berlusconi si smarca da Salvini e Meloni, poi il monito a Draghi

L'ex cavaliere riposiziona Forza Italia e rilancia il partito per aumentare il consenso. "Io sarò in campo per puntare a questo risultato"

È un vero tutto nel passato il momento conclusivo della convention di Forza Italia a Roma, con il leader di sempre, Silvio Berlusconi, che sale sul palco tra gli applausi del popolo azzurro, sulle note dell’inno con cui, nel 1994, l’allora Cavaliere lanciava la sfida alla sinistra con il suo partito, la casa dei liberali d’Italia.

Ma oggi è un’altra storia. C’è la guerra in Ucraina e l’Italia affronta un momento di transizione con una maggioranza larghissima a sostegno del Governo di Mario Draghi. Berlusconi nel suo discorso riposiziona Forza Italia al suo posto. Quello di centro della destra italiana. La parola chiave è sempre la stessa: libertà. Così Berlusconi si smarca dagli alleati Salvini e Meloni, condannando nettamente la Russia di Putin, proprio nel nome di quei valori. "Non posso e non voglio nascondere di essere profondamente deluso e addolorato dal comportamento di Vladimir Putin, che si è assunto una gravissima responsabilità di fronte al mondo intero’".

Infatti il leader dei forzisti non ha usato mezzi termini quando ha definito i fatti di Bucha "crimini di guerra". "Di fronte all'orrore dei massacri di civili a Bucha e in altre località ucraine, veri e propri crimini di guerra, la Russia non può negare le sue responsabilità". Berlusconi ricorda di aver "sempre cercato di includere la Russia in una architettura di sicurezza" ma "l'Europa non si è data una politica estera unica nè di difesa" e oggi siamo di fronte a una "aggressione senza precedenti. L'Ucraina sta combattendo con valore per la sua libertà".

Insomma Berlusconi prende posizione senza ambiguità e raccoglie il consenso del suo popolo, quanto meno quello arrivato all’evento intitolato "L’Italia del Futuro", dove, di fronte al suo biasimo nei confronti del presidente della federazione russa, scatta la standing ovation della platea.

Poi il fondatore di Forza Italia torna sul fronte della politica interna e ci tiene a precisare come il partito sia con Draghi, ma con un monito. "Noi abbiamo fiducia nella capacità del nostro governo di lavorare per il futuro ma il governo, devo dirlo, non può fare a meno del supporto delle forze politiche, noi compresi, e non può non considerare l'esistenza e la necessità di una normale dialettica parlamentare. Noi siamo leali e lo saremo fino alla fine, ma non possiamo rinunciare alla nostra identità sostenendo provvedimenti che negano i nostri principi".

Quei principi a cui fa riferimento sono quelli liberali. Non lo dice espressamente, ma c’è sicuramente un riferimento alla riforma del fisco e alla bagarre delle commissioni sulla legge delega quando ricorda come la casa non si tocca. "Noi non consentiremo mai a nessun governo, come non lo abbiamo mai consentito, di mettere le mani nelle tasche degli italiani. Noi non consentiremo mai a nessun governo di colpire la casa, che per noi è sacra, è il simbolo dell'unità e della continuità della famiglia".

Poi ha rilanciato il lavoro del partito. dalla base fino ai vertici, con una iniezione di fiducia. "Dobbiamo lavorare insieme per continuare a crescere sul piano dei numeri e della qualità, perché, anche se i sondaggi negli ultimi mesi sono in crescita, possiamo comunque arrivare molto ma molto più su e io sarò in campo per puntare a questo risultato". Dunque Berlusconi, e non era scontato, ha annunciato che ci sarà alle prossime elezioni politiche. Sarà della partita. E anche questo è un avvertimento a chi dava per spacciata Forza Italia con un leader alle corde. Berlusconi sarà in campo.

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