Venerdì, 19 Luglio 2024
Lo scontro

"Rappresenta un pezzo di Paese retrogrado", i pubblicitari all'attacco di Pillon

L'ex senatore leghista aveva chiesto la rimozione di uno spot televisivo che mostrava un bacio tra due uomini, ma ad essere rimosso da X era stato il suo post, giudicato "discriminatorio e offensivo"

L'ex senatore della Lega, Simone Pillon, continua a far parlare di sé per le sue singolari crociate contro la comunità Lgbt. Dopo gli attacchi ai cartoni animati della Disney, culminata con la disdetta dell'abbonamento (che non ha prodotto lo sperato crollo del titolo alla borsa di New York) e i continui post sui social contro quella che definisce "la lobby più potente del mondo occidentale", l'esponente del Carroccio ha preso di mira lo spot di un noto portale di compravendite immobiliari andato in onda durante il Pride, che in un fotogramma mostrava due uomini baciarsi per festeggiare un gol della nazionale italiana di calcio e terminava con il claim "L'amore gioca in casa". Per Pillon quello spot andava oscurato, perché - testuali parole - "A quell'ora davanti alla televisione ci sono i bambini, che hanno diritto di crescere senza frociaggine Lgbt".

La censura alla richiesta di censura

Quello che il leghista evidentemente non aveva preventivato, è che il social di Elon Musk avrebbe oscurato proprio il suo post, giudicando il suo contenuto discriminatorio e offensivo. La decisione è stata contestata dall'ex parlamentare, che in un successivo post ha fatto appello allo stesso proprietario della piattaforma: "Avevo scacciato da X la censura Lgbt e invece vedo che un mio post è stato censurato. Mi stavo lamentando perché mostrano pomiciate gay in prima serata sulla tv italiana. Questo non è incitamento all’odio ma libertà. Dai Elon difendiamo la nostra libertà!", ha scritto.

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E ad attaccare Pillon arrivano anche i pubblicitari. Ad aprire le danze Vicky Gitto, uno dei più grandi creativi del Paese. Anche lui fu attaccato dall'ex senatore per lo spot Pupa andato in onda durante l'ultima edizione del Festival di Sanremo: nel filmato si vedevano due donne baciarsi e fuggire insieme. "Pillon - spiega - restituisce un quadro di un pezzo di paese retrogrado. Sono temi superati nel mondo civile, ma in Italia siamo ancora qui a discutere sul bacio tra uomini o donne che siano. Questi proclami strillati ai quattro venti e viralizzati sul web sono negativi e dannosi, creano spaccature e distanza sociale. Quindi, non sottovaluterei questi urlatori estremisti".

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Gli fa eco Davide Ciliberti spin doctor del gruppo di comunicazione Purple & Noise: "Evidentemente, Pillon si sta appassionando al nostro settore visto che solo qualche mese fa si era scagliato, raccogliendo una bella rassegna stampa, contro lo spot Pupa dove in questo caso erano invece due donne a baciarsi. E questa è una cosa che farà male all'ex senatore, dato che il furbo Pillon, scomparso da tempo dal radar dei media, utilizza queste posizioni io credo soprattutto per ottenere visibilità; cioè si scaglia contro la pubblicità per ottenere pubblicità".

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Tornando all'ultima pubblicità contestata, quella del portale di compravendite immobiliari in cui due uomini si baciano per festeggiare un gol dell'Italia (purtroppo i baci sono stati pochi, sia quelli etero che quelli gay, ndr) a realizzarla è stata agenzia Gibbo&Lori, che ne ha spiegato il senso in una nota: "Il tema della campagna - si legge - è l'accettazione tra amici, ma il linguaggio non è di denuncia, al contrario è emozionale e inclusivo. Siamo fiduciosi che questa storia possa essere di ispirazione per i giovani. Abbiamo scelto di ambientarlo nel contesto dei tifosi di calcio tradizionalmente percepito come distante dalle tematiche Lgbt, per sfidare e superare questi pregiudizi".

Pillon: "Ai pubblicitari non interessa nulla dei diritti"

Una spiegazione che però non ha convinto il diretto interessato, che ha replicato: "Ai pubblicitari non interessa nulla dei diritti Lgbt. Sono pagati molti soldi per inventarsi campagne capaci di far vendere i prodotti e non hanno scrupoli a usare messaggi scandalosi pur di fare notizia, come nel caso delle patatine sostituite all'eucarestia o come nel continuo uso del corpo delle donne come veicolo per aumentare le vendite. In questo caso il vero problema non è lo spot ma l'orario. Se fosse andato in onda dopo le 22.30 non avrei avuto molto da dire, ma imporre senza scrupolo la pomiciata gay durante la partita, mentre le famiglie sono riunite coi bambini anche piccoli per tifare la nazionale è inaccettabile", ha spiegato l'ex senatore. In parole povere, il messaggio è: Potete anche essere gay, ma dovete farlo di nascosto e guai a farvi vedere dai bambini. Italia, luglio 2024.

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